Covid. Mandelli (Fofi): “Grande contributo da parte di farmacisti su vaccini e tamponi. E possiamo fare ancora di più”

Covid. Mandelli (Fofi): “Grande contributo da parte di farmacisti su vaccini e tamponi. E possiamo fare ancora di più”

Covid. Mandelli (Fofi): “Grande contributo da parte di farmacisti su vaccini e tamponi. E possiamo fare ancora di più”
"Tutte esperienze che devono diventare parte integrante del nuovo assetto dell’assistenza, con uno stretto coordinamento tra ospedale e territorio. Ma a questo punto diventa fondamentale un sempre maggiore coesione di tutta la professione, anche nell’elaborazione di un progetto comune “non certo per fare lobbyiong, ma perché i farmacisti possano dare un contributo all’evoluzione del Servizio sanitario all’altezza del loro ruolo”. Così il presidente Fofi intervenendo ad un corso organizzato ad Assisi da Emec.

Si è aperta questa mattina la seconda giornata del Corso teorico-pratico di Farmacia Clinica organizzato ad Assisi da Emec con il contributo scientifico della Sifo. Evento che ha ospitato anche un momento di confronto tra i farmacisti del Servizio sanitario nazionale, le altre componenti professionali, la politica e tutti gli stakeholder della sanità italiana.
 
E ad aprire questo dibattito è intervenuto il presidente della Fofi, e vicepresidente della Camera, Andrea Mandelli, in dialogo con il presidente della Sifo, Arturo Cavaliere, e con Nello Martini, gia Direttore generale Aifa e presidente della Fondazione Ricerca e Sviluppo. Doveroso partire dal ruolo dei farmacisti nella risposta alla pandemia e, come sottolineato da Cavaliere, dall’apporto alla campagna vaccinale.
 
“Credo che ovunque, in questa emergenza, i farmacisti abbiano dato un contributo fondamentale alla risposta al COVID: nell’ospedale, nelle ASL, nelle farmacie di comunità” ha esordito Mandelli. Nell’ospedale – ha proseguito- è stata sottolineata l’importanza dell’opera dei colleghi nell’appropriatezza della gestione del farmaco, nel lavoro in équipe con gli altri professionisti, così come sul territorio si è rivelata importantissima la funzione delle farmacie di comunità come punto di accesso al SSN.
 
“Devo ringraziare tutti i colleghi per quanto hanno fatto, ma aggiungo che possiamo fare ancora di più: ragionare insieme sul futuro dell’assistenza e dare il nostro contributo, proprio per il ruolo fondamentale che riveste la nostra professione” e qui si innesta il discorso sulla campagna vaccinale: “Nelle Regioni come Lazio e Piemonte dove sono stati coinvolti da più tempo, la campagna vaccinale ha avuto un impulso molto significativo e a questo aspetto si aggiunge il successo ottenuto con l’esecuzione dei tamponi antigenici”.
 
Tutto esperienze che devono diventare parte integrante del nuovo assetto dell’assistenza, con uno stretto coordinamento tra ospedale e territorio. Ma a questo punto diventa fondamentale un sempre maggiore coesione di tutta la professione, anche nell’elaborazione di un progetto comune “non certo per fare lobbyiong, ma perché i farmacisti possano dare un contributo all’evoluzione del Servizio sanitario all’altezza del loro ruolo”.
 
Anche in previsione dei finanziamenti che discendono dal PNRR: ”E’ bene ricordare che soltanto 84 miliardi saranno erogati a fondo perduto, gli altri andranno restituiti, se non da noi dai nostri figli, quindi dobbiamo agire perché si facciano investimenti in grado di dare un ritorno”. E il ritorno viene dall’investimento sui professionisti della salute, nelle dotazioni tecnologiche e non, ha ribadito il presidente della FOFI, “ricorrendo a modelli, come le case di comunità, che hanno dimostrato in passato di poter funzionare soltanto in situazioni molto particolari e che oltretutto avrebbero tempi di realizzazione incompatibili con le condizioni del Next Generation EU”.
 
E’ emerso anche il tema della remunerazione delle farmacie, sollevato da Nello Martini, che lo vede come un elemento fondamentale per evitare l’impoverimento professionale delle farmacie di comunità, escluse dall’innovazione. “Alla Federazione questo aspetto era già chiaro fin dall’introduzione della Legge 405, ed era uno degli elementi chiave del documento sulla professione di Palazzo Marini. Non era pensabile, già allora, che un sistema basato sul prezzo del farmaco dispensato fosse sostenibile a fronte del costo dei medicinali innovativi. E ricordo che nel 2011, come presidente della FOFI ho firmato un accordo, realizzato con il coordinamento dell’AIFA, che superava questo schema ma che non è mai entrato in vigore”.
 
Ora la situazione è cambiata e anche la previsione per il 2021 e il 2022 di uno stanziamento complessivo di 200 milioni per la remunerazione delle farmacie, al fine di sperimentare un “sistema ponte” per poi cambiare il paradigma. “A questo fine ho anche proposto che si conduca una sperimentazione su una singola patologia, per esempio il diabete, consentendo alle farmacie l’erogazione di tutti i farmaci di uso non ospedaliero, e di valutare poi gli effetti: quelli economici ma anche quelli sull’assistenza” considerando le difficoltà create ai pazienti durante l’emergenza dalla distribuzione diretta.
 
Certamente l’arrivo dei farmaci nuovi e innovativi comporterà per i farmacisti studio e impegno ma, ogni volta che la professione si è impegnata per erogare nuovi servizi e prestazioni ha sempre raccolto importanti risultati professionali, il favore dei cittadini e, ora, della politica. 

02 Luglio 2021

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