Emorragia post partum. Dall’Oms una Roadmap per affrontare la principale causa di morte materna

Emorragia post partum. Dall’Oms una Roadmap per affrontare la principale causa di morte materna

Emorragia post partum. Dall’Oms una Roadmap per affrontare la principale causa di morte materna
Nonostante sia prevenibile e curabile, la Pph provoca circa 70mila decessi ogni anno. Alle donne che sopravvivono, può causare disabilità e traumi psicologici che durano anni. Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Questa nuova tabella di marcia traccia un percorso verso un mondo in cui più donne possano avere un parto sicuro e un futuro sano con le loro famiglie” IL DOCUMENTO

Una Roadmap per affrontare, tra il 2023 e il 2030, l’emorragia post partum (Pph), che colpisce milioni di donne ogni anno ed è la principale causa mondiale di morte materna.

È stata pubblicata dall’Oms la sua prima tabella di marcia per affrontare la Pph. Definita come sanguinamento eccessivo dopo il parto, nonostante sia prevenibile e curabile, provoca circa 70mila decessi ogni anno, causando tra coloro che sopravvivono, disabilità e traumi psicologici che durano anni.

“Il sanguinamento grave durante il parto è una delle cause più comuni di mortalità materna, ma è altamente prevenibile e curabile – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – questa nuova tabella di marcia traccia un percorso verso un mondo in cui più donne possano avere un parto sicuro e un futuro sano con le loro famiglie”.

Si stima che una donna muoia ogni due minuti per cause legate alla gravidanza o al parto. Dal 2015 ci sono stati progressi limitati nella riduzione di queste morti, ma il mondo è ancora fuori strada per raggiungere i relativi obiettivi di sviluppo sostenibile.

Mission della road map è quindi quella di delineare obiettivi e attività di ricerca, normative, attuazione e sostegno ai Paesi. Le azioni prioritarie includono: lo sviluppo di nuove e più ampie linee guida per la PPH che coprano la prevenzione, l’individuazione e il trattamento; ricerca per fornire innovazioni e aumentare l’accesso a interventi comprovati; l’istituzione di un nuovo meccanismo di appalto per migliorare l’offerta di medicinali e prodotti di base di alta qualità; sostegno e sensibilizzazione e, a livello nazionale, formazione e miglioramenti delle strutture.

La Roadmap mira inoltre ad aiutare i Paesi ad affrontare le forti differenze nei risultati di sopravvivenza derivanti dalla Pph, che riflettono le principali disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari essenziali. Oltre l’85% dei decessi dovuti a Pph si verifica nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale. I fattori di rischio comprendono anemia, anomalie placentari e altre complicazioni in gravidanza come infezioni e preeclampsia.

Molti fattori di rischio, sottolinea una nota dell’Oms “possono essere gestiti se esiste un’assistenza prenatale di qualità, compreso l’accesso agli ultrasuoni, insieme a un monitoraggio efficace nelle ore successive alla nascita. Anche l’eventuale sanguinamento deve essere rilevato e trattato molto rapidamente. Troppo spesso, tuttavia, le strutture sanitarie mancano degli operatori sanitari o delle risorse necessarie, compresi i beni salvavita come l’ossitocina, l’acido tranexamico o il sangue per le trasfusioni”.

“Affrontare l’emorragia postpartum richiede un approccio su più fronti incentrato sia sulla prevenzione che sulla risposta, prevenendo i fattori di rischio e fornendo accesso immediato ai trattamenti quando necessario, insieme a sforzi più ampi per rafforzare i diritti delle donne”, ha affermato Pascale Allotey, direttrice dell’Oms per la salute sessuale e riproduttiva e Hrp, il programma speciale delle Nazioni Unite per la ricerca, lo sviluppo e la formazione nel campo della riproduzione umana.

“Ogni donna, indipendentemente da dove vive – aggiunge – dovrebbe avere accesso a cure di maternità tempestive e di alta qualità, con operatori sanitari qualificati, attrezzature essenziali e scaffali riforniti di prodotti adeguati ed efficaci: questo è fondamentale per trattare le emorragie post partum e ridurre le morti materne”.

La Roadmap è stata sviluppata attraverso ampie consultazioni che hanno coinvolto più di 130 esperti in diversi settori, mentre l’attuazione sarà guidata da un comitato direttivo interdisciplinare.

L’Oms e i partner forniranno supporto tecnico specializzato ai Paesi per adattare le linee guida globali alle politiche nazionali, a partire da dove si registra il maggior carico di morti materne. Tra i numerosi partner figurano: l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid), la Fondazione Bill e Melinda Gates, la Global Financing Facility, Msd for Mothers, Unitaid, la Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia (Figo) , la Confederazione internazionale delle ostetriche (Icm), Jhpiego, Laerdal Foundation e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa).

13 Ottobre 2023

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