Covid. Schillaci: “Tra 15 giorni pronti i nuovi vaccini. Saranno offerti gratuitamente a tutti”

Covid. Schillaci: “Tra 15 giorni pronti i nuovi vaccini. Saranno offerti gratuitamente a tutti”

Covid. Schillaci: “Tra 15 giorni pronti i nuovi vaccini. Saranno offerti gratuitamente a tutti”
Quanto ai 4 miliardi richiesto dal ministro della Salute per il comparto in vista della prossima legge di Bilancio: "Stiamo lavorano con il Mef, vediamo. Appena lo sapremo lo diremo". E poi sul tema natalità: "Il contrato al calo delle nascite è una priorità del governo. C'è però un aspetto sanitario sul quale occorre intervenire nell'immediato e riguarda la tutela della salute riproduttiva. Da gennaio 2024 ogni donna in qualunque regione potrà accedere alla Pma dietro pagamento del ticket".

I nuovi vaccini aggiornati contro il Covid sono in arrivo. In un primo momento non era chiaro se sarebbero stati offerti o meno gratuitamente a tutta la popolazione come per le precedenti campagne vaccinali. “Ancora non ci abbiamo ragionato, ma tra 15 giorni avremo i vaccini nuovi”, aveva spiegato questa mattina il ministro della Salute Orazio Schillaci a margine dell’evento alla Camera “Natalità: work in progress”. Poi in serata la precisazione: “Il vaccino anti-Covid aggiornato verrà offerto gratuitamente a tutti cittadini che vogliano sottoporsi alla somministrazione, e non soltanto alle categorie indicate nell’ultima circolare del ministero della Salute, ovvero over-60, soggetti fragili, donne incinte ed operatori sanitari”, ha affermato il ministro intervenendo al Tg1. Il vaccino sarà dunque offerto gratuitamente anche alle persone per le quali non è raccomandato nell’ultima circolare del 14 agosto, ma che vogliano effettuarlo.

Quanto poi ai 4 miliardi in più per la sanità chiesti dallo stesso ministro nella prossima legge di Bilancio: “Stiamo lavorano con il Mef, vediamo. Appena lo sapremo lo diremo”, ha sottolineato.

In vista poi della riapertura delle scuole Schillaci ha invitato tutti alla calma spiegando come la situazione sia al momento sotto controllo. “Siamo molto tranquilli, stiamo lavorando con il ministero dell’Istruzione per tranquillizzare tutti. C’è stato un allarmismo forse esagerato su questo argomento”, ha rimarcato.

“Da diversi anni l’Italia vive un inverno demografico che ha raggiunto il suo culmine, come confermano gli ultimi dati forniti dall’Istat, nel 2022, quando per la prima volta dall’Unità d’Italia i nati sono stati meno di 400mila. Dinanzi a queste cifre allarmanti non siamo rimasti a guardare. Oggi il contrasto al calo delle nascite è tornato ad essere una priorità, lo è per questo Governo al fine di invertire la rotta. Certo, quella che abbiamo davanti non è una sfida facile, perché all’origine del fenomeno delle culle vuote vi sono una pluralità di fattori – economici, culturali e sociali – che necessitano di tempo per essere modificati”, ha ricordato Schillaci intervenendo al convegno sulla natalità.

“C’è però un aspetto sanitario sul quale occorre intervenire nell’immediato – ha sottolineato il ministro – e riguarda la tutela della salute riproduttiva, soprattutto se consideriamo che attualmente sempre più coppie programmano di avere un figlio dopo i 35 anni, quando le possibilità di una gravidanza iniziano a diminuire. Un innalzamento dell’età che rende ancora più necessario un ruolo centrale e propulsivo del ministero della Salute. E per questo, dopo anni di attenzione limitata, siamo impegnati a programmare un’attività di sensibilizzazione e di conoscenza sui fattori di rischio che possono incidere sulla salute riproduttiva, quali le malattie sessualmente trasmissibili e gli stili di vita scorretti”.

“Forse – ha osservato Schillaci – per troppo tempo si è dato per scontato che i nostri giovani avessero piena consapevolezza che la salute riproduttiva va salvaguardata nel corso degli anni, attraverso l’adozione di stili di vita sani o sottoponendosi a screening di routine. Una consapevolezza che difficilmente si può acquisire in assenza di campagne di informazione e di una attenta attività di alfabetizzazione sanitaria”.

“Grazie al decreto tariffe, che ha reso applicabili i nuovi Livelli essenziali di assistenza, a partire da gennaio 2024 ogni donna in qualunque regione risieda potrà ricorrere alla tecnica di Pma, procreazione medicalmente assistita, dietro il pagamento di un ticket. Dopo 6 anni di attesa, abbiamo messo fine ad un’iniquità che non era più tollerabile”.

Infine, Schillaci ha risposto riguardo presunte anomalie negli studi del gruppo di ricerca guidato dallo stesso ministro raccontate oggi dal Manifesto. In otto articoli scientifici sono state utilizzate almeno una decina di immagini non pertinenti, riciclate da altre ricerche o modificate. I fatti si riferiscono al periodo 2018-2022 quando l’attuale ministro è stato prima preside della facoltà di Medicina dell’università Tor Vergata e poi rettore dell’ateneo. Nell’articolo, anche la replica di Schillaci: “Apprendo da voi la notizia, non ne avevo conoscenza. Non sono esperto di microscopia elettronica, mi sono fidato di chi ha fornito quelle immagini. Verificheremo se effettivamente ci sono degli errori”.

Per identificare le anomalie negli studi del gruppo di ricerca guidato da Schillaci, Il Manifesto ha usato un software denominato ImageT-win che, grazie all’Intelligenza artificiale, è in grado di confrontare una immagine con una banca dati di decine di milioni di immagini utilizzate nella letteratura scientifica, identificando eventuali duplicati e ritocchi digitali. Alcuni studi in cui le immagini eventualmente ritoccate sono state utilizzate riguardano la diagnosi e la cura del cancro. Secondo l’analisi digitale erano state già usate in studi su riviste scientifiche internazionali, come l’International Molecular Sciences.

“Sono tranquillo, non ho manipolato nulla. Le immagini non sono del mio laboratorio ma di altri colleghi che non hanno fatto nulla di male”, ha chiarito Schillaci a margine del convegno.

14 Settembre 2023

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