Assobiotec: “Con Glybera una svolta decisiva per i pazienti”
“L’impiego del farmaco basato sulla terapia genica – sostiene Sidoli – potrà concretamente aiutare i pazienti affetti da deficit di lipoproteina lipasi, una condizione molto rara in cui i pazienti sono privi di un enzima essenziale che elimina i grassi nell’ultima fase della digestione”.
“Credo sia doveroso mettere in evidenza – continua il presidente di Assobiotec – il ruolo cruciale giocato dalla nostra AIFA nell’approvazione di questa terapia genica. Fondamentale infatti, nel portare all’approvazione della terapia genica da parte di EMA, è stata l’analisi dei dati elaborata dall’Ufficio di Assessment Europeo dell’AIFA, che ha portato l’Agenzia europea a concedere l’autorizzazione all’immissione in commercio, in ‘circostanze eccezionali’, avendo determinato che in una popolazione di pazienti ristretta, quelli con gravi o ricorrenti episodi di pancreatite, i benefici erano superiori ai rischi”.
La carenza di lipoproteina lipasi determina l’accumulo di piccoli globuli di grasso nel pancreas che provocano gonfiore e attacchi ricorrenti di pancreatite dolorosa. La malattia colpisce circa 4.000 persone in tutto il mondo.
Si tratta della prima terapia genica in procinto di essere autorizzata nel mondo occidentale, che apre opportunità terapeutiche assolutamente inimmaginabili fino a poco tempo fa per oltre 3000 patologie a componente genetica. Nello specifico, Glybera usa un virus inattivato come veicolo per far arrivare i geni alle cellule dei muscoli. Una volta raggiunto il nucleo, il gene sostitutivo inizia ad aiutare le unità biologiche a produrre l’enzima mancante.
“Nel campo delle terapie geniche – sottolinea il presidente di Assobiotec – l’Italia è all’avanguardia soprattutto grazie alla ricerca di Telethon e all’accordo recentemente stipulato dalla stessa con GSK, ma anche grazie alla presenza di diverse aziende biotech attive nel settore, come ad esempio MolMed, quotata alla borsa di Milano e impegnata da molti anni nello sviluppo di terapie geniche e cellulari. Tutti questi sforzi potranno rendere disponibili ai pazienti nel breve o medio periodo terapie innovative per gravi malattie rare."
30 Luglio 2012
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