L’industria italiana del pharma in cifre
Produzione e investimenti
- 52 miliardi di produzione, Italia leader in UE con Germania e Francia;
- 2% il peso sul PIL dell’industria farmaceutica, prima per competitività (Istat);
- 3,6 miliardi di investimenti (1,6 in produzione e 2 in R&S), + 9% nel 2023;
- oltre 700 milioni in studi clinici, presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che permettono ai pazienti di accedere a terapie innovative e al SSN di avere benefici di circa 3 euro per ogni euro investito dalle aziende (Altems);
- +35% crescita domande brevetto negli ultimi 5 anni (23% Big UE);
- produttività +7% vs Big UE e farmaceutica primo settore in Italia per contributo alla crescita della produttività negli ultimi 20 anni (dati Eurostat e Rapporto Excelsior);
- industria farmaceutica prima in Italia per Open Innovation/Network Innovation;
- specializzazioni in farmaci sia di sintesi chimica sia biotecnologici, nei vaccini, nelle terapie avanzate, nelle malattie rare e nei plasmaderivati.
- Primato europeo per CDMO (produzione “conto terzi”) con 3,6 miliardi nel 2023, il 23% del totale.
Export
- 49 miliardi di export, +150% in 10 anni (vs +130 media UE);
- industria farmaceutica prima al mondo per crescita dell’export tra il 2021 e il 2023 (+16 mld);
- +11 miliardi saldo estero totale nel 2023 (materie prime e prodotti finiti);
- farmaci e vaccini secondo settore “made in Italy” per surplus con l’estero (+17 miliardi nel 2023);
- export fondamentale in tanti territori, nord, centro e sud;
- quota export farmaceutico sul totale manifatturiero da 3,8% a 8,3% in 20 anni;
- +87%: aumento valore medio export tra 2013 e 2023 (+47% media Big UE). Dato che riflette l’aumento del contenuto innovativo e di qualità della produzione e che è superiore alla media dei Big europei.
- Lombardia: prima regione farmaceutica in Italia, con circa 26.000 occupati diretti, ai quali si aggiungono oltre 30.000 dell’indotto. Quasi 10 miliardi di export. Prima per investimenti in R&S, € 560 milioni.
- Lazio: seconda regione per numero di occupati (13.300 diretti e circa 16.000 nell’indotto) e prima per export (11,5 miliardi di euro, 43% del totale manifatturiero regionale). Investimenti in R&S: € 326 milioni.
- Toscana: terza regione in Italia con più di 7.900 addetti diretti e 9.400 nell’indotto. Export pari a 8,3 miliardi e investimenti in R&S di € 321 milioni.
- Veneto: oltre 5.700 occupati, più di 6.800 nell’indotto e un export di 1,1 miliardi. € 50 milioni investiti in R&S.
- Emilia-Romagna: importante presenza produttiva e di R&S: 4.500 addetti diretti, 5.300 nell’indotto; export pari a € 2,3 miliardi; seconda regione per investimenti in R&S: € 511 milioni.
- Marche: oltre 1.300 addetti diretti, circa 1.600 nell’indotto. Al quarto posto per export 2023, con € 6,7 miliardi.
- Specializzazione nel Mezzogiorno (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Sicilia) le imprese del farmaco contano circa 6.200 addetti diretti e oltre 7.300 nell’indotto, € 8,2 miliardi di export (6,1 della Campania) e € 145 milioni di investimenti in R&S.
Risorse umane
- 70.000 addetti diretti (+2% nel 2023), di cui 7.050 in R&S (+2,5%);
- 90% laureati o diplomati;
- 45% donne (53% in R&S), +13% in 5 anni; 40% del fatturato dell’industria farmaceutica in Italia deriva da aziende guidate da donne;
- 153.000 addetti con fornitori diretti,
- +9% crescita occupazione periodo 2018-2023, +19% under 35;
- formazione giovani: attivi progetti per scuole superiori, ITS Academy e università. Con la Fondazione ITS PharmaAcademy per le Nuove Tecnologie della Vita di Roma nel 2023 è stato inaugurato il primo Campus ITS in Italia, denominato “Campus Pharma Academy”. Dal 2019 con l’ITS Pharma Academy sono stati formati oltre 250 studenti con un placement del 100% e una presenza femminile del 35%;
- welfare all’avanguardia, grazie a relazioni industriali improntate a dialogo e partecipazione, per la conciliazione vita lavoro e sostegno alla genitorialità.
Prezzi, spesa, costi, tempi di accesso
- 1,5 euro al giorno, spesa farmaceutica procapite (pubblica e privata);
- -20%, spesa farmaceutica pubblica rispetto ai principali Paesi europei. Un dato che dipende da prezzi inferiori rispetto alla media dei Big Ue;
- +30% di costi della produzione (energia, intermedi e altri) rispetto al 2021;
- 1% quota della spesa farmaceutica pubblica su PIL, stabile da 5 anni; la spesa per farmaci rimborsati dal 2018 al 2023 è cresciuta meno dell’inflazione e delle altre voci di spesa pubblica.
- 14 mesi: tempo di accesso alle nuove cure. Più altri 10 in media per la disponibilità a livello regionali, con forti disparità (da 4 a 16). In Germania occorrono solo 4 mesi.
Welfare
- Oltre il 90% delle imprese applica da anni lo smart working, part-time, flessibilità oraria in ingresso/uscita, permessi retribuiti per visite mediche aggiuntivi al CCNL;
- 100% degli addetti ha previdenza e assistenza sanitaria integrativa;
- 73% fruisce di servizi di istruzione e assistenza;
- 43% può beneficiare di forme di assistenza per familiari anziani o non autosufficienti;
- 47% delle imprese offre congedi e aspettative di maternità più lunghi rispetto alla legge e al CCNL;
- 58% delle imprese offre asili nido/rimborsi spese per istruzione e assistenza domestica;
- 55% delle imprese offre campagne di screening, prevenzione, vaccinazione e check-up;
- 55% delle imprese offre campagne per il benessere psico-fisico;
- 59% delle imprese offre servizi di counseling psicologico post-gravidanza;
- +45% numero di figli rispetto alla media nazionale, per gli addetti delle imprese farmaceutiche.
Transazione green
- -32%, la riduzione dei consumi energetici delle imprese in 10 anni, con un aumento nello stesso periodo di 5 volte dell’uso di energia da fonti rinnovabili;
- industria farmaceutica ai primi posti per azioni concrete per la sostenibilità ambientale: riduzione del consumo di acqua, della produzione di rifiuti nel processo produttivo, dell’uso della plastica nel packaging e di combustibili fossili;
- approccio delle imprese rivolto a tutto il ciclo di vita del farmaco, con un modello basato su efficienza produttiva e circolarità.
Risultati di salute
- 1 milione in più, in Italia, le persone che sopravvivono dopo una diagnosi di tumore in dieci anni. Oggi 2 persone su 3 con diagnosi di cancro sopravvivono dopo 5 anni, 30 anni fa erano 1 su 3 (l’83% grazie ai nuovi farmaci);
- 40 milioni persone curate ogni anno nel Paese;
- 1 anno, è la crescita in Italia della vita media negli ultimi 2, arrivata a 83 anni (82 nel 2021), recuperando il calo causato dalla pandemia;
- -25% di mortalità totale e -35% per patologie croniche in 20 anni nel Paese;
- 265 mila persone guarite in Italia con farmaci innovativi contro l’epatite C;
- 135 i farmaci orfani disponibili in Italia nel 2022, da 7 nel 2007;
- 45% pazienti nel Paese usa almeno un’App in ambito salute; 39% medici ricorre a servizi di tele-visita e il 42% ha usato Fascicolo Sanitario Elettronico.
- I farmaci permettono in certi casi di evitare l’ospedalizzazione (1 giorno in ospedale costa 1.000 euro);
- grazie ai farmaci più efficienza della spesa complessiva di welfare meno spese di assistenza e vita più attiva per malati o caregiver (es. malattie neurodegenerative o cancro: 65% dei malati smette di lavorare e il 25% dei caregiver riduce l’occupazione);
- con una copertura vaccinale ottimale che tutela la salute delle persone facendole ammalare di meno: si evitano ogni anno costi di 2,8 miliardi; si recuperano 562 milioni di gettito fiscale; si guadagnano quasi 10 miliardi di produzione (fonte Altems);
- prima dei nuovi farmaci per l’epatite C si spendeva più di un miliardo l’anno per trattare i pazienti. Costi oggi evitati grazie ai medicinali;
- terapie avanzate consentono benefici di lungo periodo, a fronte di una singola somministrazione, anche con effetti curativi.
04 Luglio 2024
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