Covid. Natale senza vaccino: solo il 37% di fragili e over 60 è protetto. Per il resto non arrivano all’1% gli italiani che hanno fatto la terza dose da meno di 120 giorni

Covid. Natale senza vaccino: solo il 37% di fragili e over 60 è protetto. Per il resto non arrivano all’1% gli italiani che hanno fatto la terza dose da meno di 120 giorni

Covid. Natale senza vaccino: solo il 37% di fragili e over 60 è protetto. Per il resto non arrivano all’1% gli italiani che hanno fatto la terza dose da meno di 120 giorni
Un dato molto basso, se consideriamo che siamo ormai in pieno inverno, senza più alcune forma di strategia di contenimento del virus in atto e, soprattutto, visto che si parla di una fetta della popolazione che sia per età anagrafica che per patologie pregresse è molto più esposta al rischio di decorso grave della malattia o rischio di esito fatale. Intanto l'Iss ribadisce l’efficacia dei vaccini mettendo a confronto i dati di ricovero e mortalità tra le persone vaccinate e i no vax che sono tutt'ora enormente a favore di chi ha completato il ciclo vaccinale e ha fatto i richiami

Ad oggi hanno ricevuto la quarta dose di vaccino contro il Covid 5.339.582 italiani appartenenti alle categorie over 60 e fragili over 12, quelle per le quali è raccomandato in via prioritaria questo richiamo.

Parliamo quindi del 27,93 % di questa fetta di popolazione composta da circa 19 milioni di persone che ha ultimato il ciclo vaccinale da almeno quattro mesi. Se a questi aggiungiamo 1.742.815 di guariti post prima dose booster (terza dose), saliamo a quota 7.082.397, ossia il 37,04% della platea per la quale è raccomandata la quarta dose di vaccino.

Un dato molto basso, se consideriamo che siamo ormai in pieno inverno, senza più alcune forma di strategia di contenimento del virus in atto – dall’uso di mascherine alle limitazioni degli assembramenti – e, soprattutto, visto che si parla di una fetta della popolazione che sia per età anagrafica che per patologie pregresse è molto più esposta al rischio di decorso grave della malattia o rischio di esito fatale.

Un insieme di fattori che potrebbero, almeno in parte, spiegare l’alto numero di decessi che si continuano a registrare in Italia: 686 negli ultimi 7 giorni (di cui 15 riferiti a periodi precedenti), con una media di 98 al giorno rispetto ai 91 della settimana precedente.

Al 29 dicembre del 2021, l’81,4% della popolazione (48.229.182 milioni di italiani) aveva ricevuto almeno una dose di vaccino e il 78,1% (46.305.897 milioni di italiani) aveva completato il ciclo vaccinale (fonte Gimbe).

Nonostante ciò, il numero di decessi era più alto, sempre al 29 dicembre 2021 erano 1.024 quelli registrati negli ultimi 7 giorni (di cui 36 riferiti a periodi precedenti), con una media di 146 al giorno. Questo è spiegabile con la predominanza in quel periodo della variante Delta, meno trasmissibile ma con un decorso clinico più grave rispetto ad Omicron che in quel periodo si attestava solo intorno al 20% dei casi.

Ultimo elemento da tenere in considerazione riguarda un dato contenuto nel report esteso dell’Istituto superiore di sanità della scorsa settimana: “Al 6 dicembre 2022, solo lo 0,1% e 0,7% della popolazione ha, rispettivamente, completato il ciclo primario e ricevuto la dose addizionale/booster da meno di 120 giorni”.

Quindi meno dell’1% della popolazione italiana è ad oggi coperta da meno di 120 giorni dalla terza dose mentre la stragrande maggioranza di chi ha effettuato il primo bboster e non ha ancora fatto la quarta dose ha quindi una protezione bassa o in fase calante dal rischio di sviluppare malattia grave in caso di contagio.

Un dato preoccupante che però viene almeno in parte viziato dal mancato conteggio del numero dei guariti da meno di 120 giorni che hanno quindi acquisito una protezione naturale contro il virus e sono impossibilitati a vaccinarsi.

Considerando l’alta contagiosità di Omicron, parliamo di un numero di guariti negli ultimi 120 giorni che sicuramente non sarà basso e che in parte risentirà anche di un ‘sommerso’ visto il numero crescente di diagnosi con test fai da te utilizzati in casa e con positività magari non denunciate al proprio medico curante.

Efficacia vaccinale: vaccinati e no vax a confronto (dati Iss del 6 dicembre 2022)

1. Nella popolazione di età 60-79 anni, per i non vaccinati il tasso di:

  • ospedalizzazione (21/10/2022-20/11/2022) risulta due volte più alto rispetto sia ai vaccinati con dose addizionale/booster che ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni
  • ricoveri in terapia intensiva (21/10/2022-20/11/2022) risulta tre volte più alto rispetto sia ai vaccinati con dose addizionale/booster che ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni
  • mortalità (14/10/2022-13/11/2022) risulta quasi tre volte più alto rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster e tre volte e mezzo rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni

2. Nella popolazione di età 80+, per i non vaccinati il tasso di:

  • ospedalizzazione (21/10/2022-20/11/2022) risulta quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster, e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni e tre volte più alto rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da oltre 120 giorni
  • ricoveri in terapia intensiva (21/10/2022-20/11/2022) risulta quattro volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster, e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni e circa tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da oltre 120 giorni
  • mortalità (14/10/2022-13/11/2022) risulta quasi sei volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster, e rispettivamente undici volte e cinque volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con 2° dose booster da meno di 120 giorni e da oltre 120 giorni

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

13 Dicembre 2022

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