Anziani e pazienti con demenza. Ecco come fronteggiare estate e caldo. I consigli dei neurologi

Anziani e pazienti con demenza. Ecco come fronteggiare estate e caldo. I consigli dei neurologi

Anziani e pazienti con demenza. Ecco come fronteggiare estate e caldo. I consigli dei neurologi
In particolare la disidratazione è il fattore di rischio maggiore di peggioramento e nella maggior parte dei casi non è adeguatamente prevenuta o contrastata. L’idratazione deve essere quindi garantita e promossa prediligendo bevande non zuccherate, succhi oppure estratti di frutta e di verdura. Nelle persone con demenza fondamentale evitare bevande alcoliche che aumentano sudorazione, sensazione di calore e frequenza cardiaca.

Il caldo estivo può rappresentare un rischio per gli anziani e le persone più fragili, in particolare durante le ondate di calore che fanno registrare temperature molto elevate, diurne e notturne, protratte per un tempo superiore alle 48 ore, in combinazione ad un livello elevato di umidità.

Ecco quindi che per tutelare anziani e in particolari gli anziani affetti da demenza o da altre condizioni croniche da malori, svenimenti o, nei casi più gravi, anche dal decesso, la Società Italiana di Neurologia ha indicato le coordinate per combattere in modo efficace le ondate di calore.
 
“In questa stagione – afferma Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia – sono maggiormente esposti i pazienti più fragili, avanti con l’età, soli o parzialmente soli, quelli con avanzata perdita delle autonomie e con la necessità di assumere farmaci per più patologie. Si tenga conto che già nelle persone sane le temperature elevate causano uno stress al nostro organismo e provocano sensazioni di facile affaticamento, vertigini, difficoltà di concentrazione, riduzione del quantitativo di urine emesse, alterazioni del sonno, facile irritabilità e uno stato di agitazione e di disagio. Tutto questo ha maggiori conseguenze nei pazienti con demenza, i quali generalmente tendono a idratarsi poco e a concentrare l’alimentazione nei pasti principali. Molto importante invece preferire pasti piccoli e frequenti, il più possibile variegati, cercando di accompagnare il pasto con liquidi”.
 
In verità, la disidratazione è il fattore di rischio maggiore di peggioramento e nella maggior parte dei casi non è adeguatamente prevenuta o contrastata. Spesso le persone anziane hanno una ridotta percezione della sete e spesso non ne avvertono la necessità. Nelle persone con demenza si aggiunge la difficoltò di esprimere i propri bisogni e spesso l’opposizione alle sollecitazioni. Rimane il fatto che l’idratazione deve essere garantita e promossa in tutti i modi possibili, prediligendo bevande non zuccherate e soprattutto succhi oppure estratti di frutta e di verdura. Tra questi, possono essere proposte succhi di arancia, melagrana, mirtilli, ananas, e tra le verdure pomodori, sedano, carote, cetrioli. Meritano di essere inclusi in questa lista anche l’anguria, il melone, e le pesche. Frutta e verdura contengono fino all’80% di liquidi e sono anche ricche di sali minerali, vitamine, antiossidanti e fibre, che, insieme all’acqua, consentono un buon funzionamento dell’apparato digerente.

A causa del rallentamento del metabolismo e dei farmaci, molti anziani soffrono di stipsi quindi frutta e verdura forniscono loro le fibre per aiutarli anche per questo ulteriore problema della vecchiaia. Giova ricordare che nelle persone con demenza, è fondamentale evitare di somministrare bevande alcoliche le quali aumentano la sudorazione, la sensazione di calore e la frequenza cardiaca.
 
Infine, vale la pena riassumere alcuni altri semplici consigli quali evitare di far uscire le persone anziane nelle ore più calde, prediligere abiti o indumenti leggeri in lino e cotone, dotare l’abitazione di condizionate o deumidificatore, cercando comunque di arieggiare nelle prime ore del mattino. In questo contesto, un ultimo consiglio riguarda i farmaci: con il caldo potrebbe essere indicato controllare la pressione arteriosa e ridurre o sospendere, laddove possibile, farmaci come i neurolettici, gli anticolinergici e gli antiipertensivi al fine di evitare che si manifesti un eccessivo abbassamento pressorio così come una crescente spossatezza.

15 Luglio 2021

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