Mele (Fimp): “Documento positivo e di cui condividiamo i contenuti”
Dottor Mele, come giudica la bozza di riforma delle cure primarie che è stata pubblicata oggi?
Positivamente. La bozza è già stata condivisa a monte visto che si tratta di un lavoro avviato e discusso con le Regioni dall’ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio. L’attuale ministro Balduzzi ha voluto fortemente portare avanti quel lavoro definendo in maniera più articolata i futuri aspetti del territorio e dell’integrazione tra ospedale e territorio.
Condivide anche che i medici abbiano l’obbligo di associarsi?
È non solo condivisibile ma anche già definito dall’accordo collettivo nazionale. Da questo punto di vista non vi è nulla di nuovo. Spetterà poi alla Regioni definire i futuri assetti e promuovere una maggiore aggregazione sia in senso monoprofessionale, sia in senso multiprofessionale con la presenza, dunque, non solo di pediatri, ma anche di altri specialisti capaci di dare risposte sempre più ampie alle necessità dei cittadini. Si può strutturare in questo modo una migliore offerta di prestazioni da erogare sul territorio ed implementare l'integrazione ospedale-territorio. Il pediatra, in questo modo, avrà anche più tempo per svolgere la sua specifica funzione clinica potendo affidare agli assistenti di studio tutti quegli aspetti burocratici che sottraggono tempo a medici e pazienti.
Pensa che in tutte le Regioni si sia pronti a questi cambiamenti?
Le Regioni, in maniera autonoma, dovranno considerare le proprie specificità territoriali. Servirà una certa libertà che, però, dovrà tenere ben saldi quei principi base su cui poi costruire la propria struttura organizzativa.
18 Luglio 2012
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