Siti: Fumo, da medici e infermieri cattivo esempio
Da uno studio condotto in un ospedale del centro Italia, su un campione composto da 222 infermieri (il 55,8%), da 121 medici (il 30,4%) e 55 tecnici (il 13,8%) è emerso che ben il 38,7% del campione non rinuncia alle sigarette. Di questi il 76,1% aveva una dipendenza molto forte e il 73,8% una bassa motivazione a smettere con il vizio delle sigarette. Soprattutto sono i medici quelli che hanno una maggiore probabilità di dipendenza dal fumo forte o molto forte, maggiore rispetto a quella di tecnici e infermieri. Chi decide di smettere lo fa il più delle volte perché l’età avanza. Per gli esperti lo studio “conferma l’opportunità di monitorare l’abitudine al fumo di sigaretta nei lavoratori e in particolare negli operatori sanitari in quanto categorie lavorative che, verosimilmente, dovrebbero avere maggiore conoscenza e consapevolezza dei danni indotti dal fumo, aspetti che dovrebbero influire sull’ atteggiamento nei confronti di esso. Il monitoraggio, tra l’altro, assume particolare rilievo anche in considerazione degli obblighi in tema di denuncia delle malattie professionali in adempimento al Decreto ministeriale del 2009 che include nella Lista I (malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità) il tumore del polmone Ets-indotto”.
E non va meglio in Europa. Uno studio multicentrico condotto nel 2009,in nove Facoltà di Medicina di quattro Paesi europei – Germania, Italia, Polonia e Spagna – su oltre 2.300 studenti, di cui il 51,1% donne ha dimostrato che l’amore per le “bionde” si manifesta tra i camici bianchi già ai tempi dell’Università. Si è visto che la prevalenza di fumatori, sia giornalieri che occasionali, è stata del 30%. In testa alla classifica dei fumatori gli studenti spagnoli (23,3%). Il 72% dei futuri medici riconosce il ruolo dei professionisti sanitari come modello di comportamento, con differenze statisticamente significative tra i Paesi considerati (in Spagna solo il 53% contro il 91% della Polonia), ma solo il 17% ha dichiarato di aver ricevuto un training sui metodi per far smettere di fumare.
Articoli correlati:
04 Ottobre 2010
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Schillaci: “Intollerabile che l’accesso alle cure dipenda dal Cap o dal reddito. Difendere universalismo e gratuità del SSN”

Schillaci: “Basta trucchi sull’intramoenia. Manipolare i dati è una questione di onestà”

Richiamo globale su latte artificiale e altri prodotti per neonati per tossina da Bacillus cereus

La Dirigenza delle Professioni Sanitarie: oltre il vicolo cieco di vent'anni di penalizzazioni, un investimento necessario per la salute pubblica

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli "elettivi" senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri

Prevenzione melanoma. Via libera del Senato al testo che istituisce la giornata nazionale. Arriva il consenso informato per l'esecuzione dei tatuaggi

I dieci motivi per cui gli Infermieri con Laurea Magistrale ad Indirizzo Clinico dovrebbero afferire alla Dirigenza

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Paziente ucciso da un altro paziente in reparto di Psichiatria. “L’assassino era pericoloso e in attesa di trasferimento in Rems”