Libera professione per le Professioni sanitarie. Ciriani: “I dati pervenuti ancora non consentono di fornire un quadro omogeneo a livello nazionale dell’adesione”

Libera professione per le Professioni sanitarie. Ciriani: “I dati pervenuti ancora non consentono di fornire un quadro omogeneo a livello nazionale dell’adesione”

Libera professione per le Professioni sanitarie. Ciriani: “I dati pervenuti ancora non consentono di fornire un quadro omogeneo a livello nazionale dell’adesione”
Così il Ministro per i Rapporti con il Parlamento in risposta ad un’interrogazione presentata durante il Question time alla Camera della Lega. “È emerso che l'autorizzazione all'esercizio degli incarichi di cui trattasi è maggiormente richiesta e rilasciata per le professioni sanitarie di infermieri, fisioterapisti, dietisti, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva e tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare”.

“In via sperimentale, per la prima volta, come ricordava l’interrogante, questa strada è stata intrapresa con l’articolo 13 del decreto-legge n. 34 del 2023, riguardante le professioni sanitarie, infermieristiche, di ostetricia, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, i cui operatori svolgono, in forza di un titolo abilitante, attività di prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione, anche a domicilio.

Tali prestazioni, fino al 31 dicembre 2025, possono essere svolte, a condizione che si sia liberi dal servizio, anche in favore del privato, con la finalità, tra le altre, di consentire la regolarizzazione di condotte in precedenza considerate non conformi alla legge. Concludo segnalando che i dati pervenuti, allo stato, ancora non consentono di fornire un quadro omogeneo a livello nazionale dell’adesione alla tipologia di attività prevista dalla norma”. Così il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani in risposta ad un’interrogazione presentata durante il Question time alla Camera della Lega.

La risposta integrale del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Il Governo persegue, sin dal suo insediamento, l’obiettivo di valorizzare e rendere più attrattivo e gratificante il servizio prestato dai professionisti della sanità pubblica, contrastando l’esodo di competenze verso il settore privato. Tale obiettivo si persegue attraverso il miglioramento del trattamento economico del personale sanitario, con incrementi stipendiali e trattamenti fiscali agevolati per il lavoro straordinario, ma anche con misure di parziale allentamento dei vincoli di esclusività, che consentano ai professionisti sanitari di dedicare un tempo limitato, nell’ambito dell’intera giornata lavorativa e compatibilmente con le regole europee di durata massima dell’orario di lavoro, ad attività o incarichi libero-professionali.

In via sperimentale, per la prima volta, come ricordava l’interrogante, questa strada è stata intrapresa con l’articolo 13 del decreto-legge n. 34 del 2023, riguardante le professioni sanitarie, infermieristiche, di ostetricia, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, i cui operatori svolgono, in forza di un titolo abilitante, attività di prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione, anche a domicilio.

Tali prestazioni, fino al 31 dicembre 2025, possono essere svolte, a condizione che si sia liberi dal servizio, anche in favore del privato, con la finalità, tra le altre, di consentire la regolarizzazione di condotte in precedenza considerate non conformi alla legge.

La disposizione prevede un monitoraggio periodico, da parte del Ministero della Salute, sulla sua concreta attuazione, da svolgersi comunque entro due anni dall’entrata in vigore. L’esito di tale monitoraggio, unitamente a una riconsiderazione in senso maggiormente professionalizzante delle sopra richiamate categorie di operatori sanitari, consentiranno di valutare l’eventuale messa a regime della misura. Nell’ambito del predetto monitoraggio, ciascuna regione è tenuta a comunicare l’adozione o meno del regolamento che definisca in via preventiva i criteri per l’autorizzazione o il diniego dello svolgimento di queste attività. È emerso che l’autorizzazione all’esercizio degli incarichi di cui trattasi è maggiormente richiesta e rilasciata per le professioni sanitarie di infermieri, fisioterapisti, dietisti, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

Concludo segnalando che i dati pervenuti, allo stato, ancora non consentono di fornire un quadro omogeneo a livello nazionale dell’adesione alla tipologia di attività prevista dalla norma.

La replica di Arianna Lanzarini (LEGA). A nome del gruppo Lega-Salvini Premier, che rappresento, ringrazio il signor Ministro per la risposta fornita e l’apertura mostrata verso le esigenze del settore sanitario.

Questa attenzione e la risposta data rappresentano un passo significativo per il futuro del Servizio sanitario nazionale e sottolineano l’importanza di valorizzare i professionisti del settore. Le professioni sanitarie, come quelle di medici e infermieri, costituiscono i pilastri del sistema sanitario. Durante la pandemia, il lavoro instancabile degli infermieri ha dimostrato la loro dedizione e importanza nella protezione della salute pubblica. Sostenere questi professionisti significa migliorare la qualità delle cure per tutti e garantire un servizio adeguato.

In conclusione, ringrazio nuovamente il Ministro per la disponibilità e l’attenzione verso le professioni sanitarie: valorizzare tali figure è cruciale per il futuro del Servizio sanitario nazionale; investire nella loro formazione e nelle loro condizioni di lavoro significa investire nella salute della comunità, garantendo un sistema sanitario più efficace e accessibile per tutti.

18 Dicembre 2024

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