Liste di attesa. De Palma (Nursing Up): “Regioni chiamate a mettere mano alle tasche”

Liste di attesa. De Palma (Nursing Up): “Regioni chiamate a mettere mano alle tasche”

Liste di attesa. De Palma (Nursing Up): “Regioni chiamate a mettere mano alle tasche”
Il presidente del sindacato infermieri esprime forti preoccupazioni per il Disegno di Legge “i cui tempi sono notoriamente molto lunghi e che al momento rappresenta solo una bozza”. Inoltre gli infermieri, in molti passaggi, vengono nuovamente messi da parte “ nessuna efficace evoluzione del Ssn è minimamente immaginabile senza il pieno coinvolgimento delle competenze dei professionisti dell’assistenza”

“Sono evidenti gli sforzi profusi dal Governo e dal Ministro Schillaci, in merito al Piano di abbattimento delle liste di attesa presentato in Consiglio dei Ministri, sulla cui riuscita gravano però “infinite ipoteche”. Nello stesso tempo, con la coerenza che ci contraddistingue, non possiamo evitare di esprimere forti preoccupazioni, in particolar modo per un Disegno di Legge i cui tempi sono notoriamente molto lunghi e che al momento rappresenta solo una bozza.

Si evince chiaramente dal Ddl che si è deciso di destinare i soldi ai contratti integrativi aziendali, invece che a quello nazionale. Siamo di fronte ad una scelta, noi immaginiamo, legata non tanto alla volontà dell’esecutivo, ma solo all’evidenza che, seguendo questa strada, saranno alla fine solo le Regioni a sostenerne l’onere. Ci chiediamo allora doverosamente: le Regioni onoreranno davvero questo impegno assunto sulla loro testa? Questo Ddl diverrà mai legge o è destinato a restare carta straccia? ”.

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

“ La mancanza di risorse – aggiunge – rappresenta una questione davvero spinosa, che ci pone di fronte ad una strada tutta in salita. Inoltre, in relazione a una parte del trattamento economico della dirigenza medica e similari, vengono ipotizzati aumenti fino 100 euro lordi (art. 4 comma 2 del Ddl. Di fatto, si mettono da parte, nuovamente, come accaduto in passato, gli infermieri e gli altri professionisti ex Legge 43/2006.

Nel Disegno di Legge invece, potrebbe funzionare l’istituzione di una Piattaforma Nazionale, gestita da Agenas. Allo stesso modo, per i Cup, potrebbe rivelarsi efficace la maggiore interazione tra pubblico e privato. Di non poco conto anche l’allentamento del tetto di spesa, anche del 15%, ma servirà il coraggio di cancellarlo in via definitiva, continua De Palma.

“Inutile nasconderci, però, si passa dalle luci alle molte ombre, quando ci ritroviamo di fronte ad un Disegno di Legge che necessiterà, gioco forza, di solide coperture finanziarie che al momento, lo sappiamo bene, non ci sono affatto – prosegue – cosa più importante, non smetteremo mai di sottolinearlo, il Ministro Schillaci e il Governo chiariscano una volta per tutte se, in questa loro politica sanitaria, intendono finalmente mettere gli infermieri e gli altri professionisti sanitari ex legge 43/ 2096 al centro del progetto. Appare chiaro, infatti, che gli infermieri, in molti passaggi di questo Ddl, vengono nuovamente messi da parte, come quando leggiamo degli aumenti delle tariffe orarie, che sembrano dedicati solo ai medici. Sia chiaro una volta per tutte, però, che nessun progetto di abbattimento delle liste di attesa, nessuna efficace evoluzione del nostro Ssn, è minimamente immaginabile senza il pieno coinvolgimento delle competenze dei professionisti dell’assistenza” conclude De Palma.

06 Giugno 2024

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