Enpam investe in Banca del Fucino e si ritrova socia del “nemico” storico

Enpam investe in Banca del Fucino e si ritrova socia del “nemico” storico

Enpam investe in Banca del Fucino e si ritrova socia del “nemico” storico
L’Ente previdenziale dei medici a fine 2023 è entrato nel capitale della Banca del Fucino. Ma nel Cda della Banca siede anche Sri Capital Advisers, che anni fa aveva realizzato e divulgato una consulenza in cui sosteneva che l’Enpam rischiava un buco da oltre un miliardo di euro. Aspetto sul quale la Corte d’appello di Roma aveva però dato ragione ad Enpam.

L’Enpam, la Fondazione Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, a fine 2023 è entrata nel capitale della Banca del Fucino​​​​ con una quota dell’8,17% per un controvalore di 23,8 milioni di euro. La storica banca passata di mano dalla famiglia Torlonia a Banca Igea incrementa in misura significativa la propria dotazione di capitale, superando gli stessi obiettivi di rafforzamento patrimoniale per il 2023 previsti per l’attuazione delle nuove linee strategiche e approvati dalla Banca d’Italia nell’aprile scorso.

Interessante notare il rapporto fra Enpam e uno dei consiglieri di amministrazione ma anche azionista Giulio Gallazzi. Fra Gallazzi e Enpam c’è stata una lunga battaglia legale conclusasi nel 2019 con la condanna definitiva per Gallazzi con un importante risarcimento danni. La società di Giulio Gallazzi, Sri Capital Advisers, aveva realizzato e divulgato una consulenza in cui sosteneva che l’Enpam rischiava un buco da oltre un miliardo di euro. All’epoca la notizia fece scalpore sui media e creò scompiglio all’interno della categoria dei medici e degli odontoiatri. Dopo anni di battaglie legali, la Corte d’appello di Roma non solo ha mandato in fumo le pretese di Sri, che a sua volta aveva querelato i vertici Enpam ma ha anche condannato la società di Gallazzi a pagare le spese legali all’ente di previdenza. Ora Sri e Enpam si ritrovano come soci nel capitale di Banca del Fucino. Conviveranno pacificamente?

Intanto l’amministratore delegato Francesco Maiolini manifesta la sua soddisfazione. “L’ingresso di un ente autorevole come Enpam – ha spiegato Maiolini – rappresenta un motivo di grande prestigio per noi, contribuisce a valorizzare le celebrazioni dei 100 anni. Enpam si unisce a un parterre qualificato di soci, rafforzando una componente autorevole dell’azionariato in grado di garantire una governance stabile e duratura. Riteniamo che dopo Enpam, altri investitori istituzionali entrino nella compagine”. Maiolini si avvia oggi a chiudere il bilancio 2023 con risultati eccellenti ma dovrà gestire un parterre di nuovi soci che hanno battagliato in tribunale per 8 anni e ora forse hanno trovato un nuovo campo di battaglia nel Cda della Banca.

Francesco Avitto

Francesco Avitto

18 Aprile 2024

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