Ricercatori Irccs e Izs. “La nostra dignità di lavoratori deve essere riconosciuta”. L’Arsi chiede sostegno al Papa

Ricercatori Irccs e Izs. “La nostra dignità di lavoratori deve essere riconosciuta”. L’Arsi chiede sostegno al Papa

Ricercatori Irccs e Izs. “La nostra dignità di lavoratori deve essere riconosciuta”. L’Arsi chiede sostegno al Papa
Dopo anni di precariato storico, per i ricercatori e il personale di Supporto alla ricerca degli Irccs/Izs pubblici, proseguono le incertezze contrattuali, alle quali la Piramide della Ricerca non ha dato risposte esaustive. In una lettera l’Associazione Ricercatori in Sanità Italia lancia quindi un appello al Santo Padre per chiedere un interessamento sulla loro condizione lavorativa

Per i Ricercatori e il Personale di Supporto alla ricerca degli Irccs/Izs pubblici il percorso lavorativo continua ad essere pieno di ostacoli. Nonostante sia stato istituito nel 2019, con la Piramide della Ricerca (DL 205/17), un contratto a tempo determinato di 5+5 anni di fatto non sono state date risposte risolutive al loro precariato storico. Il provvedimento, denuncia l’Associazione Ricercatori in Sanità Italia, prevedendo la possibilità che venga rinnovato il secondo quinquennio di contratto solo previo superamento di obiettivi sfidanti non tiene conto del lavoro di gruppo che viene effettuato giornalmente e della complessità della ricerca scientifica. Il risultato? Un precariato senza fine.

Per questo, in una lettera i ricercatori si appellano a Papa Francesco, che ha “spesso speso parole in difesa del lavoro e dell’importanza della ricerca scientifica”, per chiedere un interessamento sulla loro condizione lavorativa. “Come Lei spesso ha ricordato nei Suoi discorsi, è il lavoro che dà dignità all’Uomo ed è tramite esso che possiamo offrire agli altri il nostro migliore servizio” scrive l’Arsi chiedendo quindi “un sostegno in questo momento di forte incertezza politica, di cui risentono anche le nostre possibilità di una reale stabilizzazione del lavoro”

La lettera di Arsi:

“Santo Padre,
Le scriviamo come delegati dell’Associazione Ricercatori in Sanità-Italia (ARSI), associazione nata nel 2017 dall’esperienza del Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Precari della Sanità pubblica. La nostra missione è, primariamente, sostenere iniziative atte a favorire la promozione della cultura, della libertà di ricerca scientifica e della circolazione delle idee nell’ambito della Ricerca in Sanità.

Siamo il personale precario che lavora da decenni negli Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) pubblici e Izs (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) italiani, siamo il personale che in tutti questi anni ha offerto le proprie competenze al Sistema Sanitario Nazionale con lo scopo di migliorare la conoscenza di patologie rare, gravi e debilitanti e per lavorare assieme nella ricerca di nuove terapie che possano aiutare i pazienti.

Da anni ci battiamo per promuovere percorsi di carriera professionale attraverso il riconoscimento della professionalità del nostro operato, favorendo stabilità e continuità dell’impiego con finanziamenti e riconoscimenti economici adeguati. Tutto questo perché il nostro operato non sempre viene riconosciuto adeguatamente e i “contratti” con cui siamo da decenni impiegati sono lesivi della nostra dignità di lavoratori.

Come Lei spesso ha ricordato nei Suoi discorsi, è il lavoro che dà dignità all’Uomo ed è tramite esso che possiamo offrire agli altri il nostro migliore servizio. Nella Sua enciclica ‘Fratelli Tutti’ ha pienamente colto lo spirito che anima noi lavoratori della ricerca: la ricerca scientifica si mette al servizio di tutti, fornendo le proprie indicazioni, ricercando sempre nuove forme di collaborazione, di condivisione dei risultati e di costruzione di reti. Il nostro lavoro nasce dalla volontà di “sviluppare il desiderio della conoscenza che si nasconde nel cuore di ogni uomo e di ogni donna”. La ricerca vede le collaborazioni con tutti i colleghi, afferenti a differenti campi scientifici, umanistici ed etici, non come un ostacolo, ma come un vantaggio e un motivo di crescita personale. Così come Lei ha ricordato nella Sua enciclica ’Laudato sì’: “Diventa attuale la necessità impellente dell’umanesimo, che fa appello ai diversi saperi […] per una visione più integrale e integrante” (n. 141).

Ci rivolgiamo, dunque, a Lei per chiederLe un interessamento della nostra condizione lavorativa. Dopo anni di precariato storico (co.co.co., borse di studio, partite iva), per i Ricercatori e il Personale di Supporto alla ricerca degli IRCCS/IZS pubblici è stato istituito nel 2019 un contratto a tempo determinato di 5+5 anni che, di fatto, perpetua il precariato di tali professionisti. Tale contratto, noto con il nome di Piramide della Ricerca (DL 205/17) è un percorso lavorativo ad ostacoli che prevede la possibilità che venga rinnovato il secondo quinquennio di contratto solo previo superamento di obiettivi sfidanti che non tengono conto del lavoro di gruppo che viene effettuato giornalmente e della complessità della ricerca scientifica per poter divulgare e rendere a disposizione di tutti le nuove conoscenze e le nuove opzioni terapeutiche che devono essere accessibili a tutti.

Certi di una Sua parola per il riconoscimento della nostra dignità di lavoratori, Le rinnoviamo la nostra gratitudine per le parole che ha spesso speso in difesa del lavoro e dell’importanza della ricerca scientifica.
Chiedendo un sostegno in questo momento di forte incertezza politica, di cui risentono anche le nostre possibilità di una reale stabilizzazione del lavoro, Le porgiamo i nostri più sentiti saluti”

18 Luglio 2022

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