Ddl Anziani, una bella ed importante scommessa per Federsanità
Gentile Direttore,
è del 23 marzo 2023, la legge 33 Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane. La legge prevede l’entrata in vigore dei decreti attuativi entro il 31 gennaio 2024 ed avrà come platea anziani, anziani Non Autosufficienti (NA)/con disabilità. Saranno i d.lgs attuativi ad adottare una definizione di popolazione anziana non autosufficiente (art. 4 c.2 lettera a).Oggetto della Legge è la tutela della dignità e la promozione delle condizioni di vita, la cura e l’ assistenza agli anziani, attraverso la ricognizione, il riordino, la semplificazione, l’integrazione e il coordinamento della legislazione in materia di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria agli anziani, anche in attuazione delle M5C2 e M6C1 PNRR.
Importante soffermarsi su alcuni articoli della Legge, e precisamente gli articoli 2,3,4,5 e 8.
L’Art. 2 tratta dei principi e dei criteri direttivi generali di delega in cui si fa riferimento in particolare al miglioramento del benessere dell’anziano, della sua famiglia e dei caregiver; alla promozione delle attività di socializzazione (anche con il coinvolgimento del Terzo settore, del volontariato e del servizio civile universale); al diritto all’autodeterminazione e alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio, entro i limiti e i termini definiti dalla programmazione integrata socio-assistenziale e sociosanitaria statale e regionale, nei limiti delle compatibilità finanziarie previste dalla legge; la promozione della valutazione multidimensionale ai fini dell’accesso a un continuum di servizi sociali, sanitari e sociosanitari; il riconoscimento dei bisogni specifici degli anziani con pregresse condizioni di disabilità assicurando loro i livelli di qualità di vita raggiunti e la continuità con il loro progetto di vita individuale; la riqualificazione dei servizi di semi-residenzialità, di residenzialità temporanea o di sollievo e promozione del cohousing, l’ integrazione e l’ interoperabilità dei sistemi informativi degli enti e delle amministrazioni competenti, il tutto ovviamente nei limiti delle compatibilità finanziarie previste dalla legge.
La legge istituisce inoltre, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), presso la Presidenza del Consiglio, è composto dai Ministri interessati (politiche sociali, salute, famiglia, disabilità, affari regionali, economia, ecc.) o loro delegati (DPCM costitutivo entro 90gg), per promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche per anziani, soprattutto i più fragili e i NA.
Il Comitato adotta 2 Piani triennali con aggiornamento annuale, d’intesa in CU e sentite le parti sociali e le associazioni il Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana; il Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana, che sostituisce il Piano per la non autosufficienza.
L’attuazione dei suddetti Piani, dai quali discendono i corrispondenti Piani regionali e locali viene monitorata dal CIPA il quale promuove altresì l’armonizzazione del LEPS sociali e dei LEA sanitari, sentita la Commissione tecnica per i fabbisogni standard, in raccordo con la Cabina di regia per la determinazione dei LEPS ex Legge Bilancio 2023 e con la definizione di LEPS per la disabilità da parte della Commissione tecnica per i fabbisogni standard ex Legge delega Disabilità e l’integrazione dei sistemi informativi sia centrali sia territoriali nonché l’adozione di un sistema di monitoraggio nazionale. Tra i principi e i criteri direttivi della specifica delega, troviamo all’Art.3 l’ invecchiamento attivo, l’ autonomia, la mobilità, la socializzazione ed il contrasto all’isolamento, ma anche la necessaria solidarietà intergenerazionale (es. coinvolgimento degli studenti in attività di volontariato presso residenze o domicilio).
Inoltre, non poteva mancare la salute, la prevenzione (anche con il coinvolgimento delle farmacie territoriali), la domiciliarità ma anche nuove forme di coabitazione solidale (co-housing, case-famiglia, gruppi appartamento, condomini solidali). Giustamente necessario l’inserimento dell’ alfabetizzazione informatica, e dell’ uso delle nuove tecnologie. Importante l’ offerta progressiva della possibilità, per anziani affetti da patologie croniche suscettibili di aggravarsi con l’invecchiamento e che determinino il rischio di perdita dell’autonomia, di accedere alla valutazione multidimensionale dei bisogni,
incentrata su linee guida nazionali, da parte di equipe multidisciplinari presso i PUA (Case della Comunità), sulla base della segnalazione dei MMG, della rete ospedaliera, delle farmacie, dei Comuni e degli ATS, nei limiti delle compatibilità finanziarie previste dalla legge.
L’Art. 4 ha Tra i principi e i criteri direttivi della specifica delega:
– Governance e programmazione – lo SNAA:
Definizione del Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), “come modalità organizzativa permanente per il governo unitario e la realizzazione congiunta, in base ai princìpi di piena collaborazione e di coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni e nel rispetto delle relative competenze, di tutte le misure a titolarità pubblica dedicate all’assistenza degli anziani non autosufficienti, di Stato, Regioni e Comuni, che mantengono le titolarità esistenti” (come richiesto da Anci, viene riconosciuto il ruolo dei Comuni ed esplicitato il necessario raccordo del CIPA con l’Anci e con la Conferenza delle regioni).
Lo SNAA ha il compito di programmare in modo integrato i servizi, gli interventi e le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali rivolte alla popolazione anziana non autosufficiente, nel rispetto degli indirizzi generali elaborati dal CIPA, con la partecipazione attiva delle parti sociali e delle associazioni di settore, con il concorso
dei seguenti soggetti, secondo le rispettive prerogative e competenze:
– a livello centrale, il CIPA;
– a livello regionale, gli assessorati regionali competenti, i Comuni e le ASL di ciascuna regione;
– a livello locale, l’ATS e il Distretto sanitario.
– coordinamento e riordino delle risorse disponibili.
– adozione di una definizione di popolazione anziana non autosufficiente.
– LEPS NA:
– individuazione dei LEPS in un’ottica di integrazione con i LEA, in raccordo con la Cabina di regia per la determinazione dei LEPS ex Legge Bilancio 2023 e con la definizione di LEPS per la disabilità da parte della Commissione tecnica per i fabbisogni standard ex Legge delega Disabilità;
– sistema di monitoraggio dell’erogazione dei LEPS (previsione di sanzioni e interventi sostitutivi in caso di mancato raggiungimento dei LEP o obiettivi di servizio).
– coordinamento degli interventi e dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari a livello regionale e locale.
– ATS:
– sviluppo omogeneo degli ATS, sulla base delle disposizioni regionali, quale sede operativa dei servizi sociali degli enti locali per la programmazione, gestione, erogazione e monitoraggio degli interventi sociali per gli anziani NA, nonché per la gestione professionale di servizi integrati in collaborazione con i servizi sociosanitari;
. integrazione funzionale tra Distretto sanitario e ATS, per l’integrazione operativa dei processi, dei servizi e degli interventi NA.
– PUA presso le Case di Comunità (supporto informativo e amministrativo per l’accesso ai servizi dello SNAA), in raccordo con il Regolamento recante la definizione dei modelli e degli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale sanitaria – PNRR Missione 6).
– semplificazione e integrazione delle procedure di accertamento e valutazione della condizione di persona anziana NA in capo ad un solo soggetto, mediante:
– valutazione multidimensionale unificata, secondo criteri standardizzati e omogenei e linee guida nazionali, per l’identificazione dei fabbisogni sociosanitari e l’accesso alle prestazioni di competenza statale (destinata a sostituire le procedure di accertamento dell’invalidità civile e handicap e delle condizioni per l’accesso all’indennità di accompagnamento);
– presso i PUA, Unità di Valutazione Multidimensionali (UVM) per la definizione del Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI), redatto con la partecipazione del destinatario, dell’eventuale amministratore di sostegno, dei caregiver familiari e (su richiesta della persona non autosufficiente o di chi la
rappresenta) degli enti del Terzo settore;
– “Budget di cura e assistenza” quale strumento per la ricognizione delle prestazioni, dei servizi e delle risorse complessivamente attivabili nel PAI.
– adozione di criteri e indicatori specifici di monitoraggio per le diverse tipologie di prestazione assistenziale ricomprese nei LEPS.
– Assistenza socio-sanitaria domiciliare integrata: integrazione del SAD sociale e dell’ADI sanitaria, assicurando il coinvolgimento degli ATS e del SSN, nei limiti della capienza e della destinazione delle rispettive risorse, per favorire unitarietà delle risposte, razionalizzazione dell’offerta, durata e intensità adeguate, telemedicina, cure palliative, con il coinvolgimento del Terzo settore.
– RSA e servizi complementari:
– promozione dell’offerta di interventi di sostegno diversificati e complementari ai servizi semiresidenziali;
– previsione di misure idonee a perseguire adeguati livelli di intensità assistenziale nei servizi residenziali, anche attraverso la rimodulazione della dotazione di personale, nell’ambito delle vigenti facoltà assunzionali, in funzione della numerosità degli anziani residenti e delle loro specifiche esigenze, nonché della qualità degli ambienti di vita;
– aggiornamento e semplificazione dei criteri minimi di autorizzazione e di accreditamento dei soggetti erogatori pubblici e privati, anche del Terzo settore, per servizi di rete, domiciliari, diurni, residenziali e centri multiservizi socioassistenziali, sociosanitari e sanitari, previa intesa in CU.
– Anziani con pregresse condizioni di disabilità: riconoscimento del diritto ad accedere a servizi e attività specifici per la pregressa condizione di disabilità, anche oltre il 65° anno di età, con espresso divieto di dimissione o di esclusione dai pregressi servizi al superamento del suddetto o di altro limite di età; riconoscimento del diritto ad accedere inoltre, su richiesta, agli interventi e alle prestazioni specifiche per anziani e anziani NA, in coerenza con il PAI, senza necessità di richiedere l’attivazione di un nuovo percorso di accertamento della non autosufficienza e, se già esistente, della valutazione multidimensionale e del progetto individuale previsti dalla legge delega disabilità (L. 227/2021).
Nell’Art. 5 troviamo l’ introduzione, anche in via sperimentale e progressiva, per gli anziani NA che optano per essa, di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile, sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona. Tale prestazione, assorbe l’indennità di accompagnamento e gli ulteriori contributi erogati dagli ATS per remunerare il lavoro regolare di cura, previsti all’art. 1 c. 164 della Legge di Bilancio 2022 (commi sulla NA).
Importante il riordino e semplificazione delle agevolazioni contributive per sostenere la regolarizzazione del lavoro di cura a domicilio, la formazione del personale presso i servizi del territorio, a domicilio, nei centri semiresidenziali integrati e residenziali, la definizione degli standard formativi degli assistenti familiari al fine della loro qualificazione professionale, mediante linee guida nazionali da adottare con accordo Conferenza Stato-Regioni.
Necessaria l’ identificazione dei fabbisogni regionali per professionisti pubblici e privati afferenti al modello di salute bio-psicosociale.
Per i Caregiver, viene istituita una ricognizione e ridefinizione della normativa di settore cominciando da una certificazione delle competenze professionali acquisite nel corso dell’esperienza maturata e vengono promosse forme di partecipazione delle rappresentanze dei caregiver familiari, nell’ambito della programmazione sociale, sociosanitaria e sanitaria a livello nazionale, regionale e locale.
Infine l’Art. 8 sulle risorse che per le prestazioni sanitarie saranno basate sul Fondo Sanitario Nazionale; mentre le prestazioni sociali – riordino delle risorse e delle misure NA , saranno previste in:
– FNA;
– FNPS;
– Fondo Povertà;
– Fondo Caregiver;
– Fondo Famiglia (per il finanziamento delle attività di informazione e comunicazione a sostegno alla componente anziana dei nuclei familiari).
Infine non dimentichiamo il PNRR – Missione 5 Sociale e 6 Salute ed il PON Inclusione 2021-2027.
Nel caso di maggiori oneri, i decreti verranno emanati dopo aver individuato le ulteriori risorse necessarie con appositi provvedimenti.
Da questo è facilmente intuibile quanto la Legge appena emanata sia una bella ed importante scommessa per Federsanità che ai fini dell’attuazione della legge sarà trait-d’union fra comuni ASP ed AO.
Giuseppe Varacalli
Presidente Federsanità Anci Calabria
04 Aprile 2023
© Riproduzione riservata
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