Toscana. Addio agli studi medici. Arrivano le “AFT” per l’assistenza territoriale 7 giorni su 7

Toscana. Addio agli studi medici. Arrivano le “AFT” per l’assistenza territoriale 7 giorni su 7

Toscana. Addio agli studi medici. Arrivano le “AFT” per l’assistenza territoriale 7 giorni su 7
"Associazioni funzionali territoriali". Ecco le nuove strutture alla base dell'accordo tra medici e regione per la riforma dell'assistenza extra ospedaliera. Dei veri e propri ambulatori integrati dove medici di famiglia, ma anche guardia medica, specialisti e infermieri, lavoreranno insieme tutti i giorni dalle 8 alle 24.

La Toscana si avvicina alla costruzione operativa del nuovo modello delle cure sul territorio. Si è tenuta ieri una conferenza stampa in cui l’assessore alla sanità Luigi Marroni e il segretario regionale della Fimmg Vittorio Boscherini hanno illustrato l’accordo, che sarà presumibilmente siglato a settembre per poi essere operativo nel giro di alcuni mesi, sulle nuove Assciazioni funzionali territoriali. Le AFT sono previste dall’Acn nazionale della medicina convenzionata e saranno il baluardo su cui poggerà l’assistenza territoriale del futuro   
 
“Siamo alla vigilia dell’accordo – ha spiegato l’assessore Luigi Marroni – con il quale intendiamo operare un importante cambiamento che darà più qualità, più integrazione e più appropriatezza al servizio dei cittadini”. “Intendo rassicurare tutti – ha sottolineato l’assessore – sul fatto che non sparirà il medico di famiglia, sulla cui figura anzi faremo un grosso investimento, e non sparirà la guardia medica, ma offriremo un servizio integrato evitando in molti casi ricoveri inappropriati e risparmiando tempo e denaro per i cittadini ed il servizio pubblico.”
 
I cittadini potranno rivolgersi a questi ambulatori integrati e risolvere in gran parte problemi che oggi vengono delegati al Pronto Soccorso quando non addirittura al ricovero ospedaliero.
Ad esempio? “Si potranno fare esami del sangue – è stato spiegato – o magari radiografie, ma anche ecografie, medicazioni e anche prestazioni domiciliari a pazienti cronici. Ci sarà inoltre un coordinatore che sarà incaricato di tenere i rapporti con gli ospedali, in modo che il gruppo si possa far carico del paziente quando sarà dimesso dopo un ricovero, oppure inviarlo all’ospedale nel caso in cui non si possa risolvere il suo problema all’interno del presidio territoriale.” Dove avranno sede? “L’accordo è ancora in fase di perfezionamento – ha spiegato Marroni – per questo non siamo ancora in grado di illustrare tutti i particolari. Ma le sedi potranno essere messe a disposizione del servizio sanitario, oppure da enti locali, o anche essere strutture fornite dai medici stessi. Quello che è importante è – ha concluso l’assessore – che i cittadini sappiano che avranno una possibilità ulteriore che potrà coprirli tutti i giorni dell’anno, grazie all’integrazione dei medici di famiglia, della guardia medica, degli specialisti e degli infermieri e permetterà loro di evitare di ricorrere all’ospedale per molte incombenze. Il servizio sanitario eviterà così molti codici bianchi in coda al Pronto Soccorso e tutti, ci auguriamo, ne trarremo beneficio in termini di risparmio di tempo, di code e di spese.”

E per dare concretezza al risparmio due dati forniti dal segretario della Fimmg. Un ricovero costa in media oltre 3500 euro, un paziente curato dal medico di base costa in media 382 euro all’anno. I medici di base in Toscana sono in totale 2850.

 
I nuovi presidi territoriali (AFT)
 
Le AFT  dovrebbero interessare un’area tra i 25-30 mila abitanti per i quali saranno in servizio 20-25 medici che garantiranno assistenza ai cittadini ogni giorno della settimana dalle 8 alle 24 e permetteranno un’integrazione fra vari medici di medicina generale, medici di guardia medica, ma anche specialisti e infermieri. I cittadini potranno rivolgersi a questi ambulatori integrati e risolvere in gran parte problemi che oggi vengono delegati al Pronto Soccorso quando non addirittura al ricovero ospedaliero.
Per quanto riguarda l’attività notturna, in caso di necessità, si farà ricorso all'emergenza del 118. In queste nuove strutture i medici di famiglia lavoreranno in equipe e nomineranno un coordinatore, che avrà il compito di essere il trait d’union anche con le altre strutture sanitarie, ospedale in primis. La nuova organizzazione, che ricalca quella già prevista dall’Accordo collettivo nazionale, consentirà al paziente di avere una continuità assistenziale sette giorni su sette. Nei nuovi presidi si potrà inoltre avere la possibilità di accedere con facilità a una diagnostica di primo livello per fare esami o radiografie.
 

31 Luglio 2012

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