Interrogazione/1. Sileri: “Per le zone rosse si valuterà possibile accesso su appuntamento nei negozi di mobili”

Interrogazione/1. Sileri: “Per le zone rosse si valuterà possibile accesso su appuntamento nei negozi di mobili”

Interrogazione/1. Sileri: “Per le zone rosse si valuterà possibile accesso su appuntamento nei negozi di mobili”
Questa valutazione avverrà "ferma restando la necessità di garantire l’implementazione di soluzioni per il distanziamento fisico, ai fini della sicurezza dei lavoratori e dei clienti, anche tramite accessi con prenotazione, uso dei dispositivi per la protezione individuale ed ingressi contingentati". Così il sottosegretario alla Salute rispondendo in Aula alla Camera all'interrogazione presentata da Lupi (NcI).
 

"In occasione della prossima iniziativa di aggiornamento delle misure al fine di consentire nelle 'zone rosse' potrà essere valutata l’attività dei negozi di mobili con la modalità di accesso del pubblico su appuntamento, ferma restando la necessità di garantire l’implementazione di soluzioni per il distanziamento fisico, ai fini della sicurezza dei lavoratori e dei clienti, anche tramite accessi con prenotazione, uso dei dispositivi per la protezione individuale ed ingressi contingentati".
 
Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha risposto oggi in aula alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Maurizio Lupi (NcI).
 
Riportiamo di seguito la risposta integrale del sottosegretario Sileri.
 
"Il recente decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, “Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena”, ed il DPCM 2 marzo 2021 hanno disposto l’applicazione di nuove misure restrittive per il contenimento del contagio da COVID-19.
Tali disposizioni, in vigore a partire dal 6 marzo 2021 ed efficaci fino al 6 aprile 2021, hanno comportato l’introduzione di nuove modalità di applicazione delle restrizioni sulle aree del territorio nazionale, in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica e dell’incremento dei casi sul territorio nazionale.

Come noto, dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, infatti, in tutte le “zone gialle” sono vigenti le disposizioni previste per le “zone arancioni” (articolo 1, comma 1, del decreto legge 13 marzo 2021, n. 30).
Il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale (tranne che nelle “zone bianche”), si applicheranno le restrizioni previste per le “zone rosse”.
Le Regioni e le Province Autonome possono, inoltre, adottare ulteriori specifiche misure restrittive di carattere locale per il contrasto ed il contenimento dell’emergenza Covid-19.

Ciò premesso, di seguito si espongono le motivazioni che stanno alla base della misura oggetto della interpellanza in esame.
I dati provenienti dal sistema di monitoraggio dei casi di Covid-19 in Italia hanno imposto un rafforzamento delle misure di mitigazione su tutto il territorio nazionale e la necessità di invertire la tendenza alla riapertura delle attività.
Tuttavia, anche se nelle aree ricomprese nella “zona rossa” i negozi di mobili non sono aperti al pubblico, in quanto non rientranti tra le attività di commercio al dettaglio aperte al pubblico previste nell’Allegato 23 del citato DPCM 2 marzo 2021, è possibile in ogni caso accettare ordini telefonici o via internet, e procedere con vendite a distanza.
Resta consentita, infatti, la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari sussistenti sia per il confezionamento che per il trasporto.

Chi organizza ed effettua le attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una c.d. piattaforma – deve comunque evitare che al momento della consegna ci possano essere contatti inter personali a distanza inferiore a un metro, ed è possibile effettuare sempre le attività di trasporto e montaggio.
Il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili, infatti, rientrano fra le comprovate esigenze lavorative che giustificano gli spostamenti, anche fuori dal proprio Comune/Regione o Provincia Autonoma.

È possibile, altresì, consegnare e montare i mobili o gli oggetti le cui vendite sono avvenute in negozio prima delle restrizioni, e che non si fossero ancora concluse e perfezionate con la consegna e il montaggio, potendo le stesse essere assimilate alle vendite a distanza.
I titolari e i dipendenti possono, in ogni caso, recarsi all’interno del punto vendita per svolgere le attività di progettazione ed amministrative, nonché per effettuare le consegne a domicilio.

Concludo segnalando che, tenuto conto che le misure finora adottate sono soggette a revisioni in considerazione dell’evoluzione epidemiologica e dell’incidenza della campagna vaccinale, la questione posta dagli On.li interroganti potrà essere rivalutata in occasione della prossima iniziativa di aggiornamento delle misure al fine di consentire nelle “zone rosse” l’attività dei negozi di mobili con la modalità di accesso del pubblico su appuntamento, ferma restando la necessità di garantire l’implementazione di soluzioni per il distanziamento fisico, ai fini della sicurezza dei lavoratori e dei clienti, anche tramite accessi con prenotazione, uso dei dispositivi per la protezione individuale ed ingressi contingentati".

19 Marzo 2021

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