Anemia in gravidanza. Carbossimaltosio ferrico per via endovenosa efficace e sicuro

Anemia in gravidanza. Carbossimaltosio ferrico per via endovenosa efficace e sicuro

Anemia in gravidanza. Carbossimaltosio ferrico per via endovenosa efficace e sicuro
Da uno studio condotto su oltre mille donne in Nigeria – dove l’incidenza di anemia in gravidanza è piuttosto alta – è emerso che la somministrazione per via endovenosa di carbossimaltosio ferrico ha un’efficacia maggiore rispetto alle compresse di solfato ferroso nelle gestanti che soffrono di questa condizione clinica. Un’unica dose di carbossimaltosio ferrico per endovena ha determinato un aumento più rapido del livello di ferro nel sangue dopo quattro settimane rispetto a una compressa di ferro assunta per via orale tre volte al giorno. Lo studio è stato pubblicato da The Lancet Global Health.

Il carbossimaltosio ferrico somministrato per via endovenosa, un farmaco utilizzato nei casi di anemia, ha un’efficacia maggiore e più rapida rispetto alle compresse di solfato ferroso nelle donne in gravidanza con questa condizione clinica. È quanto emerge da uno studio pubblicato da The Lancet Global Health.

Lo studio clinico IVON TRIAL – condotto in Nigeria – ha confrontato l’efficacia e la sicurezza del carbossimaltosio ferrico con quella delle compresse di solfato ferroso, utilizzate per il trattamento dell’anemia.

La ricerca ha arruolato 1.056 donne in gravidanza di età compresa tra 15 e 49 anni, affette da anemia con valori dell’emoglobina inferiore a 10 g/dl. Dall’analisi è emerso che il farmaco somministrato per via endovenosa agisce più velocemente e meglio delle compresse di ferro assunte per via orale, con un profilo di sicurezza simile.

Un’unica dose di carbossimaltosio ferrico per endovena in gravidanza ha determinato un aumento più rapido del livello di ferro nel sangue dopo quattro settimane rispetto a una compressa di ferro assunta per via orale tre volte al giorno. Gli effetti collaterali del ferro somministrato per endovena, infine, sono stati paragonabili a quelli delle compresse, senza effetti avversi sulla prole.

“Questi risultati sono rassicuranti perché le donne in gravidanza spesso rifiutano nuovi farmaci per paura di danneggiare i loro bambini. Implementare l’uso del carbossimaltosio ferrico sarà un passo importante verso la riduzione della percentuale di donne incinte che soffrono di anemia e delle sue complicazioni”, conclude Ochuwa Babah, del Karolinska Institutet di Stoccolma, che ha collaborato allo studio IVON TRIAL

Fonte: The Lancet Global Health 2024

23 Settembre 2024

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