Covid. Nuovo vaccino efficace contro i coronavirus che non sono ancora emersi

Covid. Nuovo vaccino efficace contro i coronavirus che non sono ancora emersi

Covid. Nuovo vaccino efficace contro i coronavirus che non sono ancora emersi
La tecnologia di base ha anche il potenziale per essere utilizzata nello sviluppo di vaccini per proteggere da molte altre sfide sanitarie. Il lavoro è il risultato di una collaborazione tra scienziati dell’Università di Cambridge, dell’Università di Oxford e del Caltech. Il vaccino sviluppato dovrebbe entrare nella fase 1 degli studi clinici all’inizio del 2025, ma la sua natura complessa lo rende difficile da produrre, il che potrebbe limitare la produzione su larga scala

Ricercatori del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Cambridge (Gb) hanno sviluppato una nuova tecnologia vaccinale che ha dimostrato, per ora nei topi, di fornire protezione contro un’ampia gamma di coronavirus con il potenziali di provocare futuri focolai di malattie, compresi quelli di cui non si è ancora nemmeno a conoscenza. Si tratta di un nuovo approccio chiamato vaccinologia proattiva”, in cui gli scienziati costruiscono un vaccino prima ancora che emerga l’agente patogeno che causa la malattia.

Il nuovo vaccino funziona addestrando il sistema immunitario del corpo a riconoscere regioni specifiche di otto diversi coronavirus, tra cui SARS-CoV-1, SARS-CoV-2 e diversi che attualmente circolano nei pipistrelli e hanno il potenziale di passare all’uomo e causare un pandemia. La chiave della sua efficacia è che le regioni virali target del vaccino compaiono anche in molti coronavirus correlati. Addestrando il sistema immunitario ad attaccare queste regioni, si fornisce protezione contro altri coronavirus non rappresentati nel vaccino, compresi quelli che non sono nemmeno stati ancora identificati. Ad esempio, il nuovo vaccino non include il coronavirus SARS-CoV-1, che ha causato l’epidemia di SARS del 2003, ma induce comunque una risposta immunitaria a quel virus.

“Il nostro obiettivo è creare un vaccino che ci protegga dalla prossima pandemia di coronavirus e averlo pronto prima ancora che questa abbia inizio”, ha affermato Rory Hills, primo autore dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Nanotechnology. “Non dobbiamo aspettare che emergano nuovi coronavirus. Sappiamo abbastanza su di loro e sulle diverse risposte immunitarie da poter iniziare subito a costruire vaccini protettivi contro i coronavirus sconosciuti”, ha aggiunto Mark Howarth, autore senior del rapporto. Ha aggiunto: “Gli scienziati hanno fatto un ottimo lavoro producendo rapidamente un vaccino COVID estremamente efficace durante l’ultima pandemia, ma il mondo era ancora in piena crisi con un numero enorme di morti. Dobbiamo capire come possiamo fare ancora meglio in futuro, e una componente potente di questo è iniziare a costruire i vaccini in anticipo”.

Il nuovo vaccino “Quartet Nanocage” si basa su una struttura chiamata nanoparticella, una pallina di proteine tenute insieme da interazioni incredibilmente forti. Catene di diversi antigeni virali sono attaccate a questa nanoparticella grazie a una nuova supercolla proteica. In queste catene sono inclusi più antigeni, che addestrano il sistema immunitario a colpire regioni specifiche condivise in un’ampia gamma di coronavirus. Questo studio ha dimostrato che il nuovo vaccino provoca un’ampia risposta immunitaria, anche nei topi pre-immunizzati con SARS-CoV-2. Il nuovo vaccino ha una progettazione molto più semplice rispetto ad altri vaccini ampiamente protettivi attualmente in fase di sviluppo, cosa che secondo i ricercatori dovrebbero accelerare il suo percorso verso gli studi clinici. La tecnologia di base che hanno sviluppato ha anche il potenziale per essere utilizzata nello sviluppo di vaccini per proteggere da molte altre sfide sanitarie. Il lavoro è il risultato di una collaborazione tra scienziati dell’Università di Cambridge, dell’Università di Oxford e del Caltech. Il vaccino sviluppato dovrebbe entrare nella fase 1 degli studi clinici all’inizio del 2025, ma la sua natura complessa lo rende difficile da produrre, il che potrebbe limitare la produzione su larga scala.

06 Maggio 2024

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