Sicurezza pazienti. Rossi (Omceo Milano): “Non può prescindere dalla sicurezza dei medici. Serve una Giornata anche per quello”

Sicurezza pazienti. Rossi (Omceo Milano): “Non può prescindere dalla sicurezza dei medici. Serve una Giornata anche per quello”

Sicurezza pazienti. Rossi (Omceo Milano): “Non può prescindere dalla sicurezza dei medici. Serve una Giornata anche per quello”
In occasione della Giornata mondiale della sicurezza del paziente, Rossi lancia due messaggi: il primo sul Ssn,  “un bene da tutelare con tutti gli sforzipossibili”; il secondo sull’opportunità di “istituire la Giornata per la sicurezza del medico”, perché “dove c’è una persona che soffre c’è anche un terapeuta che aiuta” ma che spesso “invece di ricevere un grazie subisce le violenze dei pazienti stessi o dei loro congiunti”.

Oggi, come ogni anno, si celebra il World Patient Safety Day, la Giornata mondiale della sicurezza del paziente promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare tutti i Paesi a sostenere l’attenzione e l’informazione sul tema della sicurezza delle cure e della persona assistita. Mai come quest’anno però, questa iniziativa andrebbe affiancata da una Giornata mondiale per sicurezza dei medici e del personale sanitario. Ne è convinto il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, che lancia un messaggio in questo senso.

“Nel giorno della Giornata mondiale della sicurezza del paziente vengono spontanee almeno due considerazione”, dice Rossi nel suo messaggio video. “La prima riguarda il Ssn, che è un bene da tutelare con tutti gli sforzi che riusciamo a mettere in campo”. La seconda considera che. “oltre alla giustissima ricorrenza della Giornata per la sicurezza delle cure per il paziente, sarebbe il caso di istituire una Giornata per la sicurezza del medico, perché dove c’è una persona che soffre c’è anche una terapeuta che lo deve aiutare. Ma i recentissimi episodi di violenza del tutto ingiustificati, stupidi, inutili e crudeli nei confronti dei medici mostrano che, invece di ricevere un grazie, subiscono le violenze dei pazienti stessi o dei loro congiunti. Il medico non sta lì a far del male ma per aiutare e sarebbe bello che una volta ogni tanto tutto lo Stato italiano se lo ricordasse”, conclude Rossi.

17 Settembre 2024

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