Levotiroxina. La cura per l’ipotiroidismo e i problemi gastrointestinali. Ecco come risolverli

Levotiroxina. La cura per l’ipotiroidismo e i problemi gastrointestinali. Ecco come risolverli

Levotiroxina. La cura per l’ipotiroidismo e i problemi gastrointestinali. Ecco come risolverli
Non va d’accordo con gli organi del tratto gastrointestinale, né con i farmaci antiacido che si usano per i disturbi della digestione. Per questo sempre maggiore è l’associazione tra ipotiroidismo e malattie di stomaco e intestino. Passare alla soluzione orale. Il Rapporto Health Search di SIMG. 

Per i cinque milioni di persone che in Italia soffrono di ipotiroidismo, la cura è la stessa da anni: la levotiroxina, un farmaco che sostituisce l’ormone naturalmente prodotto dalla tiroide e che offre sollievo ai pazienti. Eppure, secondo il recente Rapporto Health Search presentato all’ultimo Congresso nazionale della Società italiana di medicina generale (SIMG), emerge la frequente associazione tra ipotiroidismo e malattie del tratto gastrointestinale, avvalorata dal ricorso a farmaci antiacidi. Ma risolvere il problema è possibile, e a spiegare come sono proprio gli esperti SIMG.
 
L’assunzione di levotiroxina apporta sicuramente benefici, ma non solo. “La cura con levotiroxina, oltre ad assicurare la giusta dose di ormone tiroideo e, conseguentemente, il miglior funzionamento dell’organismo, riduce anche il rischio cardiovascolare, presente già nelle primissime fasi di ipotiroidismo subclinico, cioè non evidente e diagnosticato”, ha spiegato Salvatore Benvenga, ordinario di Endocrinologia all’Università di Messina. “Tuttavia, ciò può essere compromesso da errate modalità d’assunzione del farmaco o dal consumo di bevande, o di farmaci e integratori alimentari che riducono l’assorbimento intestinale della levotiroxina. Un’attenzione particolare deve essere posta, ad esempio, all’assunzione di fibre alimentari. La levotiroxina, che deve essere presa la mattina a digiuno, in molte persone non viene assorbita correttamente se ciò avviene insieme al caffè o al succo di pompelmo, alimenti tipici della prima colazione. Esistono, inoltre, molti farmaci che riducono l’assorbimento intestinale della levotiroxina, tra questi spiccano gli antiacidi, comunemente utilizzati per disturbi alla digestione, l’ulcera o il reflusso gastroesofageo, come gli inibitori di pompa protonica e quelli a base di sucralfato. Alcuni di questi problemi di malassorbimento possono essere superati dalla nuova formulazione di levotiroxina in soluzione orale che, essendo già dissolta e pronta per l’assimilazione, mostra buoni risultati rispetto alla classica compressa”.
Che il problema sia tutt’altro che marginale lo dimostrano alcuni dati che lo stesso Benvenga, insieme a un gruppo di medici di medicina generale della provincia di Messina, ha presentato al recente congresso nazionale della Società italiana di medicina generale (SIMG). Su 11.000 assistiti, circa il 7% era in cura con levotiroxina e la metà (pari al 3,5 del totale) prendeva anche inibitori di pompa protonica, da soli o in associazione ad altri antiacidi, o altri farmaci che interagiscono proprio con l’assorbimento della levotiroxina.
 
“Questi dati sono confermati dal Rapporto Health Search di SIMG”, ha aggiunto Gerardo Medea, responsabile area metabolica della Società scientifica. “Tra i nostri assistiti le persone con ipotiroidismo rappresentano già oggi una quota importante, 1 su 20, e l’ipotiroidismo è una tra le più abituali cause di contatto con il medico di famiglia”.
Dal rapporto emerge la frequente associazione tra ipotiroidismo e malattie del tratto gastrointestinale, avvalorata dal ricorso a farmaci antiacidi quali inibitori della pompa protonica, carbonato di calcio, idrossido di alluminio e magnesio, sucralfato che arrivano ad essere prescritti al 65% degli ipotiroidei: al  30% circa per i soli inibitori di pompa protonica.
Anche i dati Health Search confermano che tra antiacidi e levotiroxina non c’è un buon rapporto. Infatti, nel 58,1% delle persone in cura con levotiroxina, associata a inibitori di pompa protonica o altri farmaci antiacidi, negli ultimi due anni si è resa necessaria una modifica del suo dosaggio oppure l’esame del TSH – che misura l’efficacia dell’azione della levotiroxina – è risultato fuori dai parametri di normalità. “Nel nostro studio, la concentrazione di TSH è aumentata di quasi il 200% rispetto alla concentrazione misurata nel periodo in cui i pazienti assumevano soltanto la levotiroxina” , ha precisato Benvenga.
“Vista la diffusione dei problemi del tratto gastrointestinale, il corretto dosaggio della levotiroxina  può quindi diventare una criticità importante anche per il medico di famiglia, con un carico di lavoro aggiunto per ognuno di noi”, ha aggiunto Medea.
 
“Sappiamo – ha concluso Benvenga – che per la cura dell’ipotiroidismo ci sono alcune semplici indicazioni che vanno memorizzate: la levotiroxina deve essere presa con acqua a stomaco vuoto, 1 ora prima di colazione, ma in una minoranza di persone questo intervallo deve essere persino più ampio; alcuni farmaci interferiscono con l’assorbimento intestinale della levotiroxina e per molti i tempi e le modalità di assunzione dell’una e degli altri mal si conciliano con le abitudini di vita. In tutti questi casi la formulazione di levotiroxina soluzione orale, riesce a ovviare al problema del malassorbimento. Questa nuova formulazione è già stata testata – dal nostro gruppo di ricerca – nei pazienti con malassorbimento causato vuoi da inibitori di pompa protonica o da causa ignota con esiti positivi, garantendo risultatitangibilmente migliori rispetto alla compressa.”

05 Dicembre 2012

© Riproduzione riservata

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

In occasione della Giornata mondiale contro la sepsi, celebrata il 13 settembre, il Ministero richiama l’attenzione su una condizione potenzialmente letale che può essere prevenuta e riconosciuta precocemente. Tra i...

Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo
Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo

L’Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato la formulazione in flaconcino multidose del vaccino materno contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVpreF (Abrysvo). Un passaggio che, secondo l’Oms, potrà contribuire ad...

Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita
Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita

Nella sepsi ogni ora conta. Per questo la diagnosi precoce rappresenta uno degli obiettivi prioritari della medicina d'urgenza e della terapia intensiva. La Giornata Mondiale della Sepsi che si celebra...

Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi
Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi

Un nuovo contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, pubblicato su New...