Il numero verde antisuicidi del Veneto si evolve: ampliato lo spettro di azione a ogni tipo di crisi che la comunità deve affrontare   

Il numero verde antisuicidi del Veneto si evolve: ampliato lo spettro di azione a ogni tipo di crisi che la comunità deve affrontare   

Il numero verde antisuicidi del Veneto si evolve: ampliato lo spettro di azione a ogni tipo di crisi che la comunità deve affrontare   
La decisione tiene conto della tipologia di richieste di aiuto ricevute dal numero 800334343. In totale 2013 richieste tra settembre 2023 e luglio 2024, il 27% per difficoltà nella gestione dei rapporti familiari e interpersonali, il 23% per difficoltà di gestione degli obiettivi personali e/o per prospettive future incerte, il 17% per pensieri suicidari o autolesionistici, l'11% per problemi di salute, il 6% per difficoltà nella gestione dei rapporti con i professionisti e un 5% circa per marginalità sociale.

Ai tempi della crisi economica che, intorno al 2012, portò al collasso anche psicologico e umano migliaia di imprenditori, per espresso volere del Presidente della Regione, Luca Zaia, fu attivato in Veneto, primo in Italia, il numero verde antisuicidi 800.33.43.43 (noto con il nome del progetto InOltre), al quale chiunque poteva rivolgersi trovando ascolto, consigli e accompagnamento in terapia da parte di esperti psicologi della Regione. Ora quel servizio si amplia, per rispondere a più persone possibile, qualunque sia la difficoltà che stanno affrontando e che appare loro insostenibile.

“Allora avemmo un’intuizione che, visti i risultati, ha salvato centinaia di vite e rimesso sulla giusta via altre migliaia. Oggi l’800 33 43 43 – dichiara in una nota il presidente della Regione, Luca Zaia – è ancora attivo, ma, per scelta della Regione, si è evoluto, ampliando il suo spettro d’azione in modo che ognuno possa trovare in questo numero un punto di riferimento per ogni tipo di crisi che la comunità deve affrontare, come è stato, ad esempio, nel caso della pandemia del Covid. Ognuno può trovare un servizio unico nel panorama nazionale per i momenti di difficoltà personale, in forma assolutamente riservata e con un trattamento del singolo caso di altissima professionalità”. e ora lo abbiamo definito come Numero Verde per la Prevenzione dei Suicidi e Servizio di Ascolto Psicologico per la Gestione delle Emergenze della Comunità”.

“Ora – aggiunge l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – lo abbiamo definito come Numero Verde per la Prevenzione dei Suicidi e Servizio di Ascolto Psicologico per la Gestione delle Emergenze della Comunità. Nel primo anno di questa nuova impostazione, il 2023, i risultati sono stati davvero significativi. Il Servizio Numero Verde è perdipiù collocato all’interno di una ricca rete di Servizi Territoriali con i quali si interfaccia e collabora nella gestione delle diverse situazioni mettendo al centro l’individuo, la motivazione per cui ha chiamato il servizio e gli obiettivi che vengono concordati”.

Il Servizio centralizzato di ascolto psicologico regionale dal primo settembre 2023, operativo su tutto il territorio regionale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 con un team di psicologi a disposizione della cittadinanza che risponde al Numero Verde 800.33.43.43. Il Servizio è stato affidato con procedura di co-progettazione gestita da Azienda Zero alla Cooperativa Mano Amica di Schio (VI).

I numeri parlano chiaro: dal 1/09/2023 al 14/7/2024 sono pervenute al Servizio un totale di 2013 chiamate, di cui il 79% (1588) nella fascia giornaliera e il 21% (425) nella fascia notturna. Del totale delle chiamate, l’82% (1657) sono arrivate da cittadini della Regione Veneto, mentre il 17% (334) da altre regioni d’Italia. Vi sono 22 cittadini di cui non è nota la provenienza perché non fornita dal cittadino stesso (1%).

Su base provinciale, la maggioranza delle chiamate arriva dalla provincia di Padova (27% pari a 452 chiamate), seguono Vicenza (22%, pari a 358 chiamate), Treviso e Venezia (16%, pari a rispettivamente 265 e 261 chiamate), Verona (11%, pari a 178 chiamate), Rovigo (5% pari a 82 chiamate) e Belluno (3% pari a 45 chiamate). Inoltre, c’è un 1% (16 chiamate) di cui non è nota la specifica provincia.

Relativamente alla distribuzione delle chiamate per età, la maggioranza dei cittadini che chiama il Servizio è della fascia 31-50 anni (39%, 778 chiamanti), segue la fascia 51-70 (26%, 524 chiamanti) e la fascia 22-30 (20%, 398 chiamanti). Infine vi sono la fascia “Over 70” (8%, 160 chiamanti) e “minori di 18” (1%, 19 chiamanti).

Entrando nel merito delle “Richieste di aiuto per difficoltà a gestire situazioni di crisi e impasse personali”, si può osservare che i principali contenuti portati all’attenzione del Servizio riguardano: la difficoltà nella gestione dei rapporti familiari e interpersonali (27%, 492 chiamate); la difficoltà legata alla gestione di obiettivi personali e/o a prospettive future incerte (23%, 413 chiamate) e la presenza di pensieri suicidari o autolesionistici (17%, 303 chiamate). Oltre a ciò l’11% (192 chiamate) evidenzia problematiche legate a condizioni sanitarie e il 6% difficoltà nella gestione dei rapporti con i professionisti (103 chiamate) e marginalità sociale (108 chiamate).

17 Settembre 2024

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