Il M5S abbandona l’Aula. “Inaccettabili ritardi di consegna dei documenti. E i rilievi non sono errori grammaticali come vorrebbero far credere”
"Lo spettacolo – prosegue Di Marco – dell’Assessore Moratti che si prende il palcoscenico, per raccontare ancora una volta la falsa favoletta del quanto siamo bravi, quanto siamo belli in Lombardia è un qualcosa al quale rifiutiamo di assistere. Questa riforma doveva essere il fiore all’occhiello del centrodestra lombardo, invece dopo venti giorni di dibattito e dopo soli due mesi, siamo qui a discutere delle modifiche da apportare allo stesso. Il M5S sarà pronto a discutere di questa (non)riforma e di come soprattutto non abbia prodotto nessun risultato e risolto alcun problema, come dimostrano le infinite liste d’attesa e la carenza dei medici di base medici di base”, conclude il capogruppo del Pd.
La questione non è, però solo di metodo, ma anche di merito. Il consigliere Marco Fumagalli, infatti, che “i rilievi del governo alla riforma della sanità Moratti-Fontana,sono sostanziali. Le modifiche alle quali la Giunta ha dovuto sottostare, toccano alcuni dei cardini della legge regionale 22, non riguardano solo gli errori grammaticali come vorrebbe farci credere il centrodestra. La prima modifica riguarda le Case della comunità che, come da nostra pregiudiziale, non potranno essere gestite dalle cooperative di MMG. Questa modifica, recependo le indicazioni del PNRR, ne impedirà la sostanziale privatizzazione”.
Di “notevole impatto”, per Fumagalli, “anche la richiesta di centralizzazione degli accreditamenti pubblici e privati. Gli accreditamenti dei singoli istituti e le relative contrattualizzazioni non potranno essere gestiti dalle singole ATS, ma dovranno essere centralizzate e autorizzate da Regione Lombardia. Un provvedimento che pare essere il preludio all’ATS unica, come da mio disegno di legge, o ad una struttura ad hoc che opererà in luogo dell’attività delle singole ATS, che di fatto vengono svuotate di gran parte delle loro funzioni".
Il terzo punto, spiega il conigliere del M5S, “riguarda le nomine dei direttori che vengono ricondotte al rispetto della normativa nazionale e non alla scelta politica, richiamando la disciplina prevista dal d. lgs 502 del 992 per i direttori di distretto. Di notevole impatto, anche se confinato nell’ambito dei principi generali, il rilievo posto dal governo ai chiarimenti necessari riguardo la declinazione che Regione Lombardia intenda conferire al concetto di equiparazione fra pubblico privato".
“Lette le carte – conclude Fumagalli – capiamo il motivo per cui la maggioranza abbia impedito fino all’ultimo ai consiglieri d’opposizione di consultarle. Ora sappiamo che la legge regionale 22 dovrà tornare in aula per correggere alcune violazioni sostanziali alla normativa nazionale, al punto che stupisce la decisione del ministero di non impugnare la legge”.
16 Febbraio 2022
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