Quelle “schede bianche” per il Quirinale

Quelle “schede bianche” per il Quirinale

Quelle “schede bianche” per il Quirinale

Caro Direttore,
ieri sera dopo una lunga giornata in ospedale, stavo guardando la lettura delle schede bianche per elezione del capo dello stato. Non so se prevaleva in me il senso di rabbia oppure un senso di “profonda pena” per questo spettacolo di persone in fila senza un progetto comune che dovrebbe riguardare il bene dei cittadini.

Noi sanitari, medici ed infermieri, siamo in ballo dal Febbraio 2020 a combattere questa pandemia e purtroppo molti di noi si sono infettati, guariti con gravi esiti fisici e psichici  oppure nel peggiore dei casi sono morti. Abbiamo messo da parte “i nostri progetti” di ricerca, avanzamento di carriera, vacanze, famiglia per rispondere all’emergenza sanitaria. Che cosa sarebbe successo se medici e infermieri non avessero risposto a questa “chiamata”? C’era chi di noi doveva prendersi un periodo di aspettativa per motivi personali, oppure passava un momento di “burn out” che avrebbe necessitato di percorsi dedicati oppure semplicemente avrebbe voluto prendersi un anno sabbatico,  ma la grande maggioranza di noi ha continuato a fare il nostro lavoro che comunque rimane tra i peggio pagati in Europa.

A noi sanitari viene chiesto di prendere una decisione per ogni paziente e non abbiamo il lusso della “scheda bianca” per guadagnare tempo o salvarci il nostro lavoro. Per qualsiasi decisione che prendiamo, anche per quella giusta, c’è un team zelante di avvocati che è pronto ad “imbastirci un causa”

Da chi gestisce uno Stato da cui dipendiamo tutti non è accettabili un comportamento di sotterfugi  per portare a casa una vittoria di bandiera o peggio pensare solo al proprio tornaconto per finire la legislazione con tutti benefici connessi. Non sta a me ricordare che ci sono i fondi del PNNR che dovrebbero finalmente portare fondi per una sanità più equa e moderna.

Nessuno di noi ha il lusso di giocarsi questa occasione perché l’emergenza medica è democratica perché può colpire chiunque e in più è tempo-dipendente per cui ognuno di noi ha bisogno di ospedali funzionanti con personale gratificato e infrastrutture adeguate. La scheda bianca non è scelta adeguata in un momento di emergenza per tutti.

Valeria Caso, MD, PhD, FESO
Stroke Unit
Santa Maria della Misericordia Hospital, University of Perugia
Perugia, Italy

Valeria Caso

25 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

Medici di famiglia come l’ultimo dei Mohicani
Medici di famiglia come l’ultimo dei Mohicani

Gentile Direttore,in Nord America sullo scenario della Guerra dei Sette Anni, Cooper ambientò il suo “Ultimo dei Mohicani”, poi pubblicato nel 1826. L’Autore osserva che, prima degli incomodi direttamente provocati...

Interoperabilità dei dati clinici, serve il coinvolgimento dei professionisti per garantire sicurezza e continuità delle cure
Interoperabilità dei dati clinici, serve il coinvolgimento dei professionisti per garantire sicurezza e continuità delle cure

Gentile Direttore, ogni giorno, in ogni ASL d'Italia, si ripete la stessa scena: un paziente arriva al Pronto Soccorso e il medico di guardia non ha accesso alla sua storia...

Umbria. Infarto diagnosticato in farmacia: salvata la vita a un uomo di 70 anni
Umbria. Infarto diagnosticato in farmacia: salvata la vita a un uomo di 70 anni

Momenti di grande tensione ma anche di profonda soddisfazione professionale ieri presso la Farmacia Pontini Marco di Gualdo Cattaneo dove la prontezza del personale e l’utilizzo della telemedicina hanno permesso...

Farmacie. In Umbria due emergenze gestite con successo in pochi giorni. L’Ordine: “La farmacia dei servizi salva vite”
Farmacie. In Umbria due emergenze gestite con successo in pochi giorni. L’Ordine: “La farmacia dei servizi salva vite”

Un elettrocardiogramma fatto in farmacia che riconosce un infarto in corso e attiva l’elisoccorso. Pochi giorni dopo, un anziano colto da malore in un parcheggio viene stabilizzato grazie all’intervento tempestivo...