Medici per l’Ambiente: “Aiutiamo l’Enpam a fare la scelta giusta verso una transazione ecologica”

Medici per l’Ambiente: “Aiutiamo l’Enpam a fare la scelta giusta verso una transazione ecologica”

Medici per l’Ambiente: “Aiutiamo l’Enpam a fare la scelta giusta verso una transazione ecologica”
Isde Italia lancia un appello all’Enpam affinchè disinvesta dalle società legate alle fonti fossili e sostenga le eccellenze italiane nel campo delle rinnovabili: “Anche Enpam, uno dei maggiori fondi pensione al mondo, potrebbe e dovrebbe fare la sua parte. Siamo convinti che la transizione energetica possa e debba avvenire grazie ad un mix di fonti rinnovabili”.

“Chiediamo al Consiglio di Amministrazione ed alla prossima Assemblea nazionale di Enpam del 27 novembre affinché di riconsiderare interamente la struttura del “Portafoglio Strategico Italia” chiedendo a Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo), gestore finanziario di fiducia di Enpam, una riallocazione che porti al disinvestimento da tutti i combustibili fossili, nello specifico dalle società carbonifere (secondo la Global Coal Exit List) e dell’Oil&Gas, per l’intera catena di valore, e sostenga la transizione alle energie rinnovabili”.
 
È questo l’appello lanciato ad Enpam dall’Associazione Medici per l’Ambiente – Isde Italia, associazione di medici che da oltre trenta anni è impegnata a favore della salute dei cittadini e delle cittadine, assieme all’associazione ReCommon che porta avanti campagne di denuncia e pressione su aziende e istituzioni finanziarie, per creare spazi di trasformazione della società in Italia, in Europa e nel mondo.
 
“La transizione energetica è oggi una urgenza della massima importanza – spiegano Medici per l’Ambiente – Isde Italia – transizione energetica significa decarbonizzazione, cioè riduzione dei consumi, abbandono delle fonti fossili, e passaggio alle rinnovabili. Risultano ad oggi investiti col nome di ‘Portafoglio Strategico Italia’, da parte di Enpam, 179 milioni di euro nella società Eni Spa e 248 milioni in non meglio precisate ‘Electric Utilities’ che potrebbero includere la produzione di energia derivante da carbone e gas. Il piano industriale di Eni è ancora oggi ritenuto da molti analisti ed osservatori, non in linea con le richieste degli accordi di Parigi e responsabile di un rallentamento della transizione energetica del nostro paese”.

Lo scorso mese di maggio, ricordano ancora, il rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) “Net zero by 2050” ha indicato come tappa fondamentale per raggiungere l’obiettivo decarbonizzazione la necessità di abbandonare già da ora qualsiasi nuovo investimento in combustibili fossili. Lo scorso mese di agosto gli analisti di InfluenceMap hanno dimostrato come anche Eurizon, gestore di fondi scelto da Enpam, compia ancora oggi investimenti non allineati con gli accordi della COP21 di Parigi. Durante la recente COP26 di Glasgow l’Onu ha annunciato di aver raccolto ad oggi l’adesione di oltre 450 banche e fondi, rappresentanti il 40% dei capitali finanziari mondiali, ad impegnarsi seriamente e non per “greenwashing” ad adottare linee guida basate sulla scienza per raggiungere zero emissioni di carbonio.
 
“Anche Enpam, uno dei maggiori fondi pensione al mondo, potrebbe e dovrebbe fare la sua parte – hanno aggiunto – siamo convinti che la transizione energetica possa e debba avvenire grazie ad un mix di fonti rinnovabili. In diversi di questi settori l’industria italiana è leader mondiale (si veda ad esempio il solare termodinamico) e, se sostenuta, potrebbe avere uno sviluppo formidabile. Per questo, invitiamo Enpam a riconsiderare interamente la struttura del “Portafoglio Strategico Italia” chiedendo a Eurizon una riallocazione che porti al disinvestimento da tutti i combustibili fossili, nello specifico dalle società carbonifere (secondo la Global Coal Exit List) e dell’Oil&Gas, per l’intera catena di valore, e sostenga la transizione alle energie rinnovabili”.
 

18 Novembre 2021

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