Cure primarie. Preiti (Cgil): “Di male in peggio”
“Insomma – prosegue Preiti – le Regioni hanno le stesse possibilità normative ma con risorse ancora più ridotte. Quindi non c’è nessuna speranza che l’assetto assistenziale territoriale si possa così modificare. In più abbiamo una finta definizione dei tempi: 180 giorni per adeguare le norme della convenzione alle apparenti modifiche del decreto, e 90 giorni per poi fare gli accordi regionali.
E registriamo una “Prima” assoluta: il Ministro, scaduti i 180 giorni, adegua direttamente gli accordi nazionali. Ma la nuova stesura accentua anche la spinta alla privatizzazione delle cure primarie che in molti abbiamo contestato: si mantiene la previsione di budget e strumentazione da assegnare direttamente a forme organizzative non definite”.
E si va oltre. “Si aggiunge – sottolinea Preiti – un inquietante punto F)bis che consente direttamente alle aziende la possibilità di stipulare accordi per l’erogazione di specifiche attività assistenziali, in particolare ai pazienti cronici. Non si dice con chi e a che titolo. Non essendoci risorse aggiuntive, a chi vengono sottratte? Non è la gestione delle patologie croniche l’attività fondamentale dei medici di medicina generale?”.
“Riteniamo – conclude il coordinatore nazionale della Fp-Cgil Medici Medicina convenzionata -questa previsione un incredibile colpo al servizio pubblico e ai medici che curano i pazienti cronici, un cedimento a quelle regioni, come la Lombardia con i suoi CREG, che vogliono privatizzare anche l’assistenza territoriale”.
11 Ottobre 2012
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