Vaiolo delle scimmie, accertato il primo caso in Puglia

Vaiolo delle scimmie, accertato il primo caso in Puglia

Vaiolo delle scimmie, accertato il primo caso in Puglia
La diagnosi è stata effettuata su un giovane soggetto di sesso maschile della provincia di Bari. Già avviate dalla Asl di Bari le attività di tracciamento. Palese: “Il virus si trasmette attraverso contatti stretti la malattia e per questo non è facilmente diffusibile. Pertanto, non c’è da preoccuparsi, ma è importante che tutti i possibili casi siano accertati”.

Accertato presso il centro di riferimento regionale, Laboratorio di Epidemiologia molecolare e Sanità Pubblica dell’AOUC Policlinico di Bari, il primo caso di vaiolo delle scimmie (monkeypox) in Puglia. A darne notizia una nota di ieri della Regione. La diagnosi è stata effettuata su un giovane soggetto di sesso maschile della provincia di Bari con sintomi e lesioni suggestive mediante test molecolari su diversi campioni clinici dove è possibile trovare il virus (vescicole, sangue, tampone faringeo, siero). 

“L’identificazione del caso – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese – non deve destare allarme. Sono già in corso attività di contact tracing da parte del Dipartimento di prevenzione per rintracciare i contatti stretti del caso che risulta essere in isolamento come da disposizioni ministeriali. Abbiamo imparato che i virus non conoscono barriere e arrivano in poco tempo in diversi paesi. Il virus del vaiolo delle scimmie si trasmette attraverso contatti molto stretti e ravvicinati con persone che hanno l’infezione ed anche attraverso rapporti sessuali. Proprio perché il virus si trasmette attraverso contatti stretti la malattia non è facilmente diffusibile. Pertanto, non c’è da preoccuparsi, ma è importante che tutti i possibili casi siano accertati”. 

“Senza creare inutili allarmismi e senza nessun timore – ha aggiunto il Direttore del Dipartimento Promozione della Salute, Vito Montanaro – è opportuno che tutte le persone che presentino lesioni vescicolari, febbre, linfonodi ingrossati e altri sintomi più aspecifici o che siano stati a stretto contatto con un caso accertato o fortemente sospetto si rivolgano al proprio medico che valuterà se è necessario procedere ad approfondimenti diagnostici. L’identificazione del primo caso di infezione da virus monkeypox testimonia come l’allerta del Ministero non è stata sottovalutata dalla Regione e come siano state messe in campo tempestivamente tutte le misure per una rapida identificazione e gestione dei casi”.

10 Giugno 2022

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