Disabilità. In Gazzetta Ufficiale il Terzo Piano d’Azione: sette linee di intervento per l’inclusione

Disabilità. In Gazzetta Ufficiale il Terzo Piano d’Azione: sette linee di intervento per l’inclusione

Disabilità. In Gazzetta Ufficiale il Terzo Piano d’Azione: sette linee di intervento per l’inclusione

Accessibilità universale, progetto di vita, inclusione lavorativa, salute, istruzione, sicurezza inclusiva e monitoraggio: il Piano si dota di un sistema di monitoraggio con indicatori e cronoprogrammi. Coinvolte 7 linee di intervento e 53 linee di azione specifiche. IL PIANO

È stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica che adotta il Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità (PcD). Un documento programmatico triennale che traduce in azioni concrete i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), ratificata dall’Italia nel 2009.

Il Piano, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND) con un metodo partecipativo che ha coinvolto tutti i membri dell’Osservatorio, si articola in sette linee di intervento declinate in 53 specifiche linee di azione. Ogni linea di azione è strutturata in sei sezioni: scenario di riferimento, obiettivi, azioni prioritarie, indicatori di risultato, soggetti responsabili.

Il cuore del cambiamento è il passaggio da una visione medicalizzata e assistenziale della disabilità a una prospettiva basata sui diritti umani, in cui la persona è protagonista attiva. Al centro, il principio sancito dalla Carta di Solfagnano (adottata dal G7 nel 2024): “Nothing About Us, Without Us” (Nulla su di noi, senza di noi) .

Le sette linee di intervento: una mappa strategica

1. Accessibilità Universale – Promuove l’accessibilità in tutti gli ambiti della vita: dall’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) al turismo accessibile, dal patrimonio culturale ai trasporti, fino alla Carta europea della disabilità e ai servizi di car sharing e taxi inclusivi. Tra gli obiettivi: rendere strutturale il Fondo per il turismo accessibile, adottare i codici IATA anche nei trasporti ferroviari e marittimi, e obbligare le società di noleggio e car sharing a riservare almeno il 5% della flotta a veicoli adattati per la guida di PcD.

2. Salute e Benessere – Mira a formare i professionisti della salute sui bisogni specifici delle PcD, promuovere screening oncologici accessibili, garantire assistenza sanitaria alle donne con disabilità (in particolare ginecologia e ostetricia), e sviluppare una rete di servizi ospedalieri e territoriali dedicati. Particolare attenzione alle tecnologie assistive e all’intelligenza artificiale per la riabilitazione e la vita indipendente.

3. Inclusione Lavorativa – Potenzia il collocamento mirato (Legge 68/99), promuove le convenzioni con cooperative sociali (art. 14 d.lgs. 276/2003) e i contratti riservati (art. 61 Codice Appalti), sostiene l’autoimprenditorialità delle PcD e il lavoro autonomo, e introduce tutele previdenziali specifiche. Viene prevista la revisione delle norme sull’anticipo pensionistico per lavoratori con invalidità superiore all’80% e l’estensione del part-time reversibile anche ad altre condizioni di disabilità.

4. Istruzione, Università e Formazione – Introduce il tentativo di conciliazione obbligatorio prima del contenzioso tra scuola e famiglia, definisce per legge il concetto di “inclusione scolastica”, potenzia l’istruzione domiciliare, promuove gli “Sportelli autismo” estesi ad altre disabilità, e prevede misure per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES) anche all’università (strumenti compensativi e misure dispensative nelle prove di ammissione).

5. Progetto di Vita – Linea centrale del Piano, attua il d.lgs. 62/2024. Definisce Linee guida nazionali per la valutazione multidimensionale e il Progetto di Vita personalizzato, garantisce l’autodeterminazione della persona, introduce il Budget di progetto come insieme di risorse flessibili, sostiene l’abitare indipendente e la domiciliarità (con revisione della Legge 112/2016 “Dopo di noi”), e affronta temi innovativi come la genitorialità delle PcD, l’affettività, il volontariato e il Servizio Civile Universale. Una linea specifica è dedicata al contrasto della violenza contro le donne con disabilità, con l’implementazione dell’accessibilità del numero 1522 (LIS, CAA, videochiamate).

6. Sicurezza Inclusiva e Cooperazione Internazionale – Istituisce un tavolo permanente integrato per la protezione civile inclusiva, con linee guida per piani di evacuazione e soccorso accessibili alle PcD. Promuove la partecipazione italiana ai consessi internazionali (G7, G20, UE) e la raccolta dati sui progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi in via di sviluppo, con focus su salute, istruzione e tutela dei bambini con disabilità.

7. Sistemi di Monitoraggio – Crea un Sistema Informativo Unitario sulla condizione di disabilità presso il Dipartimento per le politiche in favore delle PcD, potenzia le indagini statistiche dell’ISTAT (ampliando la piattaforma “disabilità in cifre”), e istituisce un monitoraggio permanente del Piano stesso e dell’attuazione della Convenzione ONU, con report annuali e triennali.

Un Piano con risorse a legislazione vigente (e la clausola di salvaguardia)
Sul piano finanziario, il Piano specifica che le azioni, le finalità e gli obiettivi indicati dovranno essere conseguiti “con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente”. Qualora si rendesse necessario il reperimento di risorse aggiuntive, “lo stesso avverrà mediante l’adozione di interventi compensativi sul piano finanziario nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica programmati in coerenza con il Piano strutturale di bilancio di medio termine”.

Un metodo partecipativo e una struttura a prova di monitoraggio
Il Piano è stato costruito attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto i sei gruppi di lavoro tematici dell’OND (Accessibilità, Salute, Inclusione lavorativa, Istruzione, Progetto di Vita, e un gruppo ad hoc sul contrasto alla violenza contro le donne con disabilità), coordinati dal Comitato Tecnico Scientifico. Ogni proposta è stata discussa, arricchita e infine approvata dall’Adunanza dell’OND.

La struttura del Piano prevede per ogni linea di azione indicatori di risultato chiari (quantitativi, qualitativi, di processo e di esito) e soggetti responsabili individuati per mandato istituzionale. Il monitoraggio sarà affidato al Comitato Tecnico Scientifico dell’OND, con la richiesta a ciascun soggetto responsabile di un cronoprogramma entro sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di un report annuale sull’implementazione.

22 Maggio 2026

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