Alzheimer. Al Cemi del Gemelli sostegno psicologico per familiari e caregivers dei malati

Alzheimer. Al Cemi del Gemelli sostegno psicologico per familiari e caregivers dei malati

Alzheimer. Al Cemi del Gemelli sostegno psicologico per familiari e caregivers dei malati
Il servizio è nato dalla collaborazione tra Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Policlinico universitario, con la partecipazione della Cooperativa sociale Dreams Onlus. L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo di un processo di empowerment del potenziale di ogni singolo individuo.

Un servizio di sostegno e supporto psicologico per i familiari e i caregivers di persone affette da deterioramento cognitivo e malattia di Alzheimer afferenti al Day Hospital geriatrico del Centro di Medicina dell’Invecchiamento (Cemi) del Policlinico A. Gemelli di Roma. È il nuovo servizio attivo presso il Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Gemelli, nato da una collaborazione con la Cooperativa sociale Dreams Onlus.

Tra tutte le situazioni di malattia che portano alla non autosufficienza, le demenze sono quelle che creano maggiori difficoltà alle famiglie, sia per il drammatico coinvolgimento emotivo che comportano, sia per le difficoltà organizzative connesse all’assistenza.
“Il servizio – ha spiegato Caterina Cattel, del Dipartimento di Geriatria del Gemelli – è nato con l’obiettivo di offrire uno spazio di espressione, ascolto e condivisione delle emozioni che emergono nella convivenza con questi pazienti, finalizzato a individuare i punti di fragilità e valorizzare i punti di forza di coloro che vivono accanto al malato, in modo da migliorarne le condizioni di vita anche attraverso una gestione più idonea della malattia”.

Il progetto di supporto psicologico è stato concepito in un’ottica interdisciplinare  e prevede due fasi di intervento: la prima consiste nell’istituzione per i familiari e i caregivers di un gruppo di supporto psicologico di tipo informativo sulle difficoltà che si incontrano nell’assistenza al paziente con deficit cognitivo; la seconda fase prevede l’ ‘Alzheimer caffè’, momento informale di confronto e condivisione sulle problematiche del paziente anziano cui partecipano non solo i caregivers (familiari e badanti), ma anche i malati. Obiettivo dell’intervento è quello di valorizzare il gruppo come risorsa istituzionale, allo scopo di favorire lo sviluppo di un processo di empowerment del potenziale di ogni singolo individuo.

“Il servizio – ha concluso  Cattel – nato dalla convenzione stipulata tra l’Università Cattolica e la Cooperativa sociale Dreams Onlus, offre incontri di gruppo a cadenza mensile che a oggi  hanno permesso ai partecipanti di avviare processi di rispecchiamento e di sostegno tra di loro, per sentirsi meno isolati e inadeguati per le emozioni di rabbia, impotenza e sconforto scatenate da una malattia che lentamente e inesorabilmente trasforma le persone che soffrono di deterioramento cognitivo”. 

22 Ottobre 2012

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