Verso il value based: è tempo di incentivare il trinomio “risorse + qualità + valore per il paziente” anche in Italia

Verso il value based: è tempo di incentivare il trinomio “risorse + qualità + valore per il paziente” anche in Italia

Verso il value based: è tempo di incentivare il trinomio “risorse + qualità + valore per il paziente” anche in Italia
Necessario pensare ad un diverso sistema di finanziamento che segua il diverso modello di erogazione delle prestazioni sempre più orientate al percorso clinico-assistenziale completo e non più alla semplice retribuzione di singole prestazioni sanitarie spesso fra loro non coordinate.

Negli anni, aver applicato sistemi di finanziamento per DRG/ROD in coerenza con l’utilizzo delle SDO ha permesso notevoli passi in avanti in termini di controllo di gestione per l’intero SSN, o almeno per gli ospedali, ma ha contemporaneamente evidenziato il limite del “frazionamento operativo/retributivo” legato a questo sistema di pagamento.

Un DRG viene tariffato e questo importo dovrebbe coprire l’intero costo sostenuto dall’ente erogatore per quella prestazione, ma tutto nasce e finisce in quel “episodio di cura” e quindi non aggiunge valore per il paziente in termini complessivi di conoscenza e valutazione del suo percorso assistenziale in termini di appropriatezza, efficacia e produttività.

Al contrario permane la necessità di rendere unitario il percorso assistenziale del paziente e quindi nasce l’esigenza di predisporre un nuovo sistema di pagamento/finanziamento del sistema stesso.

Se a tutto questo aggiungiamo il concetto di “valore” dato dal rapporto fra gli esiti di salute raggiunti diviso tutte le risorse consumate, ovvero spostiamo la prospettiva sul reale raggiungimento di un miglioramento delle condizioni di salute intesa come “la capacità di adattamento e di autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive” (OMS, 2011), appare evidente che è necessario pensare ad un diverso sistema di finanziamento che segua il diverso modello di erogazione delle prestazioni sempre più orientate al percorso clinico-assistenziale completo e non più alla semplice retribuzione di singole prestazioni sanitarie spesso fra loro non coordinate.

Questa è la vera scommessa: rendere unitario il percorso assistenziale, indipendentemente dalla natura sociale dei diversi erogatori, tracciare in modo digitale questo percorso e prevedere il sistema unitario di pagamento/retribuzione dell’intero percorso.

Il VBHC individua nel “valore per il paziente” l’elemento su cui basare le politiche di riorganizzazione del sistema sanitario, secondo tre macroaree: outcome clinico, efficacia/efficienza e sostenibilità delle cure, includendo, tra l’altro, l’elemento di costo del percorso di cura.

Secondo il VBHC gli incentivi ai provider devono basarsi sul raggiungimento di alti valori di outcome e non sui semplici volumi delle prestazioni.

La Value Agenda si deve, quindi, coordinare con le diverse aree di innovazione:

  • Organizzare i percorsi di cura in Integrated Practice Unit,
  • Implementare sistemi di monitoraggio degli outcome e dei costi,
  • Passare da pagamenti per singole prestazioni a pagamenti di tipo bundled,
  • Ricercare l’integrazione tra i provider,
  • Garantire l’espansione territoriale dei servizi e adottare sistemi informativi per il supporto alle decisioni e all’integrazione.

La realizzazione di quanto descritto richiede l’attuazione di alcuni punti operativi[1]:

  1. Misurazione e valutazione degli esiti e dei costi per ogni paziente;
  2. Configurazione del miglioramento della qualità/value based;
  3. Inserimento del value nella comunicazione con il paziente e fra i diversi professionisti;
  4. Organizzazione in unità di assistenza integrata;
  5. Modalità di rimborso per processi /cicli assistenziali
  6. Integrazione e coordinamento dei sistemi di cura e assistenza ed estensione del superamento dei limiti/vincoli territoriali;
  7. Sviluppo di una piattaforma di apprendimento per i professionisti sanitari, previo investimento nella cultura della trasmissione del value, che serva anche a facilitare la circolarità della informazione/comunicazione.

Come si vede è una vera sfida epocale ma è quella che abbiamo oggi davanti al futuro del nostro SSN/SSR e quindi auguriamoci di avere dei decisori politici all’altezza di questa sfida, dato che le linee di azioni sono abbastanza chiare, ora è il tempo delle scelte e di azioni coerenti.

[1] [1] ASIQUAS, Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale, “Quaderno n. 45 di “Quotidiano sanità” Titolato “L’ospedale flessibile: quale organizzazione e quali modelli per il futuro”.

Maurizio Dal Maso,
membro CDN ASIQUAS, Healthability, Firenze,
Antonio Giulio de Belvis,
membro CDN ASIQUAS, coordinatore CTS ASIQUAS e docente Gov Value Lab, Università Cattolica del Sacro CuoreGiuseppe Greco,
Gov Value Lab, Università Cattolica del Sacro Cuore
Edoardo Valentini,
Gov Value Lab, Università Cattolica del Sacro Cuore

M. Dal Maso, A. G. de Belvis, G. Greco, E. Valentini

05 Dicembre 2023

© Riproduzione riservata

Specializzandi, non manodopera disponibile
Specializzandi, non manodopera disponibile

La vicenda giudiziaria penale che interessa la Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica di Salerno merita attenzione ben oltre la cronaca. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del...

Infezioni Ospedaliere e Cassazione: il Risk Management sotto la lente del CTU
Infezioni Ospedaliere e Cassazione: il Risk Management sotto la lente del CTU

1. Introduzione e inquadramento della pronuncia La sentenza della Corte di Cassazione (Sez. III Civile) n. 24916 del 1° settembre 2026 (Pres. Chiara Graziosi, Rel. Giulia Stano) torna a fare...

Obesità. In Europa è obeso un adulto su sei. Bene l’Italia con appena il 7%, ma il sovrappeso resta una sfida
Obesità. In Europa è obeso un adulto su sei. Bene l’Italia con appena il 7%, ma il sovrappeso resta una sfida

L’obesità riguarda ormai più di un adulto su sei nell’Unione europea. Nel 2025 il 16,3% delle persone di 18 anni e più aveva un indice di massa corporea (BMI) pari...

Calabria, il controllore che rinuncia a controllare
Calabria, il controllore che rinuncia a controllare

La deliberazione n. 23/2026/PREV della Sezione centrale di controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti (depositata il 26 agosto scorso, rel. Romano) relativa alla decisione del Consiglio dei ministri...