Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto per il rinnovo del sistema

Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto per il rinnovo del sistema

Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto per il rinnovo del sistema
E' tornato a riunirsi oggi il tavolo Aifa, farmacisti e grossisti dopo che i ministeri della Salute e dell’Economia avevano contestato l'accordo siglato il 16 ottobre tra Aifa e sindacati. Federfarma: “Per noi resta valido l’accordo del 16 ottobre”. Fofi: “Dobbiamo garantire il futuro economico della farmacia”.

Si cerca l’intesa tra Aifa, farmacisti, grossisti e Governo sul nuovo sistema di remunerazione della filiera. L’accordo siglato lo scorso 16 ottobre tra Aifa e sindacati di categoria, infatti, non ha soddisfatto il ministero dell’Economia e il ministero della Salute, che hanno chiesto la riconvocazione del tavolo per apportare alcune modifiche.
 
Trovare l'intesa non sarà facile, visto che Federfarma ha già espresso la sua posizione contraria a modifiche sostanziali dell’accordo. L’ha fatto oggi, in occasione del primo incontro per ridiscutere l’accordo, servito principalmente per illustrare le perplessità dei due dicasteri. In testa alle obiezioni ci sarebbero gli aumenti di prezzo che subirebbero dal primo gennaio i farmaci di fascia A di prezzo fino a 7 euro – che però sarebbero compensati dalle diminuzioni dei prezzi più elevati – con l’entrata in vigore del nuovo sistema di remunerazione (basato su una quota fissa più una percentuale sul prezzo ex factory).
 
I lavori potrebbero proseguire giovedì prossimo, anche se non c’è ancora stata una convocazione ufficiale.

“Stiamo portando avanti un lavoro a tutto campo”, ha spiegato il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, a termine dell’incontro all’Aifa. “La Federazione degli Ordini dei farmacisti ha ribadito la necessità di garantire un futuro economico alla farmacia, che sta già attraversando un momento delicato. Temiamo anche per i livelli occupazionali”, ha spiegato Mandelli ricordando che le difficoltà economiche delle farmacie non mettono a rischio solo l’attività dei titolari, ma anche quella dei collaboratori. “Il Governo – ha concluso Mandelli – deve riflettere sul servizio che le farmacie offrono. Se un servizio è importante, funziona e porta benefici alla popolazione e al sistema, allora va sostenuto, anche economicamente”.

Federfarma, come accennato, chiede che non ci sia “nessuna variazione all’accordo del 16 ottobre, che resta valido perché rispetta tutte le condizioni che il Parlamento aveva posto per il via al negoziato”. “Abbiamo detto all’Aifa che siamo disponibili a concordare con i Ministeri meccanismi di conteggio per evitare questi rincari quando l’acquisto è a carico del cittadino, ma per noi l’intesa del 16 rimane valida”, ha spiegato la presidente Annarosa Racca. Il sindacato dei titolari di farmacia ricorda cammino e contenuti di quell’accordo: “La legge 135/2012 sulla Spending review aveva posto come condizioni per il passaggio a una nuova remunerazione l’invarianza di spesa a carico del Ssn – calcolata alla data del 30 giugno scorso – e l’assenso di tutta la filiera distributiva. Abbiamo lavorato per tre settimane sui dati di spesa dell’Osmed per rispettare l’invarianza di spesa per il Ssn, sono state fatte decine e decine di simulazioni per mettere a punto un modello che andasse bene a farmacie e grossisti. Non c’è niente, nell’accordo firmato il 16 ottobre assieme all’Aifa, che giustifichi l’azzeramento del lavoro compiuto”.

Per Federfarma, di conseguenza, l’intesa deve andare avanti nel percorso delineato dalla Spending review. “La legge prevede che il documento passi all’esame dei Ministeri competenti e della conferenza delle Regioni per la ratifica”, ha ricordato Alfonso Misasi, segretario nazionale del sindacato. “Se i dicasteri hanno obiezioni sui contenuti ci convochino per discuterne. Come detto siamo disponibili a correttivi che evitino contraccolpi sulla spesa privata, come inizialmente proposto da Federfarma, ma non intendiamo modificare nella sostanza l’impianto complessivo dell’intesa. Intesa che, lo ricordiamo, nasce dalla consapevolezza del legislatore che fosse necessaria una riforma della remunerazione per assicurare alle farmacie una stabilizzazione del quadro economico. Senza, le farmacie non potrebbero assicurare ancora a lungo il tipo di servizio che oggi offrono al Ssn e alla collettività”.
 

05 Novembre 2012

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