Cure domiciliari Covid. Ma come stanno veramente le cose? Ecco cosa dicono Gimbe, Patto per la scienza e Ministero della Salute

Cure domiciliari Covid. Ma come stanno veramente le cose? Ecco cosa dicono Gimbe, Patto per la scienza e Ministero della Salute

Cure domiciliari Covid. Ma come stanno veramente le cose? Ecco cosa dicono Gimbe, Patto per la scienza e Ministero della Salute
Gimbe: "È inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone". Patto trasversale per la Scienza e l’Associazione Biotecnologi Italiani: "Le cure domiciliari, serie, in Italia esistono e sono quelle regolamentate e basate su evidenze scientifiche". E chi parla solo di "tachipirina e vigile attesa", mente. Il Ministero della Salute propone 24 pagine di linee guida per le cure a domicilio.

Si può davvero guarire dal Covid a domicilio, come sostenuto da alcuni gruppi di medici, nel 100% dei casi grazie l'assunzione di micronutrienti e farmaci off label come idrossiclorochina e ivermectina? Ed è vero che le linee guida del Ministero della Salute si limitano a raccomandare per i malati solo il ricorso alla tachipirina e per i medici la vigile attesa?
 
La risposta ad entrambe le domanda è no. E a tentare di riportare ordine sulla materia sono oggi sia Gimbe che Il Patto Trasversale per la Scienza e l’Associazione Biotecnologi Italiani. "È inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati", spiega oggi il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta nel monitoraggio settimanale della Fondazione.
 
A stigmatizzare le "informazioni pseudoscientifiche" sulle terapie domiciliari definite “precoci”, e sullo spazio offerto loro nei giorni scorsi dal Senato, sono stati oggi anche Il Patto Trasversale per la Scienza e l’Associazione Biotecnologi Italiani: "Le cure domiciliari, serie, in Italia esistono e sono quelle regolamentate e basate su evidenze scientifiche. I casi Stamina e Di Bella ci dovrebbero aver insegnato a dubitare di chi promuove pseudoterapie senza portare prove scientifiche, ma solo racconti molto spesso privi di ogni riscontro. Abbiamo bisogno di una Medicina basata sulle evidenze, che devono essere pubblicate, discusse e condivise all’interno della Comunità Scientifica, e non di slogan dati in pasto alle piazze o sui media, il cui unico risultato è di creare false speranze nelle persone e indurle a non adottare comportamenti che potrebbero salvare loro la vita".
 
Questi gruppi che diffondono terapia contro il Covid, prima di intervenire, chiedono non a caso al paziente di firmare una liberatoria per sollevare il medico da “ogni responsabilità civile, penale e morale per effetti collaterali che dovessero conseguire all’applicazione del suddetto approccio terapeutico”. In particolare per le prescrizioni off label come quella per l'Ivermectina, l'antiparassitario molto di voga in questo momento, soprattutto negli Stati Unit, per il quale Fda e Cdc si sono visti costretti a dover intervenire lanciando un allarme a seguito del quintuplicarsi degli accessi nei centri antiveleni a seguito dell'assunzione di questo farmaco.
 
Passiamo ora a vedere cosa invece propone il Ministero della Salute nelle sue linee guida per il trattamento del Covid a domicilio. E si scopre così che chi parla solo di tachipirina e vigile attesa probabilmente non ha mai consultato il documento composto da ben 24 pagine nelle quali si consiglia, ad esempio, il ricorso ad un trattamento di tipo sintomatico con paracetamolo o Fans in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, e di valutare nei pazienti a rischio di progressione di malattia la possibilità di trattamento precoce con anticorpi monoclonali da parte delle strutture abilitate alla prescrizione.
 
Di contro si sottolinea di non utilizzare proprio farmaci quali l'idrossiclorochina, “la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti”. Mentre su vitamine e micronutrienti si spiega come al momento non esistano "evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (come vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato”. 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

16 Settembre 2021

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