Aggressioni in sanità. Nursing Up: “Implementare coerente sistema preventivo con presenza negli ospedali di presidi di Polizia H24”

Aggressioni in sanità. Nursing Up: “Implementare coerente sistema preventivo con presenza negli ospedali di presidi di Polizia H24”

Aggressioni in sanità. Nursing Up: “Implementare coerente sistema preventivo con presenza negli ospedali di presidi di Polizia H24”
“Bisogna rimuovere il vincolo assunzionale per i professionisti sanitari. Abbiamo chiesto al Ministro la previsione di speciali indennizzi risarcitori e percorsi di recupero, per gli operatori sanitari vittime di aggressioni“ ha detto De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up

“È giunto il tempo che la politica si assuma fino in fondo le proprie responsabilità, prendendo coscienza di non aver fatto abbastanza, almeno fin qui. Soprattutto, Governo e Regioni, lavorino di concerto, con ‘tutti gli attori della sanità’, per restituire a infermieri e medici la fiducia ed il rispetto della collettività”.

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up commenta l’incontro con i sindacati organizzato dal Ministro Schillaci in merito a quella che è stata definita, non a torto, anche una vera e propria “emergenza culturale”.

“Tutti gli aspetti che sono stati declinati dal Ministro e che sono ben noti alla pubblica opinione, come l‘arresto in flagranza di reato, tale anche se differito nelle 24 ore e che attengono alla parte repressiva, sono condivisibili – ha detto – perché non si può più tollerare che fenomeni di questo tipo possano perpetrarsi senza il doveroso impatto in termini di conseguenze giudiziarie per chi commette reati di questo tipo. Ciò che per noi, invece, non ha avuto ancora l’attenzione che merita è che c’è l’esigenza di implementare un coerente sistema preventivo, da attuare, in primis, con la presenza di presidi di Polizia, negli ospedali, beninteso operativi 24 ore su 24.

Seconda cosa, bisogna rimuovere il vincolo assunzionale per i professionisti sanitari, perché è la carenza di personale che aumenta i disagi della cittadinanza e quindi il rischio di aggressioni. Bisogna, poi, agire, anche attraverso il supporto della comunicazione mediatica, realizzando un flusso costante e capillare di informazioni verso i cittadini, per far capire che, medici e infermieri, sono sì agenti della pubblica amministrazione sanitaria, ma sono soprattutto dalla parte dei pazienti e dei soggetti più fragili, e che sono lì per prendersi cura di loro, e quindi non sono da considerare nemici. Potrebbero avere una certa utilità i corsi di autodifesa ed addestramento del personale sanitario, a carico delle aziende sanitarie.

Allo stesso modo – aggiunge – proponiamo l’estensione della qualifica di pubblico ufficiale anche ai professionisti sanitari ex legge n 43/2006 .

E da ultimo, ma non certo per importanza, Nursing Up ha chiesto al Ministro la previsione di speciali indennizzi risarcitori e percorsi di recupero, per gli operatori sanitari vittime di aggressioni, partendo dall‘evidenza che quando un operatore subisce violenza, nell’esercizio di funzioni che esercita a nome e per conto della Pubblica Amministrazione, gli incidenti che impattano sulla sua salute psico fisica, con esiti direttamente correlati ad accadimenti caratterizzati da violenza ed aggressioni, devono essere giuridicamente soggetti a norme speciali, e quindi inquadrati, trattati e ristorati come già accade per le malattie per causa di servizio”.

19 Settembre 2024

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