Parodontiti. Identificato meccanismo protettivo

Parodontiti. Identificato meccanismo protettivo

Parodontiti. Identificato meccanismo protettivo
Le parodontiti sono la principale causa di perdita dei denti., dovuta a un’infiammazione del tessuto che li circonda. Un gruppo di ricercatori giapponesi ha identificato, su modello animale, il possibile ruolo protettivo della via IL-33/ST2, che contrasta il processo di distruzione ossea dovuta all’infiammazione.

Un team della Tokyo Medical and Dental University, guidato da Tomoki Nakashima, ha evidenziato che la via interleuchina IL-33/ST2 offre un ruolo protettivo contro la distruzione ossea infiammatoria associata a parodontiti. I risultati dello studio – condotto su modello animale – sono stati pubblicati da Nature Communications.

Le parodontiti sono la principale causa di perdita dei denti e colpiscono quasi un adulto su cinque nel mondo. Nella maggior parte dei casi, questa patologia è dovuta a un’infezione batterica del tessuto attorno ai denti.

Lo studio
I ricercatori giapponesi hanno migliorato un modello animale, ampiamente utilizzato per studiare le parodontiti. In questo modo, Nakashima e colleghi hanno approfondito gli effetti della parodontite sull’espressione genetica tra i diversi tipi di tessuto nel tempo, concentrandosi sui geni legati all’infiammazione e alla differenziazione degli osteoclasti.

Dalla ricerca è emerso che l’espressione del gene Il1rl1 è nettamente più elevata nel tessuto attorno alla radice cinque giorni dopo l’induzione della parodontite.

Questo gene codifica per la proteina ST2, che si lega alla citochina IL-33, la quale, a sua volta, è coinvolta nei processi infiammatori e di immunoregolazione. E inducendo la parodontite in modelli privi di questi geni, il team ha osservato che gli animali avevano una distruzione ossea infiammatoria accelerata, evidenziando così il possibile ruolo protettivo della via IL-33/ST2. Secondo Nakashima, lo studio potrebbe portare “allo sviluppo di un nuovo trattamento e di nuove strategie di prevenzione”.

Fonte: Nature Communications 2024

03 Giugno 2024

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