Ambulatori medici nei luoghi di cultura. Giustetto (Omceo Torino): “Sfida affascinante per migliorare rapporto medico-paziente”  

Ambulatori medici nei luoghi di cultura. Giustetto (Omceo Torino): “Sfida affascinante per migliorare rapporto medico-paziente”  

Ambulatori medici nei luoghi di cultura. Giustetto (Omceo Torino): “Sfida affascinante per migliorare rapporto medico-paziente”  
L’Ordine dei Medici abbraccia il progetto “Cultura di Base” promosso dalla Fondazione per l’architettura/Torino. Un gruppo di medici di famiglia, selezionati con un bando, svolgeranno per 6 mesi una parte della loro attività ambulatoriale all’interno di musei, biblioteche e poli culturali, come il Museo Egizio e quello dell’Automobile. Al termine della sperimentazione è prevista una fase di valutazione del progetto per comprendere l’effetto che ha avuto su medici e pazienti.

Sta per partire, a Torino, un progetto molto speciale, che vedrà 8 medici di famiglia visitare i propri pazienti il bellissimi luoghi di cultura. Il progetto Cultura di Base, presentato ieri al Museo Egizio, è un’iniziativa della Fondazione per l’architettura / Torino a cui l’Ordine dei Medici di Torino partecipa con Circolo del Design, ARTECO e ASL Città di Torino e che si inserisce nel percorso Well Impact della Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Abbiamo accolto con molto interesse il progetto di sperimentare l’attività di ambulatori medici nei luoghi di cultura: verificare come la relazione medico-paziente possa migliorare se immersa in un ambiente dal forte impatto culturale era un’idea troppo affascinante per non essere colta”, dichiara in una nota il presidente dell’Omceo, Guido Giustetto. 

“Questo – aggiunge Giustetto – ci ha portato anche a superare alcune perplessità iniziali legate al momento e alle conseguenze che la pandemia Covid ha lasciato sui medici. Una recente ricerca ha evidenziato come siano in fortissimo aumento fra i colleghi lo stress, la difficoltà di conciliare il lavoro con la famiglia, la moral injury, problematiche di salute come l’insonnia. Tuttavia proprio partendo da questo disagio abbiamo voluto lanciare una sfida che va in senso opposto, al rafforzamento del rapporto fra medico e paziente”. 

I medici di famiglia sono stati selezionati con un bando rivolto a tutti i 600 professionisti operanti nella Città di Torino. Per sei mesi, otto di loro svolgeranno una parte della loro attività ambulatoriale all’interno di musei, biblioteche e poli culturali. Saranno: Sara Vigone (presso la Biblioteca civica Primo Levi), Giovanni Boella e Renato Cela (Museo Nazionale dell’Automobile), Giuseppe Cavallero e Romano Ravazzani (Museo Egizio), Roberta Pietrandrea (Pav Parco Arte Vivente), Carla Capello e Cristina Tarditi (Polo del ‘900). 

Al termine della sperimentazione è prevista una fase di valutazione del progetto attraverso tre strumenti differenti: un questionario rivolto ai pazienti sull’alleanza medico-paziente e sul benessere psicologico; l’osservazione della relazione della persona con l’ambiente in cui attende la visita; una valutazione antropologica qualitativa e descrittiva.

03 Maggio 2022

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