Implementare il Fse di ogni lavoratore per la sicurezza sui luoghi di lavoro. La mozione approvata al Senato

Implementare il Fse di ogni lavoratore per la sicurezza sui luoghi di lavoro. La mozione approvata al Senato

Implementare il Fse di ogni lavoratore per la sicurezza sui luoghi di lavoro. La mozione approvata al Senato
Si impegna inoltre il governo a  prevedere percorsi formativi premiali in punto di sicurezza del lavoro, tarati sulle caratteristiche peculiari dei singoli lavoratori. Questi solo alcuni dei dieci punti contenuti nella mozione approvata all’unanimità il 13 settembre scorso, con la quale si è richiamata l’attenzione su questo tema importante.

“Procedere alla celere implementazione del fascicolo elettronico di ogni singolo lavoratore per la sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché prevedere percorsi formativi premiali in punto di sicurezza del lavoro, tarati sulle caratteristiche peculiari dei singoli lavoratori”. Con questo auspicio il Senato della Repubblica nella mozione approvata all’unanimità il 13 settembre scorso, ha richiamato l’attenzione, tra l’altro, su questo importante documento che fino ad oggi è rimasto ancora ai nastri di partenza.

Il fascicolo elettronico del lavoratore, infatti, è uno strumento fondamentale e obbligatorio, per ogni azienda, in quanto contiene tutte le informazioni relative a un dipendente, dal momento dell’assunzione fino alla fine del rapporto di lavoro. Per le Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere sarà un mezzo utilissimo soprattutto per le mobilità del personale e le nuove assunzioni degli operatori sanitari, in quanto, attraverso le notizie in esso presenti, saranno avviati percorsi di prevenzione e di miglioramento della salute.

Nel fascicolo è presente una vasta gamma di informazioni, tra cui: Dati personali: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo, recapiti telefonici e e-mail; Documenti relativi all’assunzione: contratto di lavoro, lettera di assunzione, comunicazione all’INPS e all’INAIL, eventuali accordi sindacali; Informazioni relative alla posizione lavorativa: mansioni, orari di lavoro, livello di inquadramento, eventuali benefit o bonus; Documenti relativi alla retribuzione: buste paga, cedolini, moduli per il pagamento delle tasse, eventuali rimborsi spese; Informazioni sulla formazione: corsi di formazione seguiti dal dipendente e relative certificazioni; Documenti relativi alla salute e alla sicurezza sul lavoro: certificati medici, visite mediche, documenti relativi alla prevenzione degli infortuni sul lavoro; Eventuali documenti relativi alle ferie, ai permessi o alle assenze dal lavoro.

Si tratta di un documento diverso dal Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) di cui si parla sempre più spesso in questi giorni. Quest’ultimo, destinato al cittadino, serve a tracciare e consultare tutta la sua storia della propria vita sanitaria, condividendola sulla base di una opportuna autorizzazione con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente.

Esso è in effetti definito come un contenitore che raccoglie “l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito e si colloca in una ampia gamma di attività relative all’erogazione di servizi sanitari, dalla prevenzione alla verifica della qualità delle cure.

Il fascicolo del lavoratore, invece, è importante per molte ragioni, sia per l’azienda che per il dipendente stesso perché consente di avere un quadro completo della posizione lavorativa di ciascun dipendente, compresi i dati relativi alla retribuzione e alla formazione e garantisce la conformità dell’azienda ai regolamenti in materia di lavoro, come la gestione delle ferie e dei permessi, nonché notizie sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro e sulla loro salute collegata alle mansioni in cui si è impegnati.

“La nostra mozione – ha precisato il relatore senatore Celestino Magni, Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro – è impostata, da una parte, su quanto si chiede al Governo di fare e, dall’altra parte, si pone il problema di proporre al Parlamento l’obiettivo dell’azzeramento del numero delle morti sul lavoro, a partire dalla verifica di un terreno strategico nell’ambito della prevenzione. Pensiamo che, quando si piangono i morti, i fatti sono già successi e, quindi, dobbiamo lavorare molto sul prevenire gli incidenti. Il nostro spirito è lavorare sulla prevenzione, perché dopo difficilmente si ripara: alla morte non si ripara e neanche al dolore dei familiari.”

La mozione “Magni” impegna il Governo:
1) a favorire il potenziamento degli organici e delle professionalità degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro;

2) a valutare l’opportunità di inserire il settore della manutenzione ferroviaria nella categoria dei lavori usuranti di cui al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67;

3) ad introdurre disposizioni di carattere premiale in favore delle imprese che assicurino ulteriori e più salde tutele per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e a rafforzare le misure sanzionatorie per le imprese che si rendono responsabili di violazioni in tema di sicurezza;

4) a procedere alla celere implementazione del fascicolo elettronico di ogni singolo lavoratore per la sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché a prevedere percorsi formativi premiali in punto di sicurezza del lavoro, tarati sulle caratteristiche peculiari dei singoli lavoratori;

5) ad individuare, per quanto concerne le condizioni di fragilità che aumentano il rischio infortunistico e la morbilità professionale, le best practice in materia di sicurezza del lavoro, con particolare riguardo ai principi di differenziazione ed adeguatezza rispetto alla dimensione aziendale e al tipo di attività produttiva;

6) a favorire l’avvio di un’attività conoscitiva sulla transizione digitale e sulle nuove tecnologie e il loro potenziale utilizzo ai fini di prevenzione generale e speciale degli infortuni sul lavoro;

7) ad individuare nuove tecniche di monitoraggio e aggiornamento, in sinergia con l’INAIL, sui dati di rilievo per gli infortuni sui luoghi di lavoro, con l’obiettivo di raggiungere un rafforzamento delle tecniche e degli istituti di prevenzione e migliorare l’adeguatezza degli interventi correttivi rispetto alla tipologia di infortunio;

8) a valutare l’opportunità di favorire l’interoperabilità e la piena condivisione, tra l’Ispettorato nazionale del lavoro e l’INAIL, delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo, nel rispetto della disciplina relativa alla protezione dei dati personali;

9) ad effettuare una valutazione analitica della possibile relazione causale tra gli istituti del decentramento produttivo, tra cui la subfornitura, il subappalto, e il distacco, da una parte, e l’eventuale abbassamento della soglia delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, dall’altra;

10) a promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro in riferimento ad ogni livello di istruzione e formazione, prevedendo altresì il coinvolgimento, con apposite attività formative, delle classi docenti e l’eventuale l’introduzione di un insegnamento ad hoc.

Domenico Della Porta
Referente Federsanità per la salute e la sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari

Domenico Della Porta

25 Settembre 2023

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