La bocciatura delle Unità di Degenza Infermieristiche. Chi ha sbagliato?

La bocciatura delle Unità di Degenza Infermieristiche. Chi ha sbagliato?

La bocciatura delle Unità di Degenza Infermieristiche. Chi ha sbagliato?

Gentile Direttore,
nel 2016 c’era stato un pronunciamento del TAR Umbria che aveva accolto i ricorsi di CIMO e AAROI-EMAC. La Regione Umbria aveva giustamente presentato ricorso verso la decisione del Tar Umbria, respinta dal Consiglio di Stato.

Mutuando uno dei fondamenti del sistema qualità  (non è tanto importante individuare chi sbaglia, quanto il problema), preso atto della documentazione e della sentenza:

  • forse è necessaria una maggiore attenzione nella predisposizione degli atti da parte delle Aziende Sanitarie (correttezza giuridico-amministrativa);
  • forse è opportuno un più alto livello di discussione e di coinvolgimenti da parte delle Direzioni Aziendali nella presentazione di progetti di riorganizzazione (peraltro in linea con quanto avviene nei Paesi più avanzati, con riferimento al caso specifico);
  • forse è giunto il momento di definire il livello minimo di conoscenze e competenze in ambito sanitario da parte di tutti coloro che sono chiamati ad esprimere giudizi e sentenze, ad ogni livello, con i necessari  “acculturamenti” per adeguare i saperi indispensabili per le decisioni (corrette), in un sistema particolarmente complicato e complesso quale quello sanitario;
  • forse …

E’ indubbio che  le azioni di CIMO e AAROI-EMAC Umbria evidenziano una forte ignoranza (ovviamente nel senso nobile di “non conoscenza”) relativamente all’evoluzione normativa e formativa che ha riguardato il sistema delle professioni sanitarie, pensando (forse) all’invarianza dei principi fissati dalle norme del secolo passato.

La decisione del CdS ci porta indietro di oltre 20 anni, con danni pesantissimi al sistema sanitario (che con il DM 77 vuole riorganizzare il sistema sanitario, a partire dai servizi territoriali, coinvolgenti al 95% la filiera infermieristico/assistenziale), i cittadini  (perché ad invarianza dei modelli organizzativi non avranno una differenziazione di risposta ai loro mutati bisogni), e agli infermieri che, ancora una volta, vedono calpestati la propria dignità personale e professionale.

Tutto ciò come conseguenza di atti ed azioni di chi fino ad oggi ha pesantemente ostacolato i cambiamenti ed ha privilegiato la “cura del proprio orto”, con l’unico riferimento alle regole arcaiche (verticistiche) del passato, senza comprendere (o non voler  comprendere) che il sistema è multi-professionale e inter-professionale, dove il lavoro di ognuno si lega al lavoro degli altri, in un modello  “a matrice” (orizzontale), con la necessità di rivedere le organizzazioni, i ruoli e le responsabilità. 

La definizione e la condivisione dei progetti, dei percorsi e dei processi (setting clinico-assistenziali) deve diventare il modello operativo ordinario, a tutela e garanzia dei pazienti, dei professionisti e della stessa azienda (Gelli / Bianco docet – l. 24/2017).  

Le tante sentenze (pro e contro) non aiutano a risolvere i problemi … anzi, contribuiscono ad aumentare le tensioni!

E’ il momento di “fermare le macchine” e di ridisegnare il sistema, con il coinvolgimento diretto degli stake-holder interessati, con chiare definizioni governative e/o ministeriali (inappellabili), tenuto conto sia delle evoluzioni formative e normative nel frattempo avvenute, sia degli sviluppi scientifici e tecnologici, per un migliore funzionamento del sistema (in linea con quanto avviene negli altri Paesi), per una risposta sempre più adeguata ai nuovi bisogni della gente e per la giusta valorizzazione e gratificazione di tutti i professionisti.

Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – associata COSMED

29 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Ricerca sanitaria, manca ancora una dimensione: quella psicologica
Ricerca sanitaria, manca ancora una dimensione: quella psicologica

Gentile direttore,il nuovo Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria 2026-2028 segna un’evoluzione interessante nell’impostazione della ricerca finanziata dal Servizio sanitario nazionale. Il testo, approvato a maggio dal Comitato tecnico sanitario e...

Non voglio mica la luna
Non voglio mica la luna

Gentile Direttore,non voglio mica la luna… per far funzionare un po’ meglio la medicina generale. Per iniziare basterebbe un numero limitato di interventi per liberare qualche ora da incombenze puramente...

L’Europa ha capito che va curato chi cura. Il nostro Paese, finora, no
L’Europa ha capito che va curato chi cura. Il nostro Paese, finora, no

Gentile Direttore, il Parlamento europeo interviene contro la crisi del personale sanitario lanciando non solo un piano per frenare la carenza (un milione di operatori in più entro il 2034)...

Assistenza protesica. Perché l’aggiornamento di 129 tariffe non è una revisione organica
Assistenza protesica. Perché l’aggiornamento di 129 tariffe non è una revisione organica

Gentile Direttore, nell’articolo pubblicato ieri da Quotidiano Sanità, «Articolo Q.S. 21.9.2026 “Specialistica ambulatoriale e protesica, da oggi scattano le nuove tariffe. Prime visite a circa 26 euro, più risorse per...