Covid. Aou di Sassari attiva sostegno psicologico e psichiatrico per pazienti e operatori sanitari

Covid. Aou di Sassari attiva sostegno psicologico e psichiatrico per pazienti e operatori sanitari

Covid. Aou di Sassari attiva sostegno psicologico e psichiatrico per pazienti e operatori sanitari
Il progetto vedrà lavorare insieme le strutture di Psicologia ospedaliera, Clinica Psichiatrica e Sorveglianza sanitaria. Assunti cinque psicologi che, coordinati dalle strutture interessate, porteranno avanti l’iniziativa. L’obiettivo, spiega il commissario Spano, è “fare di più per i nostri operatori e per i nostri pazienti. Perché il dolore che il Covid ha creato lo porteremo con noi per molto tempo”.

L'obiettivo è quello di dare sostegno, ascolto quindi assistenza, sul piano psicologico e psichiatrico, ai pazienti affetti da Covid-19, ricoverati nei reparti dell’Aou di Sassari, e agli operatori che da oltre 10 mesi sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus. Per fronteggiare, oltre alla pandemia da Covid, alla la possibile “pandemia di distress emotivo degli operatori sanitari”. Ecco allora che l’Aou di Sassari per realizzare questo obiettivo ha approvato il progetto “Piano di emergenza sul benessere psicologico e psichiatrico dei pazienti Covid-19 ed operatori Aou”. Un progetto che vedrà lavorare in maniera congiunta la struttura complessa di Psicologia ospedaliera e del benessere organizzativo diretta dal dottor Fabrizio Demaria, la struttura complessa di Clinica Psichiatrica diretta dalla professoressa Liliana Lorettu, e la struttura della Sorveglianza sanitaria diretta dal dottor Antonello Serra.
 
Il piano è stato presentato dai vertici aziendali – commissario Antonio Spano, direttore sanitario Bruno Contu e direttore amministrativo Rosa Bellu – con i direttori delle tre strutture coinvolte e i direttori dei reparti Covid: professor Sergio Babudieri di Malattie infettive, il professor Pietro Pirina per la Pneumologia, il professor Alessandro Fois della Pneumologia, il coordinatore dei reparti Covid dottor Franco Bandiera, il direttore dell’Oncologia Antonio Pazzola, la direttrice della Geriatria Patrizia Tilocca e il dottor Paolo Pinna Parpaglia per il Pronto soccorso e la Medicina d’Urgenza.

“Un progetto che la direzione aziendale ha fortemente voluto – ha sottolineato Antonio Spano – perché vogliamo fare di più per i nostri operatori e per i nostri pazienti. Perché il dolore che il Covid ha creato lo porteremo con noi per molto tempo". Un dolore che va oltre la malattia da Sars-Cov2 perché "in questi mesi, con la conversione delle strutture in reparti Covid – ha aggiunto Bruno Contu – molti non si sono potuti curare e anche questo è un aspetto di grande drammaticità. Adesso dobbiamo programmare per recuperare il ritardo che si è accumulato a causa del Covid”.
 
Il progetto inizierà con una fase pilota della durata di 3 mesi che vedrà gli esperti monitorare le condizioni di salute e di benessere psico-fisico di lavoratori e pazienti di reparti ad alta intensità Covid-19, come il Pronto soccorso, la Medicina d'urgenza e la Rianimazione.

Si procederà quindi con la fase di esecuzione per circa 12 mesi prima negli altri reparti ad alta intensità Covid-19 e poi nei restanti reparti. Nell'ultima fase, della durata di circa 24 mesi, si effettuerà un monitoraggio costante nel tempo per migliorare e consolidare gli interventi realizzati.

“È solo un punto di inizio – ha detto Fabrizio Demaria – per far fronte allo stress psicofisico e psichico sia del lavoratore che del paziente. Deve diventare un’azione consolidata e consentire una modifica dell’approccio culturale nel prendersi cura delle persone, implementando quello che è stato già fatto".
 
“Un progetto condiviso che nasce anche dalla consapevolezza che – ha sottolineato Liliana Lorettu – ci aspettiamo una pandemia di distress emotivo degli operatori, legato alla fatica fisica e alle emozioni messe alla prova. L'auspicio è che gli operatori aderiscano a questo intervento finalizzato a ridurre questa sofferenza”.
 
“L’Azienda – ha precisato Antonello Serra – ha voluto potenziare questo tipo di intervento, rendendolo anche più strutturato e mettendo a disposizione più personale. Questo proprio per fronteggiare la situazione emergenziale”. Un potenziamento che ha consentito l'assunzione di cinque nuovi psicologi: uno per la Sorveglianza sanitaria (uno già assegnato ad aprile), un altro per la Clinica Psichiatrica mentre i restanti tre per la struttura di Psicologia ospedaliera.
 
E se la Sorveglianza sanitaria si occuperà più dell'aspetto della prevenzione, operando per un miglioramento delle dinamiche del gruppo di lavoro, cioè dei gruppi di operatori che lavorano nei reparti Covid. Dall'altra le strutture di Psicologia ospedaliera e Clinica Psichiatrica si occuperanno dell’aspetto clinico con attività di ascolto e psicoterapia, oltre che di eventuali interventi strutturati di tipo psicofarmacologico.

11 Gennaio 2021

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