La proposta di referendum abrogativo relativa a tre parti del
testo unico delle leggi regionali in materia di sanità era stata sottoscritta da 117 cittadini e presentata lo scorso 27 luglio.
Il primo quesito chiedeva di eliminare il richiamo all’equivalenza tra l’offerta sanitaria e socio-sanitaria delle strutture pubbliche e private accreditate nonché il richiamo al principio della parità di diritti e di obblighi per tutti gli erogatori di diritto pubblico e di diritto privato.
Il secondo quesito prevedeva l’eliminazione della facoltà delle ATS di autorizzare la stipula di accordi anche con soggetti privati accreditati in possesso di determinati requisiti.
Il terzo quesito prevedeva di escludere la possibilità di concorso dei soggetti erogatori privati all’istituzione degli ospedali di comunità e delle case di comunità previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza.