Anziani. Il disagio psicologico rende più vulnerabili al “contagio emotivo”

Anziani. Il disagio psicologico rende più vulnerabili al “contagio emotivo”

Anziani. Il disagio psicologico rende più vulnerabili al “contagio emotivo”
Nella tarda età la vulnerabilità alle emozioni altrui – definita “contagio emotivo” – tocca maggiormente coloro che vivono una forma di disagio psicologico, come un lutto o un dissidio con una persona cara. E la vulnerabilità varia da individuo a individuo, come i tratti della personalità. Tutto questo emerge da uno studio canadese pubblicato da PLOS Mental Health.

Gli anziani che soffrono di disagio psicologico sono più vulnerabili al ‘contagio emotivo’, che li porta a somatizzare emozioni di persone fisicamente vicine. È quanto emerge da uno studio pubblicato da PLOS Mental Health e condotto da un team dell’Università di Montreal (Canada), guidato da Pierrich Plusquellec.

Obiettivo del lavoro era quello di comprendere meglio i fattori che influenzano la resilienza tra gli anziani per aiutare a prevenire il disagio psicologico, che può avere gravi effetti sulla salute generale, tra cui aumento del rischio di malattie cardiovascolari, declino cognitivo e morte prematura.

Lo studio
I ricercatori hanno preso in esame 170 adulti di età media pari a 76,1 anni, che vivevano in case di riposo in Canada e che stavano affrontando una fase di grande difficoltà emotiva, come un lutto o un conflitto con una persona cara.
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi in base al livello di disagio psicologico: il 45% rientrava nel profilo “ansioso”, con sintomi clinici o subclinici di sola ansia, mentre circa il 20% è stato inquadrato nel profilo di “depressione ansiosa”, con sintomi clinici o subclinici sia di ansia che di depressione. Il terzo gruppo, infine, era composto da individui senza sintomi significativi di ansia o depressione ed è stato inquadrato nel profilo “no-distress”

Le evidenze
Analizzando i livelli di disagio psicologico in relazione a fattori quali sesso, età, reddito, situazione abitativa, soddisfazione per la propria rete sociale e il proprio modo di affrontare le avversità, i ricercatori hanno evidenziato che gli anziani più vulnerabili al contagio emotivo avevano da 8,5 a 10 volte maggiori probabilità di presentare sintomi di ansia o depressione ansiosa rispetto a quelli meno vulnerabili. E questo indipendentemente da altri fattori, come il supporto sociale o le strategie di coping messe in atto per superare il disagio. Lo studio ha evidenziato anche che la vulnerabilità al contagio emotivo varia da persona a persona, come i tratti della personalità.
“Una persona vulnerabile al contagio emotivo è particolarmente sensibile alle emozioni degli altri. Il contagio emotivo svolge un ruolo essenziale in una società, poiché è la base dell’empatia”, conclude Pierrich Plusquellec.

Fonte: PLoS Mental Health 2024

12 Novembre 2024

© Riproduzione riservata

Prevention Talk. In attesa del nuovo Piano vaccinale: “Innovazione, equità e prevenzione lungo tutto il corso della vita”
Prevention Talk. In attesa del nuovo Piano vaccinale: “Innovazione, equità e prevenzione lungo tutto il corso della vita”

Il futuro della prevenzione vaccinale in Italia si gioca su una sfida che va ben oltre l'aggiornamento del calendario delle vaccinazioni. Occorre costruire un sistema capace di tradurre le opportunità...

Arranca la riabilitazione post ictus. Forti divari tra Regioni, il privato fa la parte del leone
Arranca la riabilitazione post ictus. Forti divari tra Regioni, il privato fa la parte del leone

Circa 292mila ricoveri riabilitativi ordinari nel 2024, oltre 7,6 milioni di giornate di degenza e quasi 24mila posti letto dedicati. Numeri che fotografano un settore essenziale del Servizio sanitario nazionale,...

AI. I giovani e l’amicizia con i chatbot. FeDerSerD: “Attenzione a dipendenza emotiva”
AI. I giovani e l’amicizia con i chatbot. FeDerSerD: “Attenzione a dipendenza emotiva”

Un interlocutore sempre disponibile, capace di ascoltare, offrire consigli, interpretare le emozioni e adattare le proprie risposte ai bisogni di chi ha davanti. L’intelligenza artificiale sta rapidamente cambiando il modo...

Shock settico. Anticipare la vasopressina non migliora sopravvivenza e recupero. Studio su quasi 4mila pazienti
Shock settico. Anticipare la vasopressina non migliora sopravvivenza e recupero. Studio su quasi 4mila pazienti

Anticipare la somministrazione della vasopressina nei pazienti con shock settico, una condizione potenzialmente letale, non sembra offrire vantaggi in termini di sopravvivenza, durata del ricovero ospedaliero e recupero clinico rispetto...