Covid. Von der Leyen (UE): “Su Omicron ancora pochi dati, ma preoccupanti. È tempo di discutere di obbligo vaccinale”

Covid. Von der Leyen (UE): “Su Omicron ancora pochi dati, ma preoccupanti. È tempo di discutere di obbligo vaccinale”

Covid. Von der Leyen (UE): “Su Omicron ancora pochi dati, ma preoccupanti. È tempo di discutere di obbligo vaccinale”
Sulla richiesta della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini contro il Covid: "La sospensione dei diritti di proprietà intellettuale non porterebbe al know-how o alla capacità di vaccinazione necessaria a produrre dosi nei Paesi senza vaccini, ma non farebbe altro che portare incertezza per gli scienziati, mentre la licenza obbligatoria porterebbe maggiori benefici". E poi la presidente della Commissione europea annuncia: "Vaccini Pfizer per la fascia 5-11 anni disponibili in Europa dal 13 dicembre, con una settimana di anticipo".

"L'Oms ci dice che Omicron è un alto rischio, ora come ora non sappiamo molto ma conosciamo abbastanza per essere preoccupati. Dalla nostra esperienza con la variante Delta sappiamo che è una corsa contro il tempo. Ci vorranno circa due o tre settimane per avere dati certi sulla variante, dobbiamo fare del nostro meglio in questo tempo in attesa di conoscerla meglio".
 
Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa.
 
"E' ora che l'Unione Europea inizi a discutere dell'opportunità di introdurre l'obbligo di vaccinarsi contro la Covid, visto che ci sono ancora circa 150 milioni di persone che non hanno ricevuto il vaccino. Imporre l'obbligo è assoluta competenza degli Stati membri – ha precisato -. Su questo non spetta a me dare alcuna raccomandazione. Se mi chiedete qual è la mia posizione personale, due o tre anni fa non avrei mai pensato di vedere quello cui assistiamo ora. Abbiamo una pandemia orribile, abbiamo vaccini che salvano la vita, ma non vengono usati in modo adeguato dappertutto. Pertanto, questo è un enorme costo sanitario. Se guardiamo ai numeri, abbiamo ora il 77% degli adulti vaccinati nell'Ue, e se prendiamo la popolazione totale è il 66%, il che significa che un terzo della popolazione europea non è vaccinata. Sono 150 milioni di persone: sono tante".
 
"Certo – prosegue Von der Leyen –  non tutti possono essere vaccinati: i bambini molto piccoli, per esempio, o le persone in condizioni di salute particolari, ma la grande maggioranza potrebbe esserlo. Pertanto, penso che sia comprensibile e appropriato condurre questa discussione ora, su come possiamo incoraggiare e potenzialmente pensare alla vaccinazione obbligatoria all'interno dell'Ue. Per questo occorre discutere. Serve un approccio comune, ma penso che sia una discussione che deve essere fatta".
 
Proprio sulla vaccinazione dei più piccoli, la presidente della Commissione europea ha annunciato che le dosi del vaccino Pfizer la fascia 5-11 anni saranno disponibili dal 13 dicembre, una settimana prima del previsto.
 
Quanto infine al dibattito sui brevetti dei vaccini tornanto prepotentemente all'attenzione di tutti insieme al diffondersi della nuova variante: "La sospensione dei diritti di proprietà intellettuale non porterebbe al know-how o alla capacità di vaccinazione necessaria a produrre dosi nei Paesi senza vaccini, ma non farebbe altro che portare incertezza per gli scienziati, mentre la licenza obbligatoria porterebbe maggiori benefici in una pandemia come questa perché la produzione e il trasferimento del know-how sarebbe sicuro e questo è ciò di cui ha bisogno, ad esempio, l'Africa", conclude Von der Leyen.
 

01 Dicembre 2021

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