Lo stato dell’arte dei Coordinatori Infermieristici

Lo stato dell’arte dei Coordinatori Infermieristici

Lo stato dell’arte dei Coordinatori Infermieristici

Gentile Direttore,
la legge 43, 1 febbraio 2006 istituisce la figura del Coordinatore che in possesso di Master di Management delle Professioni Sanitarie e titoli equipollenti è un professionista con avanzate competenze tecniche, relazionali, intellettuali e assume funzioni direttive, organizzative, gestionali, formative.

L'emergenza sanitaria ha messo drammaticamente in evidenza le incongruenze che accompagnano la figura del CoordinatoreInfermieristico: da una parte è sempre più protagonista all'interno delle organizzazioni sanitarie, quale Manager delle complessità e anello di congiunzione tra direzioni strategiche e linee operative, dall'altra è una figura sottostimata, poco coinvolta nelle scelte organizzative e non riconosciuta sotto l'aspettoprofessionale e contrattuale. Le stesse clausole contrattuali (CCNL del comparto 2016-2018 sono incoerenti e mortificanti: perdere un ruolo istituzionale a favore di un incarico a scadenza e revocabile ha messo a rischio e vanificato esperienze, competenze e percorsi formativi. L'incarico è mal remunerato e certamente non adeguato all'evoluzione normativa ( si pensi alla legge Gelli- Bianco, 1 aprile 2017).

Il Coordinatore ha elevate responsabilità che comprendono la gestione diretta delle risorse umane assegnate (patrimonio prezioso per ogni azienda) , la governance di tutto il processo clinico assistenziale compreso outcome di risultato. E' preposto per la sicurezza dei pazienti e dei collaboratori, concorre alla prevenzione del rischio clinico, garantisce la sicurezza delle cure mediante il controllo dell'applicazione di procedure operative, linee guida, protocolli, raccomandazioni ministeriali etc..Durante l'emergenza, il Coordinatore ha tradotto in atti pratici le direttive delle unità di crisi: ha convertito e riorganizzato reparti, ha definito nuovi percorsi,si è dovuto reinventare e acquisire nuove competenze per fronteggiare ogni tipo di complessità, ha gestito tutta la macchina tecnico /organizzativa/assistenziale garantendo l'approvvigionamento di DPI, farmaci, presidi etc., sempre in prima linea accanto agli infermieri che ha guidato , motivato e supportato nei momenti di scoramento condividendoturni faticosi, stress emotivo, sacrifici, abnegazione e pagando un prezzo alto in termini di contagi e spesso di vite umane.

Colgo l’occasione per fare un appello, anche a nome dei colleghi che rappresento, richiamando l’autorevole attenzione dei Ministri Brunetta e Speranza, sulla figura del Coordinatore che nonostante svolga funzioni manageriali è inquadrato nel livello D anziché DS come prevedeva il CCNL 2002/2005. La contrattazione svilente del 2016-2018 ha coniugato una responsabilità superiore con un livello giuridico di base. Siamo fermamente convinti che in nessuna azienda un Manager che ha maggiori responsabilità organizzative, gestionali e formative manterrebbe il livello retributivo del personale sottoposto, oltretutto la progressione di carriera del Coordinatore passa attraverso la riduzione dello stipendio in quanto l'incarico di Coordinamento va ad azzerare le ore di straordinario con conseguente riduzione della remunerazione, mettendo anche in conto che l'incarico stesso può essere revocato in caso di riorganizzazione aziendale, anche di fronte a valutazione positiva, dunque il Coordinatore rischia di tornare nel profilo di appartenenza. Alcuni Coordinatori gestiscono magazzini inventariali dal valore di milioni di euro e nel contempo organizzano decine e decine di risorse umane.

Accogliamo con doveroso ottimismo gli intenti del Ministro Brunetta di dare dignità alla nostra professione, ma speriamo che le parole si concretizzino. Siamo alla vigilia del nuovo contratto e chiediamo a gran voce anzitutto GIUSTIZIA, non siamo eroi, né angeli, ma professionisti, stanchi di essere il fanalino di coda degli stipendi in Europa. Chiediamo la valorizzazione del nostro ruolo, il riconoscimento delle competenze e delle elevate responsabilità.

I tempi sono maturi per riconoscere alla nostra categoria un inquadramento nell'istituto contrattuale dei dirigenti. Cogliamo l'occasione per chiedere dignità anche per gli infermieri che coordiniamo e che a loro volta hanno diritto di essere riconosciuti non solo per essersi spesi con spirito di sacrificio nel fronteggiare una pandemia senza precedenti, anche per restituire alla professione infermieristica quel valore che ogni professione intellettuale merita.


 


Carmelina Di Lella
Presidente Provinciale CNC (Coordinamento Caposala Nazionale) Regione Lombardia

Carmelina Di Lella

21 Giugno 2021

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