Question time/3. Governo valuterà possibile estensione green pass guariti sulle evidenze disponibili

Question time/3. Governo valuterà possibile estensione green pass guariti sulle evidenze disponibili

Question time/3. Governo valuterà possibile estensione green pass guariti sulle evidenze disponibili
"Attualmente la durata della validità del green pass per i soggetti guariti da Covid è di 6 mesi; la durata della validità del green pass per i soggetti vaccinati è di 12 mesi. Il regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2021 ha stabilito che i certificati di guarigione possono avere una durata massima di 180 giorni dal primo test molecolare positivo". Così il ministro Speranza rispondendo in aula a Boldi (Lega).

"La normativa vigente prevede che la durata della validità del green pass per i soggetti guariti da Covid-19 è di 6 mesi; la durata della validità del green pass per i soggetti vaccinati è di 12 mesi. La durata della validità del green pass per i soggetti vaccinati è di 12 mesi. Il regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2021 ha stabilito che i certificati di guarigione possono avere una durata massima di 180 giorni dal primo test molecolare positivo. In ogni caso il Governo procederà nelle sue valutazioni e decisioni sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in aula alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Rossana Boldi (Lega).
 
La risposta di Speranza. Ringrazio l'onorevole Boldi, per aver sollecitato un'attenzione su questo tema. La normativa vigente, come lei stessa ha dichiarato, prevede che la durata della validità del green pass per i soggetti guariti da COVID-19 è di 6 mesi; la durata della validità del green pass per i soggetti vaccinati è di 12 mesi.
 
La categoria di soggetti guariti tout court costituisce un unicum specifico, in cui l'osservazione scientifica ha evidenziato una risposta immunitaria diversa rispetto ai soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale. Tra questi ultimi, deve ritenersi compreso il caso del guarito cui, entro 6 mesi, viene somministrata una dose di vaccino. La guarigione con la somministrazione di una dose viene, dunque, equiparata alla vaccinazione, con conseguente validità della certificazione verde di 12 mesi a partire dalla somministrazione della seconda dose in questione.
 
Voglio rammentare che il regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2021 ha stabilito che i certificati di guarigione possono avere una durata massima di 180 giorni dal primo test molecolare positivo. Il Governo intende dare seguito agli impegni assunti con i richiamati ordini del giorno, al fine di avviare un percorso di approfondimento con gli organi tecnico-scientifici competenti, ivi compreso il Comitato tecnico-scientifico, onde acclarare se, alla luce degli studi più recenti, vi siano le condizioni per valutare diversamente la validità del certificato verde rilasciato ai guariti, ferma restando la verifica di compatibilità di tale opzione con il regolamento europeo menzionato quanto ai fini della mobilità transfrontaliera. Segnalo, al riguardo, che, stando alla lettura natura scientifica più recente, secondo quanto evidenziato dall'Istituto superiore di sanità, i dati attualmente disponibili sul rischio di reinfezione da SARS-CoV-2 nelle persone guarite e conseguente trasmissione ad altri sono ancora limitati. Le evidenze disponibili suggeriscono che il rischio di reinfezione può essere considerato basso se la successiva esposizione a varianti antigenicamente simili di SARS-CoV-2 si verifica entro 3-6 mesi dalla diagnosi iniziale. Gli stessi Centers for disease control and prevention, autorevolissima istituzione, stimano che questo periodo sia di 6 mesi. In ogni caso, come sempre, il Governo procederà nelle sue valutazioni e decisioni sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili.
 
La replica di Boldi (Lega). Ministro, io mi scuso, ma non posso ritenermi soddisfatta della sua risposta. Lei prima ha parlato di una precisa e univoca volontà parlamentare e qui mi pare che la precisa e univoca volontà parlamentare sia stata assolutamente disattesa. Gli studi che certificano che un paziente che ha avuto il COVID ha la stessa immunità di un paziente che è stato vaccinato sono ormai molteplici. Qui non si sta contestando il fatto che, sicuramente, c'è una bontà e un'efficacia ottima di quella che viene definita l'immunità ibrida, cioè paziente guarito e, in più, anche vaccinato; quello che si sta contestando è che noi abbiamo un certo numero di cittadini lasciati in un limbo legislativo. Perché, allora, o mi dite che non era corretta la “circolare Rezza”, che dava la possibilità di vaccinarsi fino a un anno o, altrimenti, bisogna essere conseguenti e dire che, fino ad un anno, questi pazienti hanno diritto ad avere la certificazione verde e a vivere una vita normale.
 
Per quello che riguarda il suo accenno al regolamento europeo, mi spiace, Ministro, ma il regolamento europeo non dice nulla del genere, quello che lei ha riportato è una FAQ europea, come noi abbiamo le FAQ sul sito del Ministero della Salute, ed è una FAQ come quella, ad esempio, che dava per accertato che i tamponi dovessero durare sempre 72 ore, e noi quella non l'abbiamo rispettata. Quindi, per favore, quando parlate di regolamenti europei, almeno leggeteli fino in fondo. 

10 Novembre 2021

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