Opposizione contro l’affidamento ad Aspal dei “buoni servizi sanitari”. Ecco la replica di Manca e Bartolazzi
“Aiutare i cittadini maggiormente vulnerabili dal punto di vista socio-economico, favorendo l’accesso alle prestazioni sanitarie, è un intento lodevole che condividiamo – ha sottolineato Truzzu -. Però, che l’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro sia incaricata della gestione della misura, occupandosi, tra i vari adempimenti, del pagamento delle prestazioni erogate alle strutture sanitarie, appare perlomeno inappropriato e inopportuno. Non risulta, infatti, che tra i compiti Istituzionali dell’Agenzia vi sia l’erogazione di prestazioni sociali o di interventi per ridurre la povertà. Inoltre, il nuovo e ulteriore accreditamento dei privati con l’Aspal appare un inutile doppione con aggravio dei costi burocratici e un pericoloso tentativo di mettere le strutture sanitarie sotto il controllo politico. Se l’obiettivo è migliorare i servizi per i cittadini e combattere la povertà, lo stesso risultato potrebbe essere raggiunto attribuendo le risorse direttamente alle Aziende sanitarie o ai Comuni, che conoscono meglio le esigenze dei cittadini”.
“La delibera che istituisce i ‘buoni sanitari’ presenta anche possibili profili di illegittimità con riferimento ai privati autorizzati. Sarebbe opportuno ritirare la delibera e riproporla in forma corretta, ma è evidente che per la maggioranza di centrosinistra, impegnata a litigare su riforma e Assessorato, sia assolutamente complicato. Intanto, cittadini e lavoratori del settore continuano a subire il peggiorare delle già precarie condizioni della sanità isolana. All’orizzonte non si intravedono né soluzioni, né progetti, ma solo una disperata caccia ai ruoli di vertice delle aziende sanitarie”, ha concluso Truzzu a nome della Minoranza in Consiglio regionale.
Quotidiano Sanità ha chiesto chiarimenti all’assessore alla Sanità e all’assessora al Lavoro, che rispondono: “In merito al provvedimento dei “Buoni Servizi Sanitari”, recentemente varato, occorre ancora una volta intervenire per correggere le affermazioni inesatte e fuorvianti del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale. I Bonus Servizi Sanitari sono una misura di sostegno sociale di tipo sperimentale, mirante a contrastare un particolare aspetto della povertà, che si sta manifestando ovunque nel nostro Paese: la povertà può essere, ed è sempre di più anche “sanitaria”, in Italia come in Sardegna”.
“La misura – proseguono gli assessori -, promossa dall’Assessorato al Lavoro di concerto con l’Assessorato alla Sanità, è finanziata prevalentemente con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) per le annualità 2021-27. Il Fondo è dedicato all’investimento nel capitale umano e a sostenere l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, fornendo un contributo alle politiche europee prevalentemente in materia di occupazione, affari sociali, istruzione. Per questo carattere specifico, le risorse del Fondo, ammontanti nel caso in discussione ad 8 milioni di euro, sono state correttamente assegnate all’Assessorato Regionale al Lavoro. La misura è stata poi integrata con ulteriori 2 milioni di risorse regionali”.
“Ribadito dunque che i fondi in oggetto, per la loro precipua natura – approfondiscono gli esponenti di giunta -, non potevano che essere attribuiti all’Assessorato regionale al Lavoro, rilevato che il Programma Fse+ 2021-27 include fra le azioni finanziabili quelle all’interno della Priorità 3 (“Inclusione e lotta alla povertà”), nel cui ambito individua le misure atte a “Migliorare l’accesso paritario e tempestivo a servizi di qualità sostenibili e a prezzi accessibili, (…)anche in ambito sanitario; modernizzare i sistemi di protezione sociale(..), l’efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza di lunga durata, anche per le persone con disabilità”, tutto ciò premesso è stato da noi ritenuto opportuno convogliare una parte di questi fondi in una misura condivisa a vantaggio dei cittadini sardi in condizione di particolare svantaggio economico, individuando come obiettivo comune quello di sostenere l’accesso ai servizi-socio sanitari. Per i motivi sopra esposti, è stato poi opportunamente previsto di attribuire la gestione della misura all’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro, sottolineando che la misura è alternativa ai provvedimenti precedentemente assunti dalla Giunta regionale (DGR n.30/17 del 21.08.2024): chi riceve il rimborso dall’ASL non potrà richiedere i “buoni sanitari”, mentre chi usufruisce dei buoni non avrà diritto al rimborso da parte dell’ASL”.
“Nessuna rivalità fra i due assessorati del Lavoro e della Sanità dunque – puntualizza Bartolazzi -, tantomeno nessun intento nascosto da parte di alcuno, quanto piuttosto una forte capacità di collaborare e lavorare per obiettivi. La nostra è una visione di Sardegna coesa, solidale, che non lascia indietro nessuno. Capisco che i concetti di cooperazione, progettualità interassessoriale e di bene comune siano avulsi dalla cultura delle nostre destre, ma ci si aspetterebbe almeno una conoscenza minima dei meccanismi di attribuzione delle principali linee di finanziamento europee. Ragionare inoltre in termini di bandierine da mettere sopra questo o quel provvedimento rappresenta un atteggiamento svilente e puerile da parte delle minoranze, tanto più quando si parla di misure che servono ad alleviare il disagio di migliaia di cittadini. Approfitto invece per ringraziare ancora una volta l’Assessora Manca per la sensibilità condivisa sui temi del sociale e della grande capacità di fare squadra fra i nostri due assessorati, a tutto vantaggio dei cittadini sardi”.
L’assessora Manca aggiunge concludendo: “Ci vuole veramente coraggio ad attaccare una misura come i bonus sanitari quando si è capogruppo di un partito politico responsabile di una manovra di stangate per gli italiani, fatta di tagli e tasse. Fratelli d’Italia, in un momento in cui i cittadini non riescono a fare la spesa, e dopo aver eliminato il reddito di cittadinanza, anche per questo 2025 ha proseguito con tagli spaventosi ai ministeri, che si abbattono sui cittadini, con vergognosi tagli alla sanità, che hanno già portato i medici allo sciopero, tagli alla scuola, per la quale la legge di bilancio prevede una riduzione delle piante organiche nel 2025 che interesserà oltre 5600 professori e oltre 2.100 segretari e bidelli. Per citarne soltanto alcuni. Senza dimenticare i tagli pregressi del Governo Meloni. Ci vuole davvero coraggio. Critiche di questo tipo ci rafforzano, e sottolineo ancora una volta di più che il mio assessorato per quanto riguarda le misure che ricadono nell’ambito dell’inclusione sociale lavorerà a fianco a quello della Sanità”.
E.C.
16 Dicembre 2024
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