Intersindacale: “Monti, noi non ci stiamo”
Nessuna sorpresa per chi, come noi, già il 27 ottobre aveva lanciato l’allarme rosso per la sanità pubblica con una grande manifestazione, ignorata da gran parte della stampa. Abbiamo da tempo chiaro , e denunciato a più riprese, il rischio di tracollo del sistema del welfare, con la sanita nel ruolo di capro espiatorio, laboratorio ove si sperimentano ricette privatistiche e si collaudano soluzioni tecnocratiche di uscita dalla crisi. La sanita è, infatti, diventata il bersaglio preferito di tutte le manovre economiche malgrado una spesa per cittadino inferiore del 40% a quella dei nostri vicini europei, con risultati di salute largamente migliori. Nessun sistema alternativo al nostro è in grado di dare di piu a costi minori. Se, complessivamente, abbiamo tagliato sulla sanità più della Grecia, della Spagna, dell’Irlanda, nessuna meraviglia se è a rischio la tenuta del SSN. Altro che invarianza di servizi!
Un progressivo processo di asfissia sta facendo perdere al servizio sanitario pezzi di equità ed universalismo avviandolo sulla strada che lo porterà a diventare un sistema povero per i poveri . L’onere economico di pezzi crescenti di assistenza in molte Regioni è già stato trasferito alle tasche dei cittadini che sempre più si vedranno spinti a spostare il rischio su polizze assicurative.
Da tempo dati di fatto, movimenti carsici e messaggi politici, più o meno espliciti, convergono verso lo smantellamento del sistema universalistico e molti parlano ed operano per costruire, sull’abbandono della solidarietà fiscale, la sanita per i ricchi. Siamo di fronte ad una operazione politica malamente travestita da operazione contabile con l’alibi della neutralità tecnica, una ghiotta occasione per quanti si oppongono allo stato sociale, alimentata da de finanziamento, conflitti istituzionali e fallimenti federalistici, frustrazione e penalizzazione dei professionisti.
Ma non è in gioco solo il destino della sanità pubblica. Si tratta anche della stessa idea di società, di comunità, di coesione sociale, di esigibilità di un diritto alla salute che è uno e indivisibile e non può essere declinato in base al CAP, o peggio al censo.
Ripetiamo al presidente Monti quanto dichiarato a Roma il 27 ottobre: noi non ci stiamo ad assistere impotenti ad una morte annunciata per il diritto alla salute dei cittadini ed il diritto a curare in autonomia e responsabilità dei medici e dei dirigenti sanitari. Chi si schiererà con noi?
ANAAO ASSOMED – CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FVM – FASSID – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – SDS SNABI – AUPI – FP CGIL SPTA – SINAFO – FEDIR SANITA’ – SIDIRSS ANMI-ASSOMED-SIVEMP-FPM –SUMAI – INTESA SINDACALE – SMI – CIMOP –FEDERSPECIALIZZANDI
27 Novembre 2012
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