Legge stabilità. Cgil: “Un’altra mazzata alla sanità”

Legge stabilità. Cgil: “Un’altra mazzata alla sanità”

Legge stabilità. Cgil: “Un’altra mazzata alla sanità”
In tre anni quasi 24 miliardi di tagli alla salute. La situazione non è più sostenibile. Il Ssn verso l'inevitabile privatizzazione. Appello per la manifestazione del 27 ottobre della segretaria confederale Lamonica e del responsabile politiche della salute Cecconi.

La Legge di Stabilità per il 2013 presentata dal Governo assesta un’ulteriore mazzata alla sanità: ancora una volta per fare cassa si colpiscono i diritti dei cittadini, a partire dalle persone che hanno bisogno di curarsi.
Invece di combattere sprechi e spese inutili – scrivono in una nota Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil e Stefano Cecconi, responsabile politiche della salute del sindacato – viene ulteriormente ridotto di 1 miliardo il finanziamento per il Servizio Sanitario Nazionale. In piena crisi, si decidono ancora tagli lineari su beni e servizi, che mettono in crisi le aziende fornitrici, e quindi salario, condizioni e posti di lavoro, in settori già poco protetti.

In tre anni vengono tagliate le risorse, quasi 24 miliardi, per assicurare prestazioni sanitarie essenziali (ricoveri, visite, esami, ecc), mentre continuano ad aumentare i ticket a carico dei cittadini.
La situazione – prosesuono i due sindacalisti – non è più sostenibile, i continui tagli ai servizi spingono il sistema sanitario verso una privatizzazione che pagheranno duramente tutti i cittadini, e in particolare lavoratori e pensionati.
Per questo, secondo Lamonica e Cecconi, occorre reagire a questa che è ormai un’aggressione al diritto alla salute e alle cure: un’importante occasione è la manifestazione del 27 ottobre prossimo a Roma “Diritto alla cura diritto a curare: per un servizio sanitario pubblico e nazionale”, promossa, tra gli altri, anche dalla FP CGIL Medici e Dirigenti SSN.

11 Ottobre 2012

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