Covid. Informatori scientifici del farmaco chiedono di essere vaccinati nella prima fase

Covid. Informatori scientifici del farmaco chiedono di essere vaccinati nella prima fase

Covid. Informatori scientifici del farmaco chiedono di essere vaccinati nella prima fase
Deiana (Isf): “Lo stretto e quotidiano contatto con la classe medica all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private, imporrebbe che anche questi professionisti siano considerati tra le categorie a rischio”. I consiglieri democratici: “Solinas e Nieddu dovrebbero inserirli in virtù del loro contributo essenziale ai fini dell’aggiornamento di medici e farmacisti del Ssr”

Già ad oggi diverse Regioni italiane hanno stabilito di procedere alla vaccinazione degli informatori scientifici (ISF) ed affini inserendoli in prima fascia come categoria a rischio tra gli operatori sanitari; ad esempio la Calabria, la Campania, il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, la Puglia e la Sicilia. Anche la Basilicata, ma quest’ultima, in considerazione del limitato numero di scorte di vaccino anti Covid-19 disponibili in questa prima fase di vaccinazione, ha incluso gli ISF nelle categorie di professionisti che potranno ricevere il vaccino solamente nel caso in cui dovessero esserci delle giacenze non ancora utilizzate, dopo la vaccinazione dei soggetti che rientrano nelle categorie di assoluta priorità.

A tal proposito, la Regione Sardegna ancora non ha preso una decisione. Sentito da Quotidiano Sanità, il Coordinatore AIISF Sardegna Andrea Deiana, spiega: “Gli informatori scientifici della Sardegna non risultano al momento ancora inseriti tra le categorie del personale privato operante in ambito sanitario e di conseguenza avente priorità nell’attuale campagna vaccinale anti-Covid. Lo stretto e quotidiano contatto con la classe medica all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private imporrebbe che anche questi lavoratori altamente qualificati siano considerati tra le categorie a rischio, per permettere loro lo svolgimento dell’importante funzione di pubblico interesse sancita da una trentina tra leggi e regolamenti, ed in primis dall’articolo 31 della Legge 833/78 istitutiva del Ssn”.

“Il coordinamento Sardegna di AIISF (Associazione degli informatori scientifici del farmaco, parafarmaco e presidi sanitari) – sottolinea Deiana – ha più volte indirizzato all’Assessorato competente della Regione le richieste per l’assimilazione della professione tra quelle operanti in campo sanitario, così come avvenuto per Sicilia, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Puglia, senza tuttavia ricevere alcuna risposta in merito. Dal 2009 è stato istituito presso l’Assessorato alla Sanità il “Tavolo Tecnico di Monitoraggio Permanente dell’informazione scientifica”, ma questo si è riunito una sola volta, mentre vane sono tuttora state le richieste di una sua urgente riattivazione, vanificando una collaborazione che potrebbe certamente arrecare reciproci benefici”.
 
A riguardo – puntualizza l’informatore scientifico -, il Coordinamento Regionale ha proposto alle Istituzioni Regionali della Sanità di supportare attivamente la campagna di vaccinazione anti-Covid mediante l’azione a carattere volontario dei propri soci, invito restato ancora una volta totalmente inascoltato”.
 
L’appello di AIISF Sardegna viene raccolto dal Gruppo consiliare regionale PD, che presenta una interrogazione (allegata) al Presidente della Regione e all’Assessore alla Sanità, di cui prima firmataria la Consigliera Rossella Pinna (PD), componente della Commissione Salute e Politiche sociali. “Si tratta – ribattono i consiglieri democratici – di lavoratori che assolvono ad una funzione essenziale: quella di informare i medici circa i nuovi farmaci, presidi, parafarmaci e/o l'uso innovativo nelle indicazioni terapeutiche e la relativa appropriatezza, andando ad assumere un ruolo di consulenza scientifica fondamentale per l'aggiornamento costante degli operatori sanitari. Ai professionisti dell'informazione del farmaco, come è noto, è ammesso l’accesso, con permanenza prolungata, nelle strutture di ricovero, ambulatoriali e socio-sanitarie in generale, e pertanto essi svolgono il loro lavoro a stretto contatto con gli operatori sanitari. La loro attività è normata dalla Regione attraverso un regolamento che ne ordina e stabilisce luoghi, tempi e modalità, riconoscendone la funzione di operatori nella sanità”.

Per queste motivazioni, i consiglieri democratici domandano al Governatore Christian Solinas e all’Assessore Mario Nieddu se non ritengano “opportuno individuare e inserire, come previsto dal Piano strategico nazionale di vaccinazione, gli Informatori Scientifici del Farmaco e le figure annesse all’informazione scientifica tra le categorie ad alto rischio da vaccinare prioritariamente in virtù del loro contributo essenziale ai fini dell'aggiornamento di medici e farmacisti del Ssr”.

“Auspichiamo – conclude il Coordinatore AIISF Sardegna – che l’azione politica dell’interrogazione dell’onorevole Rossella Pinna possa sortire l’effetto di dare visibilità alla categoria degli informatori scientifici inserendoli nella prima fascia della campagna di vaccinazione in corso, scongiurando di conseguenza le criticità lavorative legate ad un accesso attualmente interdetto in numerose strutture sanitarie della Regione Sardegna”.
 
Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

15 Gennaio 2021

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