Le fragole aiutano a ridurre il rischio di demenza nella mezza età

Le fragole aiutano a ridurre il rischio di demenza nella mezza età

Le fragole aiutano a ridurre il rischio di demenza nella mezza età
Mangiare fragole, soprattutto nella mezza età, può aiutare a ridurre o a rallentare il rischio di demenza. Merito, in particolare, degli antociani, sostanze antiossidanti di cui sono ricchi questi frutti.

Il consumo quotidiano di fragole potrebbe aiutare a ridurre il rischio di demenza nelle persone di mezza età. L’evidenza emerge da uno studio condotto da un team dell’Università di Cincinnati, i cui risultati sono stati pubblicati da Nutrients.

“Le fragole, come i mirtilli, contengono sostanze antiossidanti, gli antociani, implicate nei miglioramenti metabolici e cognitivi. Disponiamo dati epidemiologici che indicano come le persone che consumano regolarmente fragole o mirtilli abbiano un tasso più lento di declino cognitivo correlato all’invecchiamento”, spiega il primo autore della ricerca, Robert Krikorian. Oltre agli antociani, le fragole contengono altri micronutrienti, ellagitannini e acido ellagico, anch’essi benefici per la salute.

Lo studio
I ricercatori dell’Università di Cincinnati hanno arruolato 30 pazienti sovrappeso – di età compresa tra 50 e 65 anni – che lamentavano un lieve declino cognitivo. È stato chiesto loro di astenersi dal consumare frutti di bosco per 12 settimane, ad eccezione, per una metà del campione, di un integratore in polvere da assumere a colazione, mentre l’altra metà assumeva un placebo.

I partecipanti sono stati successivamente sottoposti a test di abilità cognitiva e memoria a lungo termine, oltre ad esami di monitoraggio dell’umore, dell’intensità dei sintomi depressivi e a controlli metabolici.

Le evidenze
Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che i partecipanti che avevano assunto l’integratore con polvere di fragole mostravano una diminuzione dell’alterazione della memoria e un miglioramento complessivo delle capacità esecutive. Facevano inoltre registrare una significativa riduzione dei sintomi depressivi, accompagnata da una migliore capacità esecutiva e da un migliore controllo emotivo e di coping. Anche i parametri metabolici rimanevano soddisfacenti.

Fonte: Nutrients 2023

03 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

Prevention Talk. In attesa del nuovo Piano vaccinale: “Innovazione, equità e prevenzione lungo tutto il corso della vita”
Prevention Talk. In attesa del nuovo Piano vaccinale: “Innovazione, equità e prevenzione lungo tutto il corso della vita”

Il futuro della prevenzione vaccinale in Italia si gioca su una sfida che va ben oltre l'aggiornamento del calendario delle vaccinazioni. Occorre costruire un sistema capace di tradurre le opportunità...

Arranca la riabilitazione post ictus. Forti divari tra Regioni, il privato fa la parte del leone
Arranca la riabilitazione post ictus. Forti divari tra Regioni, il privato fa la parte del leone

Circa 292mila ricoveri riabilitativi ordinari nel 2024, oltre 7,6 milioni di giornate di degenza e quasi 24mila posti letto dedicati. Numeri che fotografano un settore essenziale del Servizio sanitario nazionale,...

AI. I giovani e l’amicizia con i chatbot. FeDerSerD: “Attenzione a dipendenza emotiva”
AI. I giovani e l’amicizia con i chatbot. FeDerSerD: “Attenzione a dipendenza emotiva”

Un interlocutore sempre disponibile, capace di ascoltare, offrire consigli, interpretare le emozioni e adattare le proprie risposte ai bisogni di chi ha davanti. L’intelligenza artificiale sta rapidamente cambiando il modo...

IVI Institute Fertility Barometer: in Italia il primo figlio arriva sette anni dopo l’età desiderata
IVI Institute Fertility Barometer: in Italia il primo figlio arriva sette anni dopo l’età desiderata

Sette anni. È la distanza media tra l’età desiderata e quella effettiva alla nascita del primo figlio per le donne italiane diventate madri più tardi di quanto avrebbero voluto. Il...