Liste di attesa. Doria: “Abolire il tetto di spesa del privato per colmare il divario Nord-Sud Sardegna” 

Liste di attesa. Doria: “Abolire il tetto di spesa del privato per colmare il divario Nord-Sud Sardegna” 

Liste di attesa. Doria: “Abolire il tetto di spesa del privato per colmare il divario Nord-Sud Sardegna” 
L’assessore torna a parlare del divario tra la quantità di prestazioni sanitarie disponibili nel centro-nord dell’Isola e quelle al Sud. “Per ottenere una maggior distribuzione delle risorse da destinare ad un riequilibrio delle prestazioni – dice - una delle battaglie vitali riguarda l’abolizione del tetto della spesa della sanità privata convenzionata imposta dalla spending review, che la Giunta precedente ha voluto abbandonare per rinunciare ad un contenzioso in atto”.

Sul divario nella disponibilità delle prestazioni sanitarie fra il centro-nord Sardegna ed il sud dell’isola sollevato dai rappresentanti di alcune associazioni qualche giorno fa, l’assessore alla Sanità, Carlo Doria, torna a parlare su Quotidiano Sanità, con un ulteriore approfondimento questo specifico punto.

“La situazione che oggi viviamo – spiega il professore -, fotografata con un obiettivo cristallino, mostra realmente un chiaro squilibrio fra le risorse investite nella sanità pubblica e privata convenzionata fra il centro-nord ed il sud della Sardegna. Basti pensare al numero di posti letto per mille abitanti dove la media sarda dovrebbe essere di 2.9 a fronte dei 4.7 presenti nella sola area metropolitana di Cagliari o, dato più sensibile, al numero di centri diagnostici e clinici privati convenzionati con relative risorse di budget maggiormente rappresentate nel sud dell’isola rispetto al centro-nord”.

“Quanto detto – prosegue il professore – non mi pare rappresenti una recente scoperta che possa oggi destare clamore specie da parte di chi, associazioni o rappresentanti dei territori del centro-nord Sardegna da diverse legislature, oggi assurgono a paladini di questa crociata non essendo riusciti negli anni scorsi a trovare la soluzione ‘magica’ per colmare questo divario che non può essere certo risolto “incattivendo” gli animi del popolo del centro-nord Sardegna. Né si può pensare che le strategie possano ridursi, come un novello Robin Hood, nel prendere ai ‘più ricchi’ cagliaritani una quota di denaro del budget per darlo ai più poveri sassaresi o galluresi. Voglio ricordare che dietro il budget di uno studio diagnostico o di una clinica convenzionata ci sono famiglie che risentirebbero di una siffatta manovra di riequilibrio; è dunque opportuno pensare a delle opportunità di distribuzione delle risorse senza danneggiare nessuno”.

“La soluzione credo – sottolinea l’assessore – non la si trova facendo diventare uno un po’ più povero e l’altro un po’ più ricco, ma diventando tutti più ricchi ovvero dando ai territori in sofferenza quei budget necessari per garantire i livelli di assistenza e le prestazioni in tempi ragionevoli. E per poter ottenere questo si rende necessario perseguire una battaglia, la stessa che la Giunta che ha preceduto l’attuale esecutivo ha però voluto abbandonare per rinunciare ad un contenzioso in atto, ovvero l’abolizione del tetto della spesa della sanità privata convenzionata imposta dalla spending review”.

“Noi intendiamo sollevare questo problema! – continua Doria -. Le regioni autonome a statuto speciale, come la Sardegna, che si pagano per intero la sanità, non sono tenute a rispettare i tetti di spesa nella sanità privata dettati dalla spending review di triste memoria. Nell’affrontare questi temi importanti e vitali sulla salute pubblica è dunque necessario porsi con animo imparziale evitando approcci demagogici e mettere da parte i proclami elettorali del periodo che sappiamo essere cominciati, con il tentativo di addossare le responsabilità alla Giunta di turno. Ritengo semmai – conclude il professore – che visto che auspichiamo tutti a migliorare la disponibilità delle prestazioni sanitarie in ugual misura su tutto il territorio, sarebbe utile evitare di limitarsi a dire che “…le liste di attesa sono già inaccettabili nel Sud Sardegna, quelle del Centro Nord Sardegna sono fuori legge e anti Costituzionali”, sarebbe importante e altresì auspicabile se tutti insieme percorressimo strategie e battaglie comuni per restituire ai sardi ed alla Sardegna il diritto alle cure e alla salute”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

11 Aprile 2023

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