Arriva il “kit della fertilità”
Si tratta di uno strumento che tiene conto delle differenze socio-economiche, culturali, religiose e dei sistemi sanitari dei diversi Paesi, e si concentra quindi su una serie di principi universali, che ogni Paese o Regione del mondo potrà poi utilizzare nel modo più appropriato. D’altra parte, ricorda la Figo, la stragrande maggioranza degli ostetrici/ginecologi opera in contesti sforniti di strumenti tecnologicamente sofisticati per il trattamento dell’infertilità, come la fecondazione in vitro (IVF) ed altre tecniche di riproduzione assistita, né hanno le condizioni per eseguire interventi chirurgici complessi riproduttivi.
Pertanto, lo strumento Figo Fertility Tool Box è diretto a diffondere tra gli operatori sanitari e le donne un livello medio di informazione per garantire l’assistenza sanitaria riproduttiva e la cura della propria fertilità. Uno strumento che però, sottolinea la Figo, può essere utile anche ai politici e ai dirigenti per indirizzare le azioni di salute nei propri Paesi o aree di competenza. Il programma, peraltro, è facilmente consultabile e diffondibile attraverso internet. Il documento è infatti pubblicato sul sito web della Figo.
L'applicazione dei principi è stata già avviata in tre Paesi pilota – Cile, India e Sud Africa – e oggi è stata presentata al mondo in occasione del Congresso mondiale Figo 2012 in corso a Roma.
Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste il Figo Fertility Tool Box. Sette, in particolare, gli “strumenti” su cui concentrare gli sforzi per garantire una migliore fertilità:
1: l’importanza della fertilità
2: l’eliminazione delle barriere personali
3: l’eliminazione delle barriere sociali
4: Diagnosi
5: Trattamento
6: Sospensione/rinvio del trattamento
7: Prevenzione
Secondo la Figo, infatti, occorre anzitutto diffondere una cultura della fertilità. Spiegare perché dovrebbe essere un aspetto integrante della salute delle donne e di una popolazione. L’infertilità ad esempio, afferma la Figo, “peggiora la qualità della vita portando più facilmente a stati emotivi di paura, depressione, stigmatizzazione e perdita di dignità”, soprattutto in certe aree del mondo. Inoltre ha un costo per i Paesi, sociale ed economico. “I Governi quindi – ricorda la Figo – devono indirizzare i loro impegni politici agli Obiettivi di sviluppo del Millennio, tra cui la realizzazione di un accesso universale alla salute riproduttiva (OSM 5). Ricordandosi che le popolazioni ricche non sono più meritevoli di avere figli rispetto a quelle più povere”.
Inoltre, sottolinea ancora la Figo, “la conservazione della fertilità e il trattamento dell'infertilità sono anche fattori potenti nella prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale, compreso l'HIV. Riduce infatti l'instabilità coniugale e familiare”.
Per raggiungere l’obiettivo, sottolinea poi la Figo, “si possono offrire molti servizi semplici, ma efficaci ed economico per aiutare la fertilità. Mentre spesso preziose risorse vengono sprecate quando i pazienti ricevano le cure inefficaci infertilità”.
Altre componenti del Box Figo per la Fertilità si occupa di superare le barriere personali e sociali per la cura dell'infertilità. Attenzione poi alla prevenzione, alla diagnosi, il trattamento e al rinvio/sospensione del trattamento. Perché, ricorda la Figo, nonostante tutto quello che si possa fare per lottare contro l’infertilità, solo la metà dei pazienti non fertili hanno le caratteristiche che gli permetteranno, attraverso i trattamenti, di avere figli.
09 Ottobre 2012
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