La glorificazione dell’assassino contro un sistema sanitario che ha tradito i cittadini

La glorificazione dell’assassino contro un sistema sanitario che ha tradito i cittadini

La glorificazione dell’assassino contro un sistema sanitario che ha tradito i cittadini

Gentile Direttore,
il presunto killer che ha ucciso il ceo dell’assicurazione sanitaria United Healtcare negli USA è diventato l’eroe degli americani che si sentono traditi dal loro sistema sanitario. È diventato l’idolo del web ed è nata l’ideologia “Deny, Depose, Defend” che il killer aveva inciso sulle pallottole, riferita alle tattiche utilizzate dalle compagnie di assicurazione per non rimborsare i clienti, ritardare i pagamenti, respingere le richieste in sede giudiziaria. La scomoda verità è quella che milioni di americani hanno sognato un simile gesto. Il presunto killer è stato definito “The adjuster”, “Il regolatore”. Viene visto come un martire ed un esempio da seguire, un eroe da difendere perché accomuna tanti americani che ritengono di aver subito torti da parte delle assicurazioni sanitarie.

Alcuni alti esponenti politici hanno sentenziato: “Se spingi le persone all’esasperazione, finiranno per farsi giustizia da soli”, dimenticando che la visione di un sistema sanitario privato è la visione della maggioranza degli americani in una società democratica.

In una nazione dove si spende per la sanità circa il 15% del prodotto interno lordo, con le più avanzate tecnologie per chi può pagare, con le terapie più innovative per chi può pagare ma con una aspettativa di vita inferiore di circa 6 anni rispetto agli altri paesi occidentali e soprattutto con una diseguaglianza di aspettativa di vita fino a 20 anni fra i vari strati della popolazione, è venuta fuori tutta la rabbia di chi non si è sentito tutelato per la propria salute. Si tratta di un rampollo di una famiglia ricchissima della classe alta americana, studente brillante, definito “super normale” e “intelligente”, appassionato di intelligenza artificiale e videogiochi, fanatico di UnaBomber.

La glorificazione del presunto killer rappresenta la rabbia contro le odiate assicurazioni private statunitensi, nell’ambito di un sistema sanitario costoso, iniquo, inefficiente, da parte di un esponente di una parte della società che lo ha voluto e lo vuole tale. È schizofrenia sociale.

La magistratura si esprimerà sullo stato psichico del presunto killer. Quello che preoccupa è la reazione di una non trascurabile parte di una società che si è sempre opposta a cambiamenti anche minimi del sistema assicurativo dove la salute è una responsabilità individuale, non un diritto e, come tutti i mercati, mira al profitto. Una offerta sanitaria selvaggia e caotica stimola una domanda legata a ignoranza e paura.

Le assicurazioni hanno studiato degli algoritmi con cui l’utente si deve interfacciare per avere l’accesso alle cure e per avere il rimborso se dovuto. La percezione di iniquità nella gestione della salute più che in altri settori del vivere umano innesca sentimenti di rabbia che possono essere anche la scintilla che fa detonare altre rabbie per motivi diversi. E come accade sempre nella storia si cerca un “The adjuster”, un regolatore.

Queste persone non hanno mai regolato niente. Anzi non hanno mai fatto il bene delle masse che dicevano di voler fare. Sono però un serio problema in parte reale, in parte enfatizzato. Il problema della medicina di mercato è senza dubbio il costo che si riversa sul prezzo delle assicurazioni, sulla sostenibilità ed il profitto di queste.

È però anche un problema della medicina non di mercato come in un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come il nostro dove il prezzo dovrebbe essere sostituito dalla appropriatezza, di difficile definizione, gestione e realizzazione. Tante richieste inappropriate negate, ritenute appropriate dal paziente, vengono vissute con rabbia. Anche l’aggressività delle nostre cronache locali spesso è innescata dalla rabbia per un presunto esame o terapia negati, per le lunghe attese, per i disguidi organizzativi. Percepire una decisione di diniego come una ingiustizia in un sistema sanitario sia pubblico che privato è molto facile se ci si affida alla ideologia e non al metodo scientifico, accettando un margine di errore inevitabile.

Non abbiamo certamente bisogno di “Regolatori” ma abbiamo bisogno di una crescita culturale del cittadino e del medico, di una nuova loro “primavera relazionale” in un SSN diventato un “prestazionificio”, che nulla ha a che fare con una buona sanità. È sbagliato mettere al centro di un sistema sanitario sia i bisogni del paziente sia gli algoritmi delle assicurazioni, sia la medicina amministrata di un SSN. È normale, soprattutto nel campo della salute che i bisogni del paziente siano infiniti e scambiati con presunti diritti.

Nel nostro prezioso SSN, ma anche in un sistema assicurativo, bisogna avere il coraggio di mettere al centro non il paziente ma la relazione medico-paziente fondata sulla competenza, fiducia, empatia di entrambi. Questo è sicuramente difficile in un paese con una “ignoranza dilagante” trasversale nei vari strati della società come è scritto nel recente rapporto Censis e con un terzo delle persone con analfabetismo funzionale. Lo scienziato e il medico che viaggiano con l’utilitaria sono considerati sfigati rispetto al cafone con la fuoriserie.

Dobbiamo riuscire a convincere il potere politico che la buona sanità si ottiene con una buona cultura scientifica di medico e paziente che superi sia il fanatismo ideologico del tutto a tutti in tempi brevi, sia il burocratismo esasperato che rende tutto difficile. Questo è realizzabile solo con una centrale relazione medico paziente.

Altrimenti il SSN è destinato ad essere insostenibile, a spendere molto senza migliorare la salute, ad essere terreno di profitto per i più furbi che approfittano dei bisogni e delle paure delle persone e a rischiare di essere sostituito dagli algoritmi. Tutto il resto è populismo che non fa gli interessi del cittadino come non lo fanno e non lo hanno mai fatto tutti gli “adjuster” del mondo.

Franco Cosmi
Medico cardiologo
Perugia

Franco Cosmi      

13 Dicembre 2024

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